Caraibi

L'antico rituale delle Rogazioni

di Antonio M. Socciarelli

I riti delle Rogazioni, unitamente a quelli di S. Giovanni Battista (24 giugno), costituivano per la cultura agro-pastorale della Marsica un sistema magico-religioso mediante il quale s'intendeva propiziare i campi e la crescita della vegetazione nel periodo del risveglio primaverile. La ricerca storica e antropologica volta alla ricostruzione della celebrazione delle Rogazioni risulta alquanto problematica, in quanto la tradizione è ormai scomparsa e ne restano sbiaditi ricordi solamente nella memoria dei più anziani, da cui è possibile tracciare gli aspetti salienti di quella che era una manifestazione di sintesi tra la religiosità popolare ed il cattolicesimo.

Il rito delle Rogazioni aveva luogo nei giorni compresi tra il giorno di S. Marco Evangelista (25 aprile) e la festa mobile dell'Ascensione. In quest'occasione si procedeva alla benedizione sia delle varie croci presenti in ogni paese sia della campagna circostante o dei pascoli montani, come accadeva a Pescasseroli o nei paesi marsicani più votati alla pastorizia e all'allevamento. La processione dei fedeli, capeggiata dal sacerdote recante il crocifisso, prendeva le mosse di mattina presto e durante il percorso sacro si effettuavano delle soste presso le croci erette dentro e fuori dell'abitato, le quali erano benedette mediante aspersione. Insieme ad esse veniva benedetta anche la campagna che si estendeva alla vista dal luogo dove era posta la croce: in effetti, si può osservare come esse erano poste in luoghi "strategici" per la funzione protettiva dei campi.

Questi rituali svolgevano una funzione determinante nel mondo contadino, ovviamente insita nella ri-sacralizzazione periodica del territorio, in particolare durante la fase del risveglio primaverile della natura, della vegetazione e delle messi che dovevano assicurare la sussistenza e l'esistenza delle comunità. Il carattere apotropaico e propiziatorio del rituale appare con evidenza nell'analisi del materiale demologico raccolto in Abruzzo come altrove.

La liturgia delle Rogazioni (o Liturgie maggiori) che cade nella festa di S. Marco è il risultato di un processo di cristianizzazione dell'arcaica festività pagana dei Robigalia, celebrazione di quattro giorni che Plinio il Vecchio colloca nel periodo compreso tra il trentunesimo giorno dopo l'equinozio di primavera e il 28 aprile. Marco Terenzio Varrone testimonia che durante queste festività pubbliche avevano luogo da una parte i sacrifici in onore di Robigus, dea che impersonava la ruggine del grano, affinché non invadesse le coltivazioni cerealicole, dall'altra le benedizioni dei campi coltivati.

Cerimonie dall'analoga fenomenologia erano le Litanie minori, osservate nei tre giorni precedenti l'Ascensione, sistematizzate intorno al V secolo per cristianizzare gli Ambarvalia ossia i percorsi sacri intorno agli arva, le terre coltivabili di una città. Questi rituali, la cui origine è attribuita a S. Mamerto, vescovo di Vienne nelle Gallie, avevano lo scopo di immunizzare lo spazio urbano dagli influssi malefici e negativi, nonché di renderlo invalicabile dai nemici. Negli Ambarvalia si invocavano divinità quali Cerere, i Lari del suolo e i Semones (personificazioni dei semi) affinché manifestassero la loro potenza benefica sulle colture.

Da queste arcaiche forme rituali derivò quello delle Rogazioni così come è resistito fino alla metà del Novecento, momento in cui si è eclissato in seguito al graduale declino della civiltà agro-pastorale del Fucino.

 

Riferimenti bibliografici:

-CATTABIANI A., Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell'anno, Rusconi, Milano, 1988, pp. 230-231;
-GIANCRISTOFARO E., Tradizioni popolari d'Abruzzo, Newton&Compton, Roma, 1999, p. 29;
-MARCO TERENZIO VARRONE, Opere, a cura di A. Traglia, UTET, Torino, 1979, pp. 187; 585;
-NERI A. T., Feste tradizionali a Pescasseroli, Synapsi, Sulmona, 2002, p. 95.
 

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