Storia di Cerchio dal 1798 al 1851
Prefazione del libro:
STORIA DI CERCHIO DAL 1798 AL 1851
L’Amministrazione Comunale di Cerchio, come avevo auspicato nella prefazione del Quaderno del Nostro Museo Civico n. 65 (realizzato nel 2005) dove si consigliava, per dare un maggiore contributo alla conoscenza della vita amministrativa cerchiese fine ‘700 prima metà dell’Ottocento, di dare alle stampe, in un unico volume, tutti e 3 i Quaderni relativi alla vita amministrativa da me elaborati nel 2000, 2004 e 2005 ed oggetto della presente pubblicazione, ha fatto proprio tale intento.
I 3 menzionati quaderni descrivono l’iter amministrativo del nostro centro dal 1798 al 1851 : 53 anni di impegno politico-amministrativo da parte dell’allora classe dirigente.
Sono questi anche gli atti (da me trascritti quasi in modo integrale, tralasciando qualche deliberazione ) più antichi di Cerchio in quanto, purtroppo, quelli anteriori, sono andati perduti.
In queste deliberazioni si nota l’impegno degli amministratori profuso in modo onesto e scrupoloso, verso i propri amministrati e, caparbiamente, in difesa delle proprie prerogative contro gli eventuali usurpatori della res publica.
Il presente lavoro rispetta l’ordine cronologico delle pubblicazioni dato ai cennati quaderni formando così un’opera unica composta da 3 capitoli.
Ogni quaderno infatti, con la relativa prefazione, ne forma uno:
“ 1798-1801 4 anni di vita amministrativa attraverso le Deliberazioni del Consiglio Comunale di un paese d’Abruzzo : Cerchio “;
“Storia di Cerchio dal 1823 al 1838 (attraverso il Registro del Decurionato del Comune di Cerchio )”;
“ Storia di Cerchio dal 1838 al 1851 (attraverso il Registro del Decurionato del Comune di Cerchio )”.
A mò di esempio si mettono in risalto, en passant , 3 notizie riguardanti i 3 menzionati quaderni.
Il 19 Dicembre 1798 il Consiglio Comunale ( Università ) di Cerchio si riunisce in “ pubblico consiglio “ per discutere due importantissimi punti all’ordine del giorno e cioè come bisognava eseguirsi il “ Real Dispaccio “ emanato da Re Ferdinando IV di Napoli relativo all’invasione francese del Regno di Napoli e come provvedere di “ munizioni armi viveri e furaggi coloro i quali anteranno a formare la leva in massa in tutti quei giorni sorra necessari essere armati ed accorrere a far fronte agli innemici (…)” ( Primo capitolo );
solamente gli individui non macchiati da sospetti “settari” , chiaramente riferendosi a color che avevano aderito al “ nonimestre rivoluzionario “ ( moti di Nola 1820-21 ) potevano accedere alle cariche socio-politiche (Secondo capitolo );
ed infine la deliberazione adottata il 12 Gennaio 1850 a favore del Re Ferdinando II re delle Due Sicilie e contro lo Statuto Costituzionale del 10 Febbraio 1848 ( Terzo capitolo ).
Come chiaramente si evince i nostri progenitori, nel bene e nel male, furono attenti interlocutori di tutto ciò che accadeva sotto i loro occhi e nel loro hinterland : cercarono sempre con onestà intellettuale di risolvere con impegno, onore e serietà ciò che a loro veniva proposto e sottoposto.
Sono , le Nostre deliberazioni, uno spaccato della vita amministrativa di un piccolo centro montano dell’Abruzzo Ultra facente parte del Regno delle Due Sicilie e, furono, i nostri antenati, senza dubbio, figli del loro tempo.
Per dare maggiore fluidità alla lettura del testo ho sciolto le abbreviazioni contenute nei manoscritti e si chiede venia per qualche eventuale involontario errore , refuso (omissione) di trascrizione.
Per chi volesse conoscere più da vicino le notizie biografiche dei personaggi che furono attori di quegli importanti episodi si consiglia di leggere i seguenti quaderni del Museo Civico da me elaborati :
“ Demografia Marsicana nel XVIII secolo : Cerchio “,Quaderno n. 45, Anno III, 2000;
“ Demografia Marsicana nel XIX secolo : Cerchio (AQ)”, Quaderno n. 49, Anno III, 2000;
e per chi volesse ricostruire il proprio albero genealogico si consiglia di leggere anche :
“ Gli atti di matrimonio all’indomani del Concilio di Trento in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio (AQ)”, Quaderno n. 50, Anno III,2000.
Sarebbe auspicabile , per conoscere più da vicino e in modo abbastanza preciso il discorso demografico del nostro centro dalla seconda metà del ‘Cinquecento alla fine dell’Ottocento, dare alle stampe, in un unico volume (come è stato fatto con la presente pubblicazione) i tre menzionati quaderni.
Tale pubblicazione , come speciale e singolare vademecum , permetterebbe a tutti cerchiesi di ricostruire l’albero genealogico del proprio clan familiare e, di conseguenza, quindi, di conoscere più da vicino, quasi toccando con mano, i propri antenati e apportare, di conseguenza, un po’ di luce alla “oscura “ storia degli appartenenti delle cosiddette culture subalterne .
Piace chiudere questo lavoro esattamente a 200 anni dalla proclamazione della nota legge (n.130 ) sull’abolizione dei feudi proclamata da Giuseppe Napoleone re di Napoli, il 2 Agosto 1806 .
Questa data segna indelebilmente il primo vero passo verso l’emancipazione dei piccoli centri rurali del Sud Italia ( perché proprio quest’anno non celebrare degnamente tale eccezionale avvenimento ? ) e, piace chiudere tale lavoro, anche in occasione del 190° anno dal riconoscimento del nostro centro come Comune autonomo avvenuto il 1° Maggio 1816.
Il Comune di Cerchio infatti ,in seguito alla sopraccitata legge sull’abolizione dei feudi, fu riunito, fino al 1810, con i comuni di Aielli e Paterno, con il comune di Celano in quanto la popolazione di Cerchio era inferiore al limite massimo imposto dalla legge e cioè 1000 abitanti. Dal 1811, con Real Dispaccio del 4 Maggio 1811 ( n. 922 ) il Comune di Cerchio fu riunito con il comune di Collarmele e, dal 1° Maggio 1816, con la legge n. 360 emanata da Portici, i su citati comuni, in un apposito elenco, vengono riportati come comuni autonomi.
Tale data poteva essere anticipata di un anno infatti, il 20 Gennaio 1815 Venanzio d’Amore Fracassi il Vecchio e Vincenzo d’Amore, in qualità di Deputati, inviarono all’intendente dell’Aquila, una lettera attraverso la quale chiedevano la separazione con il riunito comune di Collarmele ed immediatamente due giorni dopo, il 22 Gennaio 1815, così rispondeva il menzionato intendente:
“ Signori: Se la domanda, che in nome di cotesta popolazione mi avete inoltrata con vostra del andante 20 per la separazione di Cerchio da Collarmele, mi fosse giunta prima dello scadere 1814, onde aver tempo a conoscerne senza inferire alcun’intralcio all’amministrazione, avrei procurato di secondarla: ma poiché troppo tardi mi giunse, ne riserbo gli effetti al 1816, assicurandovi che durante il 1815 prenderò quelle indagini, ed autorizzazioni che si convengano. Piacciavi di tener così prevenuti codesti abitanti: ed hò intanto l’onore di salutarvi (…)”.
Tale aspettativa puntualmente avvenne infatti, con la sopramenzionata legge n. 360 del1° Maggio 1816 , ritroviamo entrambi i Comuni di Cerchio e Collarmele come enti autonomi.
Fiorenzo Amiconi

