Primato nazionale per il Tribunale di Avezzano: nel 2016 è quello che ha smaltito più contenzioso civile


Avezzano. E’ il tribunale di Avezzano il presidio giudiziario che nell’anno 2016 ha smaltito più contenzioso civile arretrato. A quanto pare, il tribunale di Avezzano, di cui la nuova geografia giudiziaria prevede la chiusura (finora prorogata grazie a un’aggressiva politica a cui hanno dato una mano solo le calamità naturali che hanno martoriato la Regione Abruzzo) ha tanti bravi e virtuosi operatori, che questa mattina, in un articolo del Sole 24 ore vengono messi in evidenza sui colleghi di tutta la Nazione.


E sì, perché, come riportato da Antonello Cherchi e Valentina Maglione, i dati del ministero della Giustizia, aggiornati al 31 dicembre del 2016, è il tribunale di Avezzano quello “che ha aggredito di più lo stock (-23,9%), seguito da Foggia (-20,5%) e da Matera (18,6%)”.

Si tratta di tutti tribunali del Sud e che si trovano ben al di sopra del dato nazionale che si attesta intorno alla riduzione del solo 4.2%.

Secondo l’autorevole giornale economico si tratta di performance importanti considerato che si riferiscono solo alle cause civili contenziose, quelle più complesse, “sono infatti esclusi fallimenti, esecuzioni, e i provvedimenti non litigiosi, come le separazioni non consensuali”.

“Avezzano resta al primo posto”, continuano i giornalisti, “anche analizzando l’arretrato ‘patologico’, cioè le cause in corso da più di tre anni, che il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha deciso di  sfoltire per migliorare il servizio ai cittadini e arginare i costi”.

Infatti i procedimenti con più di tre anni in primo grado superano “la durata ragionevole, e possono produrre, a loro volta, altro contenzioso per ottenere rimborsi”, così come prevede la legge.

E così, il tribunale a guida del presidente Eugenio Forgillo fatto di operatori più che lodevoli, oggi entra in un primato nazionale, che da solo basterebbe a far capire che la riforma della geografia giudiziaria va a penalizzare i più bravi.

I dati parlano chiaro: i più bravi vanno fatti fuori. Verrebbe da dire: “Un pasticcio tutto all’italiana!”.

 

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