Non ci sono prove della violenza sessuale, finisce un incubo per il celanese Della Rocca. I legali: “Chiederemo risarcimento per l’ingiusta detenzione”

Celano. È stato assolto perché il fatto non sussiste. Si chiude un incubo durato dieci anni per Alessandro Della Rocca, 39enne di Celano, accusato di aver abusato sessualmente di una ragazza, all’epoca dei fatti minorenne.

La Corte d’Appello di Perugia a cui la Cassazione aveva chiesto di riformulare la sentenza nei suoi confronti lo ha assolto con formula piena. Non ci sono prove che dimostrino le accuse.

Una vicenda giudiziaria che si conclude nel migliore dei modi, dopo una serie di processi che hanno attraversato dieci anni della vita di Della Rocca.

Il celanese fu accusato da una compaesana di aver abusato sessualmente di lei in quattro episodi differenti. Episodi in cui la giovane prima era minorenne, poi nel frattempo, era diventata maggiorenne. Per tre di questi il tribunale di Avezzano, già in primo grado, lo aveva assolto. Per uno invece era stato condannato, prima in primo grado e poi in appello.

La Corte d’Appello dell’Aquila aveva chiesto due anni e quattro mesi di reclusione. Gli avvocati difensori di Della Rocca, i legali Domenicantonio Angeloni e Pier Luigi D’Amore hanno fatto ricorso alla Cassazione e la Corte Suprema ha accolto la loro tesi rinviando il caso alla Corte d’Appello di Perugia che ieri mattina si è espressa, scagionando completamente il 39enne.

Della Rocca per questa vicenda è stato anche in carcere. Oltre un anno di detenzione. Un incubo che finisce per il 39enne e per la sua famiglia. I legali hanno fatto sapere che chiederanno ora i danni per l’ingiusta detenzione.

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