L'aria de balzeràna di Pasquale Silvi
PREFAZIONE
(Aeroporto di Pratica di Mare, novembre 1989)
Nel presentare questa raccolta, vorrei prima di tutto ringraziare tutti coloro che si accingono a leggere il mio modesto lavoro che con umiltà pongo alla loro attenzione.Vorrei altresì spiegare il motivo per cui ho voluto esprimermi in una forma dialettale strettamente locale, che risulta essere un frammisto di abruzzese e ciociaro, caratteristico proprio della nostra contrada.
E' notoriamente risaputo che Balsorano, comune della provincia dell'Aquila, posto al confine tra l'Abruzzo e il Lazio, vive di relazioni commerciali e socio-culturali sia con Avezzano, centro abruzzese, che con Sora, importante cittadina della Ciociaria.
Sin dai tempi remoti, questi scambi hanno fatto sì che il modo di esprimersi dei balsoranesi prenda in prestito, a volte appropriandosene, dei vocaboli e delle espressioni dall'uno all'altro versante.
Il dialetto risultante, molto colorito nei tempi antichi, va man mano scemando sotto l'incalzare della cultura introdotta dai mass-media.
Mi è sembrato ingiusto far perdere nel tempo ciò che rappresenta pur sempre qualcosa che ci è appartenuto, il mezzo che ha permesso ai nostri antenati di svolgere una vita, anche se non paragonabile all'attuale, abbastanza accettabile nel campo delle relazioni interpersonali.
Ho cercato, non so fino a che punto ci sia riuscite di ricostruire i modi di dire e di pensare di gente vissr ta nelle generazioni precedenti, attingendo qua e là da quelle persone anziane che purtroppo diventano sempre più rare e che il destino porta a scomparire nel volgere di pochi anni.
Il mio primo intento è quello di iniziare un discoso e di coinvolgere quanti sono interessati al recupero questo bene inestimabile, poiché si riscontra una gran carenza ed un completo disinteresse al riguardo.
Vorrei inoltre richiamare l'attenzione della Pro-Loco, affine faccia propria l'iniziativa, promuovendo delle azioni tal senso.
Circa il contenuto del volumetto, posso dire solo che, nello spirito di una civiltà contadina, nella quale riconosco, ho raccolto il modo di comunicare e dire il tare a far bene in modo induttivo, sulla falsariga dei proverbi, la stessa che fu propria dei nostri avi.
Riporto in appendice alcune filastrocche e una nutrita esposizione dei proverbi più correnti a noi tramandati ed infine un glossario dove si potrà ricorrere qualora non si avesse a disposizione un anziano a cui chiedere amabilmente aiuto per la comprensione del testo.
Le note in testa ad ogni singolo brano sono soltanto introduttive e lasciano al lettore facoltà di interpretazione.
L'Autore

















