Progetto Sentiero di Collegamento montano nel Comune di Gioia Dei marsi
Gioia dei Marsi, con una popolazione di circa 2.400 abitanti, rappresenta la ”Porta del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise”, ed e uno dei centri più importanti della Marsica per la sua posizione strategica ed il suo conseguente ruolo di cerniera tra l’agricoltura di tipo anche industriale del Fucino ed il turismo del Parco. Tale territorio comunale ha in se già delle potenzialita di sviluppo, infatti i suoi prodotti agroindustriali vengono anche esportati e la sua antica tradizione storica, che risale al preromano, ma con evidenti tracce e testimonianze della gloriosa storia romana, ne fanno prevedere uno sviluppo turistico notevole, a prescindere dal Parco, ma il tutto acquista un nuovo senso se visto alla luce dell’ambito territoriale più vasto del comprensorio marsicano posto a cavallo tra i due centri urbani di Roma, L’Aquila e il Parco stesso.
DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO DA REALIZZARE
Alla luce di tali premesse, il Comune di Gioia dei Marsi ha ravvisato la necessita di migliorare la microaccessibilità alla suddetta area protetta, attraverso il potenziamento dei propri beni paesaggistico-territoriali attuato nel seguente modo: Creazione di un collegamento a rete, mediante riapertura, sistemazione e attrezzatura dei sentieri di montagna che attraversano emergenze ad attrattiva turistica del territorio montagnoso che circonda ad anfiteatro i centri abitati: a tal fine sono stati individuati due tipi di percorso, distinti nei grafici come A e B.
Il percorso A parte dal Laghetto di Casali d’Aschi, si snoda lungo il sentiero principale che attraversa ”Le Lecine” e, a mezza costa, percorre orizzontalmente la montagna lungo la curva di livello a quota m 950 circa s. 1. m., sopra ed in prossimità dei ruderi delle Grippe e delle Grette, fino alla biforcazione che permette di raggiungere la cresta della montagna, tra il Biferno e il Serrone, a quota m 1300 circa s. 1. m.; il percorso B invece si inerpica subito dopo ”Le Lecine” per raggiungere la Fonte di Vico e di qui ridiscendere leggermente per percorrere sempre a mezza costa, ma ad una quota superiore dell’altro, cioè a circa m 1050/1100 s. 1. m., la montagna che sovrasta i suddetti ruderi, fino a raggiungere il percorso A prima di M. Biferno. Lungo tutti i sentieri verranno installati cartelli segnaletici e tabelle descrittive dei luoghi.
In particolare: Il percorso A, come abbiamo detto sopra, ha inizio dal laghetto’ di Casale d’Aschi, posto in prossimità della Strada statale Marsicana n. 83.
Tale lago assume sempre più il valore di un richiamo ambientale, se non altro perchb ricorda la preesistenza del lago del Fucino e ne contribuisce a ricreare alcune condizioni climatiche, e si configura quindi soprattutto come attrattore turistico per il fascino che uno specchio d’acqua, in un’area attrezzata a parco urbano, suscita nella società di oggi proprio perché carente e bisognosa di tali attrezzature. Il percorso quindi attraversa S. Veneziano e si dirige verso il bosco ”Le Lecine”; ma appena iniziata la salita subito si trova un primo slargo in cui e stata prevista, in località Vodaiello, un’area di sosta con piccole attrezzature per picnic, quali un tavolo monoblocco e cestini porta rifiuti. La formazione del bosco di Leccio, che ritroviamo nominato con linguaggio dialettale come ”Lecine”, e una rarita della flora mediterranea, poiche un’agglomerazione cosi vasta di Elce si e potuta formare in questa zona soltanto per le condizioni particolarmente favorevoli createsi con l’antica presenza del Lago del Fucino. Il nostro sentiero attraversa tale bosco trasversalmente e orizzontalemente lungo tutta la costa della montagna, su cui rimane addossato, per proseguire e sfociare in una zona brulla, posta a valle ed in corrispondenza della biforcazione che conduce alla Fonte di Vico, che necessita perciò di piantumazione, ma che ha caratteristiche panoramiche eccezionali.
Qui e stato localizzato uno specchio d’acqua che dovrebbe essere rifornito dalla suddetta fonte, cui dovrebbe aKancarsi, formando un utile completamento, come un bel duetto, un rifugio a pianta esagonale, in pietra a faccia vista, coperto con tetto in legno e manto di coppi e controcoppi, ben ambientato al paesaggio ed in linea con la tradizione locale. Di qui il percorso A seguita il cammino lungo il sentiero che corre, come sopra detto, a mezza costa, in prossimita dei ruderi delle ”Le Grippe” prima e del centro ”Le Grette” poi, mentre il percorso B s’inerpica verso monte per raggiungere la Fonte di Vico. In corrispondenza del centro ”Le Grette”, lungo il percorso, in uno slargo, verrà posta in opera una fontanina che, assieme alla graziosa grotta, ubicata in prossimità della biforcazione che ricollega con il percorso B, forma un’utile zona di sosta, oggetto dell’intervento che nei grafici e stato numerato come 5.
Subito dopo s’incontra la diramazione che porta sulle creste, in direzione del ”Biferno”, salendo da m 900’circa a m 1300, in una zona brulla, priva di vegetazione, che necessita quindi, anche questa, della piantumazione-prevista in computo.
Raggiunta la cresta pertanto il percorso si snoda in quota in una specie di altipiano, posto tra le varie vette dei monti, e, sempre con una diramazione B, raggiunge Monte Serrone. Qui verrà sistemata ed adeguata la pista di lancio per parapendio, in prossimita della quale verrà realizzato il secondo rifugio, sempre a pianta esagonale, analogo a quello posto in prossimita della fonte di Vico. Il sentiero poi conduce a visitare la Torre di Sperone, dove e prevista qualche piccola attrezzatura di protezione e/o breve sosta. Andando avanti, vicino alla Torre di Sperone si trovano due fontanili, che, formano una vera e propria zona per picnic il cui interesse e accresciuto da quello monumentale della Torre stessa.
Infatti l’area verde circostante e ricca di vegetazione ed in uno dei fontanili, quello che si trova in prossimità della Chiesetta di S. Nicola, vi sono alberature d’alto fusto che hanno un particolare fascino per alcuni tronchi, cresciuti su rocce, che costituiscono naturali muri di sostegno al terreno soprastante, con radici parzialmente fuori terra formanti un tutt’uno con la roccia stessa. L’ultimo tratto fa ridiscendere lungo un sentiero che porterà all’Ostello dove e ubicata la scuola di volo, che verrà opportunamente attrezzata e abbellita anche nella circostante area verde adatta per pic-nic. Questo percorso che si snoda sulle pendici di tutte le montagne visibili dalla piazza centrale di Gioia e ancor meglio dal suo edificio comunale e che corona e caratterizza tale proscenio naturale, assume anche un valore simbolico poiché fa pensare alla grande attenzione che Gioia dei Marsi ripone sul suo principale patrimonio paesaggistico ed alla sua naturale vocazione al turismo legata appunto alla sua funzione territoriale di Porta del Parco Nazionale d’Abruzzo e quindi questo progetto e simbolico della sua vocazione territoriale e del suo privilegiare la natura, il paesaggio, l’ambiente ed il turismo. 
Il percorso B, e costituito soprattutto da alcune diramazioni ed alternative al percorso A: infatti il primo e più importante tratto, come abbiamo accennato sopra, si biforca dall’altro in corrispondenza della zona in cui sono stati previsti il rifugio e lo specchio d’acqua, a valle della Fonte di Vico per raggiungere questa, ridiscendere leggermente e correre lungo la costa riallacciandosi infine al percorso A un po’ prima di pervenire, da parte di quest’ultimo, sulla cresta. Le altre diramazioni denominate B sono quelle che permettono di raggiungere Monte Serrone, la Torre di Sperone ed infine, dalla Torre passare per i fontanili, il caseggiato di Sperone e riallaccfarsi al percorso A prima dello fonte Quercia.
GLI INTERVENTE NEL DETTAGLIO
Circuito turistico
- realizzazione dei percorsi A e B attraverso lavori di riapertura e di sistemazione di alcuni sentieri esistenti;
- attrezzatura dei percorsi attraverso la messa in opera di tabelle in legno con 1o schema grafico indicativo dell’intero circuito, con l’indicazione dei singoli percorsi, delle caratteristiche dei luoghi e con qualche notizia storica delle emergenze architettoniche; la posa in opera di segnaletiche di legno indicative delle direzioni e dei luoghi; la realizzazione di palizzate di protezione in legno castagno;
AREE DI SOSTA
attrezzatura delle aree di verde, di sosta e di picnic con cestini per rifiuti, panchine, tavolinetti monoblocco, completi di sedili per picnic, muretti in pietra quali sostegni per recinzioni e/o per sedili o poggia-vivande, palizzate in legno di protezione e/o di recinzione, realizzazione di rifugi-bivacchi in pietra e legno, nelle modalita e nelle quantita descritte nei grafici, ma soprattutto nella relazione tecnica e come appresso specificato nelle grandi linee.
1. Il laghetto a Casali d’Aschi é il punto di partenza del percorso di montagna e pertanto oggetto dell’intervento con semplici opere di completamento del progetto gia finanziato onde consentire un migliore utilizzo del bacino a fini del godimento dell’area verde che lo circonda, dove trovano posto le attrezzature per sosta, per passeggiate all’aperto e per la pesca sportiva; in particolare qui verranno sistemati: una recinzione in legno, una fontanella, 6 panchine, 5 cestini porta rifiuti, 2 tavoli monoblocco completi di sedili per picnic e nuove attrezzature per il gioco dei bambini.
2. Appena il percorso esce dall’abitato di S. Veneziano e inizia la salita verso il bosco delle ”Lecine” esiste una piccola area libera ove e possibile prevedere una prima area di sosta con piccole attrezzature.
3. All’uscita dal bosco delle ”Lecine”, su un piccolo pianoro panoramico e stata individuata una zona di sosta attrezzata con un minuscolo specchio d’acqua, formato con l’utilizzo di quella proveniente dalla Fonte di Vico, e con un manufatto edilizio per rifugio e/o bivacco in pietra a faccia vista, coperto con tetto in legno e manto di coppi e controcoppi.
4. La Fonte di Vico, raggiunta con il percorso B, verrà sistemata con la posa in opera di piccoli elementi d’appoggio per picnic (sedili e tavolinetti in pietra e/o legno). 5. Prima di giungere in corrispondenza del Centro ”Le Grette” si trova una graziosa grotta e prima ancora di questa e stata prevista una fontanina che, assieme alla grotta stessa, costituisce un’altra valida zona di sosta e ristoro.
6. La pista di decollo del Parapendio su Monte Serrone verrà integrata con un rifugio-bivacco, avente le stesse caratteristiche di quello ubicato vicino allo specchio d’acqua come sopra indicato, con una palizzata di protezione in legno, con due tavoli monoblocco per picnic, la messa a dimora di due essenze di alto fusto ed un cestino porta rifiuti.
7. Altra piccola sosta e prevista nell’area circostante la Torre di Sperone, che rimane a pochi metri di distanza dal percorso, dove verrà realizzato un muretto in pietra ed una staccionata in legno per protezione.
8. Una vera e propria area per picnic, invece, sarà realizzata nei due fontanili posti tra la Torre e la Chiesetta di S. Nicola: trattasi infatti, come detto sopra, di una zona particolarmente idonea a questo uso perché verde, con alberature di alto fusto e con un vicino piazzale antistante la chiesa. Qui verranno risistemati i fontanili con ripulitura e rifacimento della cortina in pietra, ovvero opere edilizie atte a ridare loro decoro, stabilita e resistenza alle intemperie, e verranno ripavimentati i relativi piazzaletti antistanti con scheggionato di pietrame. In particolare poi, per quello più prossimo alla Torre, verrà installato un tavolino monoblocco ed a completamento verranno messi a dimora due alberi d’alto fusto e due cespugli; mentre per quello a valle, più prossimo alla chiesa di S. Nicola, sono previsti, oltre alle opere suddette, strettamente inerenti la fontana, anche la pavimentazione dell’area antistante, la posa in opera di cestini porta rifiuti ed una palizzata di protezione.
9. A metà strada nel percorso di ridiscesa verso Gioia dei Marsi si trova un fontanile, detto ”Quercia”, che e stato individuato come ulteriore area di sosta realizzata con piccole attrezzature.
10. Il circuito turistico si chiude quindi di nuovo a valle, dove il percorso A ridiscende per giungere all’Ostello dov’e ubicata la Scuola di volo. Le aree qui disponibili sono due: una posta alla destra di chi va verso Gioia, l’altra alla sinistra in prossimità dell’Ostello. Per la prima area sono previsti: una recinzione con muretto in pietra e palizzata in legno, due cestini porta rifiuti, due piante di alto fusto ed una panchina. Nella seconda area posta intorno all’Ostello, sono previste opere di arredo urbano quali: pavimentazione con lastroni cementizi e /o lapidei, la realizzazione di un muretto di scarpata ricoperto in pietra, la posa in opera di quattro panchine, cinque cestini porta rifiuti, la messa a dimora di due piante d’alto fusto, due cespugli e quant’altro necessario al godimento del verde ed al suo uso per pic-nic. L’intervento viene poi completato con un ulteriore piccolo rifugio in legno necessario e prossimo alla pista di lancio per la scuola di volo, nonché con il recupero dell’area di atterraggio per il parapendio.
LA SOLUZIONE PRESCELTA
Localizzazione
Come sopra accennato l’intervento e localizzato nell’area montana e pedemontana posta a nord dei centri di Casali d’Aschi e di Gioia dei Marsi ed interessa il laghetto posto tra la Strada Statale Marsicana n’ 83 e Casali d’Aschi, l’abitato di S. Veneziano, la costa del monte dove è ubicato il bosco delle ”Lecine”, le zone prossime ai Ruderi ”Le Grippe”
ed al piccolo centro ”Le Grette”, tutta la parte alta montagnosa che va dal Biferno fino a monte Serrone, passa in prossimità della Torre di Sperone, della Chiesetta di S. Nicola, dei vicini fontanili, per terminare di nuovo nella parte bassa della localita di Castelluccia, dove ridiscende a quota 730 m s. 1. m., e ricollegarsi cosi alla Strada Statale che porta a Gioia Alto ed al Parco Nazionale d’Abruzzo. Le varianti sono indicate come percorso B: la prima subito dopo il bosco delle ”Licine” sale fino al fontanile di Vico e percorre, a mezza costa, ad una quota più alta del percorso A, la nxa montagnosa che sovrasta Casali d’Aschi, per riallacciarsi quasi in cresta al percorso A stesso; la seconda riguarda il collegamento con monte Serrone dove e ubicata la suddetta pista di lancio; la terza passa per la Torre, i due fontanili, la chiesetta di S. Nicola e il vecchio abitato di Sperone.
Motivi funzionali
Tali sentieri dovrebbero rappresentare un valido supporto ecocompatibile per l’infrastrutturazione dei servizi turistici e della piccola ricettività sportivo-escursionistica e la valorizzazione di beni ambientali e, di riflesso, anche di quelli storico monumentali.
Motivi strategici
Ragioni di ordine urbanistico-territoriale impongono una visione d’insieme del tema sviluppo turistico” e pertanto mettono a nudo necessita di collegamento con realtà sovra territoriali e di futuro sviluppo delle problematiche locali con obiettivi di più ampio respiro. Di qui la scelta di un percorso che fosse aperto e significativo nella direttrice di collegamento tra Roma e il Parco Nazionale d’Abruzzo.
Caratteristiche dell’intervento
Tale intervento tende a valorizzare beni naturalistici e ambientali, a metterli in collegamento tra di loro e con punti emergenti del territorio. Pertanto si caratterizza attraverso: semplici operazioni di ripulitura, eliminazioni di salti morfologici, realizzazione di protezioni ai percorsi impervi con paletti di castagno, creazione di barriere naturali per la realizzazione di bacini lacustri e simili; creazione di attrezzature di protezione e segnaletica lungo il percorso ed attrezzature di rifugio, di sosta e picnic in aree particolari
quali il laghetto a Casale d’Aschi, il bosco ”Le Lecine”, la
Fonte di Vico, monte Serrone, la Torre Sperone, i fontanili e la Chiesetta di S. Nicola, l’Ostello con la Scuola di volo; sistemazioni per l’impianto sportivo di parapendio.
Finalità dell’intervento
Esso mira a qualificare il territorio attraverso opere che esaltino le capacita di armonizzazione dell’uomo con la natura, a proteggerlo dall’abbandono caratteristico delle zone montane interne, carenti di infrastrutture soprattutto automobilistiche, a valorizzare tesori inestimabili della natura, promuovendo uno sviluppo ecocompatibile, rispettoso e consono ai luoghi. L’obiettivo primario e quello quindi di rendere non solo utilizzabile il territorio a fini turistici ma anche conferirgli una sorta di fascino per attrarre il turista attraverso l’esaltazione delle particolari ed eccezionali qualità della natura qui esistente, come ad esempio il caso favorevole che ha permesso l’attecchire del leccio fino a formarne un ampio bosco, che rappresenta una rarità a livello nazionale e come le eccezionali condizioni climatiche che permettono lo sport del ”Parapendio” da Monte Serrone.
e) FATTIBILITA'
Le opere previste si connotano subito come delicati interventi che non modificano morfologicamente i siti e sono tali da non alterare l’ambiente e/o la loro natura paesaggistica, ne la geologia e l’idrografia dei luoghi.
f) DISPONIBILITA’ DELLE AREE
Si tratta di sistemazioni di sentieri gia esistenti, anche se abbandonati, e di piccoli interventi in aree demaniali.
I progettisti
Arch. Nino Vespa, Ing. Mauro Roselli
Consulenza Dott. Luca Vespa
















