Inaugurazione della mostra doumentale mercoledi 24 marzo a Collarmele
Collarmele. Mercoledi 24 marzo a Collarmele alle ore 10.30 viene inaugurata la mostra documentaria a cura di Pasquale Casale. Interverrà Ferruccio Ferruzzi, Direttore dell'Archivio di Stato dell'Aquila. La mostra resterà aperta fino a sabato 24 aprile.
Ripercorrere attraverso documenti storici il filo della memoria che ci riporta a rintracciare le nostre radici è particolarmente emozionante soprattutto se in questi documenti ritroviamo cognomi noti e ancora presenti, comportamenti e abitudini che forse non sono ancora totalmente scomparsi ma che comunque ci spiegano vezzi e atteggiamenti che ci appartengono da sempre.
In ogni caso le fonti documentali testimoniano della solidità della nostra tradizione e del nostro tessuto sociale ed insieme svelano l’intreccio tanto inestricabile quanto troppo spesso negato tra le microstoria e la grande Storia. La vita quotidiana, fatta di piccole cose, di ostinate rivendicazioni economiche, di liti tra famiglie, di calunnie e di lotte contro altri compaesani considerati più fortunati o solamente più potenti, si interseca con i grandi eventi. Ed ecco quindi che la Rivoluzione Francese attraverso la Repubblica Partenopea entra con forza nella vita già difficile dei collarmelesi che, quindi, a modo loro, ne diventano protagonisti.
Ricostruire la propria storia, riscoprire le proprie radici non è quindi solo un semplice esercizio intellettuale ma è la presa di coscienza delle ragioni di un percorso, individuale e collettivo, che trova il suo significato più profondo nella pienezza della vita che riesce a sintetizzare nel presente il passato proiettandosi nel futuro.
La mostra di documenti dell’Archivio di Stato è solo il primo atto di uno studio, che auspichiamo non termini mai, per ricostruire e ritrasmettere la storia piccola e grande di Collarmele. Storia della quale tutti noi siamo prodotto e protagonisti e che dà ragione del nostro stare insieme nel modo in cui ci stiamo: per cui la famiglia è, nel nostro modo di esprimerci per individuare l’appartenenza, la razza; ma anche distinguersi e riconoscersi attraverso il soprannome che raramente se non addirittura mai assume un significato morale o di dileggio, è forse una nostra specificità.
I documenti che vediamo e leggiamo coprono pochi decenni della lunga storia di Collarmele, che quando era Cerfennia nel 304 a.c. fu presa dai romani e da allora ha attraversato vicende che sarebbe utile a tutti noi ricostruire per capire come casali, ville e castelli, forse in numero di sette, a partire dall’età medievale, come testimoniano alcune Bolle papali, si siano uniti per dare vita ad un centro abitato che sarà Collarmele.
Infine un auspicio: i documenti dell’Archivio comunale, non molto ricco in verità per via anche della distruzione subita con il terremoto del 1815, sono comunque una fonte indispensabile per ridare vita al recente passato per testimoniare la dimensione sociale delle trasformazioni e delle permanenze della vita nostra e dei nostri avi. E su questo archivio, dopo il lavoro fatto sui documenti dell’Archivio di Stato, spero che si possa lavorare con impegno.
Dario De Luca

























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