Caraibi

Pereto, alla ricerca delle antiche origini

L’impronta della memoria costituisce, da sempre, il patrimonio più importante e prezioso che un territorio regionale racchiude e conserva in sé; memoria, tuttavia, non solo a volte dimenticata, ma anche troppo spesso distrattamente ignorata, perché il polveroso oblio dell’incessante trascorrere dei secoli l’ha resa apparentemente invisibile. La riscoperta della memoria assume dunque, per lo studioso, lo stesso valore di una metaforica e delicata operazione chirurgica: l’attore del revival è il ricercatore, sempre gioiosamente “afflitto” dall’incessante sete di sapere; gli strumenti sono le puntuali osservazioni analitiche condotte con  rigore di metodo; il fine acquisire più dati documentari possibili, affinché la sfida della rigorosa ricostruzione storica territoriale possa essere, non tanto vinta definitivamente, che giammai l’uno potrà mai essere ricondotto al tutto, ma almeno tentata con qualche risultato positivo.

Lo sforzo di Micaela Merlino, autrice di questo studio su Pereto e il suo territorio è stato anche, e soprattutto, quello di restituire un senso alla dimensione territoriale in cui la storia di questo paese si è sviluppata di età in età. Nelle pagine scritte con vivida passione e ricchezza di contenuti storici, archeologici e documentari, scopriamo questo angolo di territorio marsicano sorprendentemente protagonista, a suo modo, di eventi di cui avevamo perso coscienza e, con altrettanta meraviglia, siamo ora in grado di collocare, all’interno di questo teatro geografico, avvenimenti ai quali il nostro pensiero non sapeva restituire un’esatta collocazione spaziale.

Dunque in noi viene sollecitata la riflessione secondo la quale, inevitabilmente, la ricostruzione della storia e della cultura di un paese presuppongono e necessitano, per poter essere pienamente valide, di un’altrettanta sincera e attenta riscoperta del territorio; infatti non si può comprendere in modo corretto la dinamica storica complessiva, se non si hanno gli strumenti indispensabili per collocare gli eventi temporali nella reale dimensione spaziale; allo stesso modo un monumento non può essere compreso nella sua valenza originaria, e nel trasformarsi della sua funzione nel corso dei secoli, se non viene correttamente inserito nel contesto territoriale di cui ha fatto, e fa tuttora, parte.

Ecco, dunque, che il libro di Micaela Merlino induce senza dubbio ad ammettere, che non può esservi conoscenza vera senza analitica ricerca del passato ma, al contempo, non vi può essere vera e fededegna ricerca del passato, senza aver maturato un’appropriata sensibilità conoscitiva verso il territorio. Un territorio che la ricerca storica e archeologica confermano essere ricchissimo di emergenze, di testimonianze, in una parola, di cultura, e che dunque rivendica, incessantemente da parte di tutti, di essere conosciuto, capito, amato e difeso.

Arch. Nicola Maria Spagnoli

Direttore e Coordinatore Artistico Direzione Generale Beni Culturali-San Michele-Roma

 

Micaela Merlino, Nata a Roma. Studiosa di archeologia e storia. Per molti anni ha operato nel Viterbese come Socio Fondatore e Vicepresidente dell' "Associazione Archeologica dell'Etruria Meridionale Rasna", in collaborazione con la SAEM (Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale), per conto della quale sono state condottte campagne di scavo archeologico e indagini topografiche presso alcune necropoli rupestri etrusche (Barbarano Romano e Blera), presso il sito dell' antica città etrusca di Caere (Cerveteri), e poi a Veiano (VT), Anguillara Sabazia e Bracciano (RM). Dal 2000 ha fondato l'Associazione Culturale "Clinamen-Cultura in movimento", di cui è Presidente, che opera per la promozione e la valorizzazione della cultura in tutte le sue forme.

Dal 2002 si dedica allo studio delle tematiche inerenti la gestione manageriale dei Beni Culturali, avendo conseguito un attestato di qualifica professionale come "Manager per la Gestione Museale e dei Beni Cultuali" (Comune di Sora- Università di Cassino FR); collabora con alcuni musei della provincia di Frosinone e di Viterbo. E' attualmente impegnata in studi e ricerche di carattere storico-archeologico e documentario, riguardanti il territorio della Marsica occidentale (Abruzzo) e la zona dell' Alto Lazio.

Ha al suo attivo alcune pubblicazioni scientifiche tra cui si ricordano: "Da Agylla (Caere) a Centumcellae", in collaborazione con la SAEM e le Associazioni Archeologiche del\'Alto Lazio, volume edito dal Poli grafico e Zecca della Stato (1990). "Il complesso archeologico di Fontiloro: aspetti della romanizzazione lungo il corso del fiume Mignone", catalogo della mostra presentata in occasione della VIII Settimana dei Beni Culturali (Veiano, 1992). Suoi articoli sono presenti in riviste scientifiche e opere a carattere divulgativo.

Collabora con la rivista locale "Aequa. Indagini storico-culturali sul territorio degli Equi". Ha partecipato alla realizzazione di una serie di documentari dal titolo "Cjli Etruschi primo popolo d'Europa", andato in onda su Rai Uno nel 1997.

Ha preso parte ad alcuni Premi Letterari con alcuni componimenti poetici, risultando seconda classificata al "Premio di Poesia -Vito Agresti-" (Roma).

Dal 2003 collabora, in veste di Responsabile e Coordinatrice Culturale per le Attività Artistiche per il Lazio e l'Abruzzo, con la F.I.A.F. (Federazione Italiana Arti Figurative); nel 2004 ha conseguito l'attestato di qualifica di "Event Manager - Organizzatrice di eventi cultura\i" (La Fenice, Roma).

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