Penultime note di letteratura abruzzese (1996 - 2004)
Credevo francamente che, con l’avanzare degli anni, avrei chiuso – prima o poi – i miei conti con la letteratura regionale, per dedicarmi totalmente agli studi di letteratura italiana e straniera che, com’e ovvio, consentono di muoversi idealmente in più ampie prospettive e lasciano intravedere traguardi più ambiti, ritenuti comunemente degni di maggior apprezzamento. Ma ormai il mio destino e segnato per sempre: faro fino in fondo il mio dovere di osservatore attento e di sereno interprete delle vicende artistico-culturali della nostra regione, senza comunque rinunciare ad occuparmi di ciò che avviene in Italia e nel mondo. Ho sempre inteso, nel mio piccolo, l’esercizio della cultura come impegno morale e addirittura, fin dove possibile, come servizio sociale.
Per questo credo si possa amarla e praticarla dignitosamente anche restando nel ”cantuccio” del luogo natio, se e vero, come penso, che i problemi del bene e del male, come quello del bello, non hanno confini, ne di spazio ne di tempo, poiché sono perennemente umani, nelle piccole non meno che nelle grandi realtà. Per quel che riguarda la struttura del presente lavoro, sarà opportuno ripetere quanto gia detto nelle Avvertenze alle Note raccolte nei precedenti volumi: anche qui ho riunito, per non rischiare che andassero dispersi, numerosi scritti di vario interesse, apparsi sulla stampa periodica in Abruzzo e fuori negli ultimi anni.
L’ordinamento segue, sia pure in modo flessibile, un criterio personale ispirato alle ragioni tematiche dominanti nelle singole sezioni. Nel complesso, si tratta d’un materiale eterogeneo, e vero, ma indubbiamente utile da consultare per una storia organica della letteratura abruzzese. Rispetto alle precedenti pubblicazioni, questa volta il lettore troverà una novità: in ogni sezione, eccetto la prima, gli autori sono disposti in ordine prevalentemente alfabetico. Una giustificazione, infine, per il titolo di copertina: Penultime note vuol dire semplicemente che le Ultime attendono ancora d’essere scritte, tempo e salute permettendo. E’ una speranza, ovviamente, e insieme un auspicio.

















