Il Taglio nella roccia, Tagliacozzo e il suo territorio dal Medioevo al Novecento
Il libro narra la storia di Tagliacozzo, a partire dal IX secolo, quando per la prima volta i documenti d'archivio testimoniano la presenza di un vero insediamento umano, per arrivare fino alla prima metà del secolo che si è appena concluso.
È una storia che per lunghissimo tempo condivide le sorti del Regno di Napoli e delle diverse dominazioni straniere che si sono avvicendate: da quella normanna che disegna per la prima volta una linea di frontiera con lo Stato della Chiesa, a quella sveva che si chiude tragicamente nel 1268 proprio con la cruenta battaglia di Tagliacozzo a tutto vantaggio degli angioini.
È da questo momento che prende avvio la formazione della Contea Orsini, ma è nel successivo periodo aragonese che maturano uno sviluppo commerciale e un assetto urbanistico moderno mentre i fermenti culturali dell'autunno del Medioevo lasciano un'impronta indelebile nell'architettura e nella pittura; è la volta poi del grande Ducato Colonna, potente emanazione da Napoli della lunghissima e ferrea dominazione spagnola, del tramonto del Rinascimento, della crisi del seicento fra rivolte contadine e ondate di peste, fino alla ripresa economica e demografica del periodo borbonico. Solo con Napoleone all'inizio dell'ottocento si assisterà al tramonto del potente Ducato, alla parziale rottura dei vincoli feudali e all'emersione di nuovi attori locali.
Il libro racconta quindi le vicende di questa terra, non più di confine, che seguono all'Unità d'Italia, come la repressione del "brigantaggio", gli effetti del prosciugamento del lago Fucino e la modernizzazione delle strade, l'arrivo della ferrovia e della luce elettrica e con essi l'apertura al turismo di massa, all'inizio del novecento, come fattore di quella controversa crescita che avrebbe segnato il secondo dopoguerra.
È una lunga narrazione che, avvalendosi di un vasto apparato documentario e fotografico, tenta di cogliere non solo le ricadute locali dei grandi avvenimenti, ma anche l'evoluzione della vita quotidiana e quindi la storia della "transumanza" verso la campagna romana, l'avvicendarsi delle stagioni, le trasformazioni urbanistiche, l'architettura e la produzione edilizia, la stupenda piazza del mercato e i suoi portici, le chiese e i palazzi, i mulini e le botteghe.
E sullo sfondo di questi scenari non manca il tentativo di ricostruire vicende umane e atmosfere non solo nei momenti tristi della guerra, delle epidemie, dei terremoti e dell'emigrazione ma anche nel tempo felice del lavoro, del mercato, della chiesa e della festa.
















