Terra di nessuno

Chi per caso si trova a visitare Opi e Pescasseroli nell’ALTA VALLE SANGRO O CHE DIR SI VOGLIA ALTA MARSICA, sia che arrivi attraverso il Passo del Diavolo, o Passo di Templo, sia che arrivi attraverso il Passo di Forca D’Acero o il Passo di Pietramara, ha la sensazione, se è un buon osservatore, di trovarsi immerso in un paesaggio da favola, circondato da secolari faggete come secolari sono i problemi che affliggono questa gente d’Abruzzo.

E’ vero, dal punto di vista ambiente-natura il paesaggio non è secondo a nessun altro, ma è altrettanto vero che i problemi che lo affliggono sono tanti e di diversa natura.

Tralasciamo, per il momento i problemi e i vantaggi che derivano dalla presenza del Parco (che tratteremo in altra sede) e soffermiamoci a parlare dei tanti altri….

Questa parte d’Abruzzo, a confine con il Lazio e con il Molise, da sempre si è trovata ad essere TERRA DI NESSUNO.

Abbiamo detto delle vie d’accesso, di quelle oggi carrozzabili, ma non dimentichiamoci che fino agli anni 1828/1830, anno in cui ebbe inizio la costruzione della strada Sarentina, chiamata oggi Marsicana e più tardi con l’apertura della strada di Forca D’Acero, una volta chiamata “Via antiqua que dicitur Marsicana” e il Passo di Pietramara, paragonato da alcuni autori al Passo delle Termopoli ,la zona era raggiungibile solo attraverso le valli solcate da torrenti e fiumi (Sangro, Giovengo, Rio Carmelo, Fosso Macrano , Rio Fondillo.

I collegamenti con l’area fucense in età antica e medioevale e fino ad arrivare all’età moderna avvenivano tramite i passi montani quali il Valico Aceretta (1636 metri s.l.m.) al termine della Vallelonga, la Cicerana (1500 metri s.l.m.) con l’altopiano e il vallone di Gioia Vecchio (1400 metri s.l.m.), termine del Fosso Macrano e della Valle del Vico ed infine con il Valico di Templo (1372 metri s.l.m.) una delle vie più importanti perché conduceva alle sorgenti del Giovenco e del Sangro.

Gli accessi del versante Terra di Lavoro e del Sorano si presentavano ancora più difficili.

Dal Sorano, Attraverso Pescosolido e Campoli Appennino, si raggiungeva la Vallelonga e attraverso il Valico dei Tre Confini (1992 metri s.l.m.) passando per Schiena d’Asino (1709 metri s.l.m.) al temine della Valle Rio e de Valico di Monte Tranquillo (1673 metri s.l.m.) dotato nel Medioevo di un ospizio per viandanti, detto “Sanctae  Mariae de Trunchillo o Tranquillo” si raggiungeva Pescasseroli ed Opi.

Altre vie d’accesso all’Alto Sangro sono presenti in San Donato Val Comino, Settefrati, Picinisco e san Biagio Saracinisco.

Il Valico di Forca D’Acero metteva in comunicazione Pescasseroli ed Opi con la Terra di Lavoro.

Da Settefrati e Picinisco, lungo la Valle di Canneto si poteva raggiungere oltre ad Opi e Pescasseroli, anche Civitella Alfedena, Villetta transitando però per Forca Resuni (1952 metri s.l.m.).

Per finire, da Picinisco e San Biagio Saracinisco, attraverso il Passo del Monaci 1982 metro s.l.m.) si poteva raggiungere Villetta Barrea, terra dei Sanniti e non deirsi.

La più importante via d’accesso rimaneva sempre la Forca d’Acero “Furcam Aceri”, di cui si ha una documentazione storica.

Come si può notare, per una piccolissima zona di montagna tante vie di accesso  tutte di alta quota.

I popoli che occupavano l’area tra il Mulino di Opi e Campomizzo di Pescasseroli appartennero a varie comunità tra cui i Pentri, i Peligni, i Sabini poi chiamati Sanniti, Volsci, Equi e Marsi.

Ma torniamo ai problemi che affliggono ancora oggi le popolazioni di Opi e Pescasseroli.

Chi non ricorda che, fino a poco tempo fa, solo per andare a L’Aquila che è il capoluogo di Regione oltre ad essere la Provincia di questa terra, si impegnavano almeno tre giorni, si impegnavano almeno tre giorni, senza pensare alla intemperie del periodo invernale che spesso allungava i altri giorni il viaggi!

A L’Aquila bisognava pure andarci (bisogna andarci ancora oggi); li si trovavano e si trovano gli uffici, la Prefettura, il Comitato di Controllo, almeno fino a qualche tempo addietro, l’Ute, (Uffici Tecnico Erariale) meglio conosciuto come Catasto, l’Ufficio Iva, la Camera di Commercio, la Motorizzazione, l’Aci, in una parola gli uffici erano ubicati quasi tutti a L’Aquila.

La Procura della Repubblica, il Tribunale e la Pretura Circondariale, ora che è stata sottratta a Castel di Sangro, hanno sede in Sulmona, in un tempo non molto lontano dai nostri giorni Opi e Pescasseroli facevano capo a Gioia dei Marsi, poi Pescina e per il Tribunale ad Avezzano.

L’Ufficio di Registro, l’ufficio Imposte, pure questi uffici erano ad Avezzano.

In un passato non molto lontano si è fatto un gran parlare per una nascente Provincia, Avezzano o Sulmona?

Per essere Opiano, facevo tifo per Avezzano, ora invece tutto questo è andato a rotoli, anzi rischiano pure i Tribunali ancora oggi, in funzione in questi due centri.

Vi pare questa giustizia? Di chi siamo figli?

La seconda parte prossimamente

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