Replica della minoranza sulla manifestazione elettorale tenutasi il 17 marzo al Teatro dei Marsi
Avezzano. Prendiamo atto della affannosa risposta dei capogruppi della PDL ( alcuni soli di se stessi ), nella quale ci si accusava di creare conflittualità e confusione tesa a loro dire ad aumentare disaffezione verso la politica, ed a spingere verso l’astensionismo gli elettori nella città di Avezzano, in merito alla manifestazione elettorale tenutasi il 17 marzo scorso al Teatro dei Marsi una struttura pubblica, proprietà di tutti i cittadini che a dire di qualche consigliere, neofita della politica locale, costituirebbe un’opera oggetto di vanto e merito del centrodestra, quando chi ben conosce la storia della nostra Città, sa bene che i veri meriti spettano ad altra amministrazione capeggiata da un diverso Sindaco ed ad altri uomini politici.
Ma invece di ricorrere a giustificazioni banali e prive di fondamento sarebbe interessante dar vita ad un sereno confronto su questa vicenda visto che con la nostra pacata nota non intendevamo fare futili polemiche ma evidenziare l’ennesimo atto di arroganza di chi amministra la città , vista l’esistenza di regole ben precise contenute in un regolamento comunale, che tutti, nessuno escluso, sono tenuti a rispettare, dalla semplice lettura del quale ci si sarebbero resi conti che il Teatro dei Marsi è destinato a fini specifici (cultura e storia) e non può essere utilizzato per motivi propagandistici personali e di natura elettorale, come specificatamente previsto nel regolamento comunale dove si evince che l’uso dei locali e delle attrezzature del Teatro Comunale è ammesso per realizzare programmi di spettacolo concepiti con criteri di rispetto del pluralismo culturale e di copertura dei diversi settori di interesse pubblico (quali la prosa, il cinema, il balletto, la musica sinfonica, operistica, cameristica e jazzistica e simili) oppure per organizzare attività idonee a diffondere la conoscenza o lo studio delle discipline dello spettacolo, con espresso divieto di utilizzo del medesimo per attività improprie e non conformi alle caratteristiche della iniziativa per cui il teatro comunale viene concesso.
Non vogliamo infierire ulteriormente sui nostri poco attenti colleghi capigruppo, visto che l’autorizzazione qualora poteva essere concessa (ma non si vede come), doveva essere insindacabilmente subordinata alle regole prestabilite, ovvero la richiesta per la concessione in uso del teatro comunale doveva essere presentata al Comune non meno di trenta giorni prima dalla data fissata per l’utilizzo ed al pagamento della relativa tariffa, circostanza che guarda caso sembra essersi verificata solamente in data 18.03.2010 dopo le pubbliche rimostranze degli scriventi attraverso il pagamento nella misura del 50% della tariffa intera pari ad € 1.500,00, quando avrebbero dovuto, da disciplinare provvisorio per la concessione in uso dei locali e delle attrezzature del nuovo teatro comunale, versare all’Economo Comunale una cauzione determinata in Euro 1.000,00 che sarebbe stata restituita entro tre giorni dal termine della manifestazione, se non si sarebbero verificati danni. Ma di tale cauzione non v’è traccia, visto che anche il pagamento della tariffa è stato effettuato solamente il giorno successivo alla manifestazione.
Purtroppo a Roma, come ad Avezzano, il centrodestra è sempre più allergico alle regole ritenute un ostacolo e non una garanzia per tutti. Basta ricordare le strampalate argomentazioni con cui i nostri colleghi capigruppo difesero le nomine ad personam degli scrutatori per le prossime elezioni. Argomentazioni giustamente confutate dall’intervento del Sig. Prefetto dell’Aquila che ha invitato il Sindaco a riconvocare la Commissione. Da questa vicenda i cittadini possono capire chi vuole creare conflittualità e confusione con atti arbitrari e chi, invece, caparbiamente, vuole semplicemente il rispetto delle regole del comune vivere civile nell’interesse di tutti. Nel futuro consigliamo ai ns. colleghi consiglieri un più attento ed approfondito esame degli atti da porre in essere e, soprattutto, di leggere attentamente i regolamenti comunali, i quali non vanno solo approvati ma anche rispettati.
Per quanto riguarda, infine, la vantata “politica del fare”, ritornello noioso del centrodestra dalle Alpi alla Sicilia, e l’accusa di evitare il confronto sui problemi reali ci chiediamo: ma “fare” significa quadruplicare la Tarsu? Quando si decide l’amministrazione Floris a far partire la raccolta differenziata? L’assessore al ramo in un nostro convegno promise solennemente che entro 3 mesi sarebbe partita: ancora stiamo aspettando. Quali sono i progetti che l’amministrazione intende attivare nell’ambito dei FAS? Sono questi ed altri i problemi su cui sarebbe opportuno confrontarci ma il centrodestra continua a fare propaganda, a seguire la politica del piccolo cabotaggio e la città continua a regredire rattrappita da un’amministrazione incapace di accompagnare virtuosamente le tante energie di cui disponiamo.
I Consiglieri Comunali
Roberto Verdecchia
Fabrizio Amatilli
Giovanni Chicarella
Giuseppe di Pancrazio
Vincenzo Paciotti
Carlo Tinarelli
Gino Milano
























Commenti
Buongiorno, finalmente
Buongiorno, finalmente scopriamo che i consiglieri di minoranza ci sono e stanno bene... Essendo un loro elettore ero preoccupato da un paio d'anni di silenzio...
Donato
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