Di terra in terra
NOTA DELL' AUTRICE
Il Sindaco di Ortucchio ing. Federico D'Aulerio, il vice Sindaco Raffaele Favoriti, l'assessore Guido Pignanacci, l'amministrazione Comunale di Ortucchio ed Ercole Gigli, presidente del Circolo Culturale "Il Castello", nel mese di maggio 2007,mi hanno invitata ad avere alcuni colloqui con Angelo Chiarilli, classe 1921: ha combattuto in Russia nella 2;'[ guerra mondiale. Desiderano raccogliere le memorie del Chiarilli prima che il 'tempo frettoloso chiuda "un tal patrimonio" nel dimenticatoio e nell'indifferenza della comunità.
Accolgo la richiesta con entusiasmo: "i fatti minori di guerra" sono stati da sempre la mia passione.
La nostra, quella mia e di Chiarilli, sarà una "ricerca" sospesa tra l'esposizione di eventi storici di risonanza mondiale e i ricordi, le nostalgie, le meditazioni, le riflessioni, i dolori esplorati su diversi piani, sociali, politici, personali, che si intersecheranno con località lontane e stagioni passate.
Alla fine della "nostra ricerca", nel grande libro della storia, Chiarilli potrà dire: - lo ci sono stato!
Sì, Chiarilli c'è stato in quella realtà concreta che ebbe nome 2* Guerra mondiale.
Il luogo degli incontri è un piccolo studio a sinistra di chi entra nel palazzo del Comune di Ortucchio, una stanza essenziale con una scrivania, una poltrona, tre sedie, una libreria e una finestra che si affaccia su un vicolo silenzioso, via Adani, che non dà adito a distrazioni, facilita il dialogo, il confronto, le "coraggiose" confessioni.
Gli incontri settimanali, ciascuno della durata di circa tre ore, sono iniziati il 10 maggio 2007.
Le notizie che riporto mi sono state riferite dal "protagonista". A queste si sono aggiunte 17 pagine di appunti di Gianni Gigli, nipote del Chiarilli. Chiamandomi al telefono, Gigli mi ha confermato che le pagine recapitatemi sono il risultato di colloqui avuti con il nonno arricchite da notizie storiche riprese su Internet.
Rivedremo e controlleremo gli appunti nei particolari.
Preciso che gli appunti del Gigli sono un "resoconto oggettivo" della vicenda del nonno, non rispondente, quindi, alla linea di scrittura che io mi sono prefissata.
Durante il primo incontro Chiarilli era un po' impacciato, ma già dal secondo colloquio si è dimostrato aperto e disponibile a "scavare" nel profondo, per riportare alla mente non solo "gli episodi nudi e crudi" della sua vita civile e militare, ma i sentimenti, le emozioni, i pensieri, le idee, le atmosfere che dovranno rendere "umano" il ricordo. Perciò non solo date di incontri, di scontri, di battaglie!
Riportare alla luce i tempi, le situazioni, le esperienze che costituiscono lo sfondo di questi colloqui sarà difficoltoso, ma, personalmente, li voglio intendere quasi un "rito sacro" perché si vanno a toccare quei "ripostigli remoti", i sentimenti, che portano il contrassegno del mistero.
Gradualmente andremo a ricomporre il quadro delle vicende umane, sociali, politiche, militari che travolsero Angelo lungo le strade della 2~ guerra mondiale: testimonianza di un tempo che indulgeva poco al sogno e alla fantasia, anche se il sogno e la fantasia aiutavano a vivere e ad affrontare con speranza le ombre di una guerra e di un mondo di dolore che nascevano da carenze concrete, da orientamenti assurdi e da disorientamenti che penetravano l'essenza e l'essenzialità dei valori morali e religiosi.
Le notizie fornitemi da Angelo Chiari Ili e dal nipote Gianni Gigli non sono sufficienti per ricostruire con chiarezza quegli episodi della Campagna di Russia della 2~ guerra Mondiale, di cui Chiarilli fu protagonista assieme al 9° Reggimento Alpini, battaglione "L'Aquila", plotone Zappatori, divisione "JULIA".
Ho dovuto cercare altrove: libri e Internet. Prezioso è stato il libro di Ermenegildo Moro.
Tramite alcuni amici, ma soprattutto per interessamento diretto del dotto Rodolfo Fanini, oncologo dell'Ospedale S. Salvatore di L'Aquila e Presidente della L. I. L. T. (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Sez. Provinciale L'Aquila con Delegazione in Avezzano), sono stata messa in contatto telefonico con il generale degli alpini Antonio Purificati.
Il generale Purificati, persona squisitissima, successivamente, mi
ha fornito un libro "SELENYJ JAR" IL QUADRIVIO INSANGUINATO IL BATTAGLIONE ALPINI NELLA CAMPAGNA DI RUSSIA, autore Generale Ermenegildo Moro: è il resoconto dettagliato delle imprese del battaglione "L'Aquila" nella campagna di Russia.
Ermenegildo Moro, classe 1915, partecipò alla campagna di Russia con il battaglione Cividale dell'SO Reggimento Alpini, divisione JULIA: combatté sul quadrivio di Selenyj Jar e fu ferito durante la ritirata. La sua testimonianza diretta è suffragata da quella dei suoi colleghi che, come vedremo, furono protagonisti delle vicende di guerra sul Don e a Selenyj [ar, assieme ad Angelo
Chiarilli, semplice alpino.
Il libro di Moro è diviso in tre parti. L'autore ha realizzato la prima parte grazie ai diari, ai documenti, alle foto fornitegli dal Generale Luigi Boschis, già Maggiore comandante del battaglione "L'Aquila" nella campagna di Russia, quindi comandante di A. Chiarilli.
Per la seconda parte si è avvalso dei diari e dei ricordi del dottor Romualdo Vitalesta, veterinario del battaglione "L'Aquila", dell'avvocato Giuseppe Prisco, già sottotenente nella 10S;! compagnia, del colonnello Giovanni Battista Zannier, già aiutante maggiore in seconda del battaglione "L'Aquila", del Signor Federico Fossati, già sottotenente nella compagnia comando.
Nella terza parte si è avvalso dei ricordi sulle vicende di prigionia del tenente Zannier, vicende sofferte non solo dal vecchio aiutante de "L'Aquila", ma da tutti gli ufficiali, i sottufficiali, gli alpini catturati durante la ritirata da Selenyj [ar. Ma altri soldati prigionieri dei russi patirono gli stessi tormenti: in SOmila morirono in quei paesi per fame, per malattia, per privazioni.
Si può valutare il prezzo di una guerra?!
Nelle pagine di questo libro ho ritrovato nitido il cammino militare di Angelo Chiarilli: precisi i giorni, i nomi dei compagni, degli ufficiali, dei sottufficiali; precise le battaglie, le sofferenze, le privazioni; precisi gli episodi di solidarietà, anche con il "nemico"!
Alcuni eventi, dopo averli ricostruiti e letti "ad onor del vero", hanno provocato in me profonde emozioni, in Chiarilli lacrime silenziose.
Chiarilli è stato un "vero" alpino nella campagna di Russia, sul Don e a Selenyj Jar! Per motivi di "congelamento agli arti inferiori" non ha preso parte alla ritirata. Questo nulla toglie al suo valore, al suo onore, alla sua lealtà nel combattere ... per una giusta causa?
- lo ho fatto fino in fondo il mio dovere di soldato per l'onore della Patria, per l'Italia, per gli italiani. Sono stato chiamato e ho obbedito!
Così dice Angelo Chiarilli!
Per capire a fondo il carattere di questo "alpino", ho ritenuto opportuno tracciare un quadro, molto succinto in verità, della sua vita, dalla nascita al suo ritorno in paese. Ho diviso, perciò, queste memorie in tre parti.
PRIMA PARTE - La nascita di A. Chiarilli, la sua formazione umana e culturale in un ambiente contadino fortemente attaccato al dovere, alla famiglia, all'ubbidienza incondizionata.
- "Così dicevano mamma e papà!"
SECONDA PARTE - La vita militare, la campagna di Russia, sul Don e a Selenyj Jar,
Nei vari episodi di guerra ho inserito i ricordi e i racconti dell'''alpino'' che intrecciò la sua vita a quella del suo plotone zappatore, del suo battaglione "L'Aquila", del suo 9° Reggimento Alpini, della sua divisione JULIA.
Oggi sono ancora nitidi i nomi dei superiori, dei compagni, dei luoghi di combattimento.
Una "leggenda" le gesta del battaglione "L'Aquila", morti quasi tutti, una "leggenda" la vita militare di Angelo Chiarilli, al quale va riconosciuto un valore umano e militare di "vita alta".
TERZA PARTE - Il ritorno in paese dopo 1'8 settembre.
L'alpino continua la sua vita di soldato e di uomo amante della giustizia, amante di quei valori che sono stati suggeriti, a volte solo per imitazione spontanea, dalla famiglia, dall' ambiente, dalla terra, dalla sua sofferenza che traduce in "dovere" le sofferenze degli altri. Minimo 1'orizzonte della sua formazione umana e culturale, infinito l'orizzonte che la sua anima ha saputo estrarre dalle altre anime!
Le nuove generazioni possono trarre esempi da questa "vita
minima"? Non vogliamo suggerire, vogliamo solo testimoniare.
Poi chi può ... rifletta!
Chiudo questa mia nota, ringraziando il Sindaco di Ortucchio, Ing. F. D'Aulerio, con tutta l'amministrazione Comunale, il Presidente del Circolo Culturale "Il Castello", Ercole Gigli: mi hanno dato l'opportunità di ampliare e puntualizzare le mie conoscenze sulla 2;1 guerra mondiale, ma soprattutto di meditare, soffrire, piangere sulla sorte dei nostri soldati che in Russia lasciarono la vita e sulle sofferenze di tutti gli altri che, tornando in Patria, per lungo tempo, o forse per sempre, furono tesi.
... ognuno a cercar una casa, un familiare, un amico
ognuno a cercar la bandiera
in cui aveva creduto.
(PD.M. Turoldo)
Un "grazie" di cuore ai mei amici: al Prof. V. Esposito, mio insegnante in gioventù, critico di grande esperienza e, da sempre, paladino delle mie produzioni letterarie; al prof. A. Masci, insegnante di grande valore e diacono infaticabile; al Gen. degli Alpini A.Purificati animatore instancabile nei raduni degli Alpini e volontario della L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori); a Padre Romolo Mariani, ortucchiese come me e mio coetaneo, sacerdote di forte spessore umano e religioso, per lunghi anni missionario in Brasile ... "Grazie" a tutti voi che con le vostre pagine avete arricchito questa mia nuova fatica letteraria ... grazie ... perché sapete sorridermi e non mi fate sentire sola.
E come non dire "grazie" ad Angelino, 1'Alpino "zappatore"? "Un tempo di pietre in lacrime" mi hai fatto vivere, Angelo! ...
E su una di Il quelle pietre in lacrime" voglio scrivere un nome tanto caro a mio padre Pierino, il nome di suo fratello: Cesidio Petrucci, morto nelle trincee della 1;1 Guerra Mondiale.
Quanti soldati a scrivere il nostro passato! Ma... se sapremo
ascoltarli "scriveranno il nostro futuro"!
Vittoria Addari Petrucci
















