... deliberando senza niuna discrepanza ...
Premessa
Allorché mi accinsi a scrivere la presente monografia, mi resi subito conto delle difficoltà che avrei potuto incontrare nella ricerca della documentazione indispensabile per la buona riuscita del lavoro. Troppi eventi erano accaduti da quando i nostri avi si affacciarono ai lontani albori della vita civile: catastrofi, guerre, rivoluzioni, epidemie, invasioni e soprattutto i terremoti.
E' noto che il territorio marsicano e, con esso, la Valle Roveto è stato, in passato, colpito da eventi tellurici più o meno disastrosi.
Il 12 marzo 1315 nella provincia aquilana se ne registrò uno di considerevole veemenza, il quale interessò marginalmente il nostro paese. Ancora un violento sisma si ebbe nel 1349 che causò la totale distruzione di Balsorano e di altri paesi vicini. Il borgo venne ricostruito e la vita riprese intorno al fortilizio centrale, anch'esso riattato. Una nuova scossa tellurica, molto violenta e prolungata, fu avvertita nel 1461 la quale provocò diverse vittime e la caduta di molti fabbricati.
Nel 1656 un altro terremoto, avvertito molto intensamente a Balsorano, provocò tanta paura, lievi danni e nessuna vittima. Dopo appena cinquant'anni e precisamente il 3 novembre 1706 un violento terremoto colpì ancora la provincia di Aquila ed in modo particolare la Marsica e la Valle Roveto. Crollarono molti fabbricati e si contarono centinaia di morti e feriti. Fortunatamente il territorio di Balsorano fu risparmiato e ciò fu attribuito ad un miracolo di Dio, su intercessione di San Giovanni da Capestrano, la cui effige si venerava nella locale chiesa del convento dei frati minori.
E, per tale miracolo, San Giovanni, con una pubblica manifestazione tenuta il 1 ° dicembre dello stesso anno nella località Pianillo, fu acclamato santo protettore del paese alla presenza e con la condiscendenza di Marco Parente, governatore, Giovanni Battista Villa, pubblico castaldo e Giovanni Silvi e compagni, massari della Terra di Balsorano. Quanto sopra è riportato in un documento conservato nell'archivio del Convento di S. Francesco in Capestrano.
Altre scosse di terremoto, di lieve intensità, furono avvertite a Balsorano negli anni 1881 e 1904. Sopravvenne, infine, il terremoto del 13 gennaio 1915 che cancellò definitivamente l'abitato. Il terribile evento cagionò anche la distruzione dell'archivio comunale e, in parte, di quelli parrocchiale e del convento dei frati francescani. Preziosi documenti furono lasciati sepolti sotto le macerie e così consunti e cancellati dalle intemperie e dal tempo.
Quel poco salvato dovette affrontare, trent'anni dopo, la furia devastatrice dei bombardamenti e dei cannoneggiamenti perché il territorio di Balsorano fu teatro di aspri episodi bellici prima e dopo lo sfondamento del fronte di Cassino da parte degli Alleati.
A questo proposito giova ricordare che in questo paese, così come in altre parti d'Italia, nella strategia e nelle operazioni di guerra dopo 1'8 settembre 1943, tedeschi e anglo-americani agirono inconsapevolmente da "associati". Infatti contro i balsoranesi gli anzidetti belligeranti furono coalizzati perché i primi perseguitarono la popolazione civile da terra e i secondi la combatterono dal cielo'. Anche in questa tremenda contingenza la sede comunale subì notevoli danni nelle strutture e nell'archivio.
Essendo intendimento di chi scrive riportare fedelmente e cronologicamente la vita amministrativa e politica locale sulla base di elementi certi, si è costretti ad iniziare questa cronistoria a partire dall'anno 1849, scusandosi per forzati, eventuali vuoti. Infine si è ritenuto, in molti casi, riportare il testo integrale di fatti e avvenimenti descritti, desunti da pubblicazioni e documenti, e di provvedimenti adottati dalle amministrazioni comunali, allo scopo di rendere questa cronistoria più viva e ricordevole.
Giovanni Tordone



