Caraibi

MARSICA SACRA

Introduzione
Il passato non solo non e fugace, ma resta fermo: non solo qualche mese dopo il principio di una certa guerra certe leggi votate prima in tutta calma possono agire efficacemente su di essa, non solo quindici anni dopo un delitto rimasto oscuro un magistrato può trovare ancora gli elementi che serviranno a far luce su di esso: dopo secoli, lo studioso che esamina in una regione lontana la toponomastica, i costumi degli abitanti, potrà cogliere ancora in essi le tracce d’una certa leggenda (...J che resta, nell’appellativo d’una roccia, in un certo rito religioso, viva in mezzo al presente, come un’emanazione più densa, immemoriale e consolidata.
M. Proust, I Guermantes, Torino 1978

La storia della diffusione del Cristianesino nella Marsica medievale e segnata dagli studi di Muzio Febonio, nel XVII secolo, e di Antonio Di Pietro nel XIX. Fra loro si inseriscono altri studi (Antinori, Ughelli, Gattola, Corsignani, ecc.), ma solo i due prelati citati hanno offerto un quadro completo della Diocesi dei Marsi con la descrizione degli insediamenti ecclesiastici. Nelle loro opere corografiche, vista la complessità delle ricerche, sia Febonio che Di Pietro hanno fatto errori di localizzazione di chiese ed insediamenti monastici che nelle loro epoche erano da tempo scomparsi. Si pensi alle errate attribuzioni della chiesa del clero secolare di S. Pietro in Albe (Alba Fucens) ai Benedettini e della monastica S. Maria in Cellis (Carsoli) al vescovo Attone come sede della diocesi carseolana creata dal Conte dei Marsi Oderisio II nell’XI secolo, da parte del Febonio; oppure al tentativo del Di Pietro di trovare in tre località distinte l’insediamento medievale marsicano di Bettorita, riconoscibile dalla lettura dei documenti nell’area dell’attuale S. Vittoria-Manaforno di Gioia dei Marsi; lo stesso vale per il discusso e secolare problema della fantasiosa città Valeria con il monastero di Bonifacio IV, che i due autori credono di riconoscere nell’abitato di S. Benedetto dei Marsi.

In periodi più recenti gli interventi critici di Faraglia, di Brogi, di storici tedeschi  ed italiani, nonché di esponenti del mondo benedettino, hanno portato ad una migliore conoscenza delle fonti; a ciò si aggiunga, inoltre, la serie delle diverse campagne di scavo archeologico, a partire dalla fine del Novecento, di chiese e monasteri da parte dell’Università dell’Aquila. Per il versante più strettamente marsicano si deve segnalare àopera meritoria e meticolosa di Angelo Melchiorre con la sua riscoperta e sistemazione dell’Archivio Diocesano dei Marsi ad Avezzano; opera che ha messo a disposizione degli studiosi una messe di documenti sconosciuti o solo parzialmente utilizzati in epoche precedenti. Lo stesso vale per gli studi del benedettino M. Inguanez per i documenti marsicani della celebre abbazia di Montecassino. Notevoli sono le recenti opere di Sennis, di Somma e di Saladino con un ampio repertorio di fonti storiche ed analisi topografiche, benche permangano errori di localizzazione, dovuti ad un uso ”acritico” delle analisi degli storici marsicani di cui sopra.  
  
Per il problema delle origini della Diocesi dei Marsi si deve far riferimento a Lanzoni, a Monachino, a Marinangeli, nei cui studi purtroppo delle volte, a causa della scarsa conoscenza della topografia antica e medievale del territorio marsicano, si fanno errori di attribuzione di sedi vescovili: si pensi all’errata ipotesi della presenza di un vescovo a Celano nel VI secolo, suggestione presente ancora nei recenti studi di Staffa e Otranto. Alcuni di questi errori di ricostruzione della topografia antica e medievale riemergono anche nelle recenti opere, vista la difficoltà della ricerca territoriale ad ampio raggio.
  
Solo in occasione del Giubileo dell’anno 2000, ad opera e per volere del Vescovo dei Marsi Armando Dini, si e arrivati a dare alle stampe gli atti di un convegno dove si e tentato, per la prima volta, di dare un volto più chiaro, ma non esaustivo, alla storia religiosa della Terra dei Marsi medievale.

La presente opera e stata divisa in tre parti: la prima relativa ad una sintesi storica della Marsica sacra medievale dal IV al XII secolo; la seconda con l’analisi dei principali monumenti monastici e del clero secolare marsicano; la terza, l’appendice, con elenco di documenti storici, delle chiese monastiche e delle successione dei Vescovi dei Marsi dal VI al XII secolo.

Ringrazio quindi il Lions Club Host di Avezzano, nella persona del presidente Lucia Di Lorenzo e del collaboratore avv. Italo Tarquini, per aver concesso al sottocritto di cimentarsi nell’ambizioso tentativo di ricostruire la storia della diffusione del Cristianesimo nell’area marsicana, dalle origini alla piena età normanna.

                                                                       Giuseppe Grossi

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