Polemiche sulla concessione del Teatro dei Marsi al Pdl
Avezzano. "Abbiamo appreso con immenso stupore che lecitamente i senatori Piccone e Quagliarello con l’ausilio telefonico del Presidente del Consiglio interverranno presso la struttura pubblica del Teatro Dei Marsi coadiuvando il candidato alla Presidenza della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo", hanno scritto i consiglieri comunali di minoranza, Fabrizio Amatilli, Giovanni Chicarella, Giuseppe di Pangrazio, Vincenzo Paciotti, Luigi Milano, Carlo Tinarelli e Roberto Verdecchia in una nota. "Sin qui nulla di particolarmente sconvolgente né per il modo di fare politica e né tantomeno per le persone che lecitamente tentano di far convogliare voti sul loro candidato di riferimento.
"Tuttavia, ci sia consentita una riflessione, ma non per fare futili e sterili polemiche, visto che la struttura che si andrà ad occupare non è un’ubicazione privata bensì una struttura indubbiamente di natura pubblica finalizzata ad interessi esclusivamente storici-culturali, munita di apposito regolamento (Sovrintendenza) che a rigor di logica ed ancor più a rigore normativo, di certo non prevede minimamente attività politiche di alcun genere, soprattutto nel rispetto della par condicio attuale", hanno continuato i rappresentanti dell'opposizione. "Se la memoria non ci inganna illo tempore l’allora Vice Presidente del Consiglio Regionale Dr. Nicola Pisegna, chiese ed ottenne non per scopi elettorali ma per scopi educativi, culturali e prettamente scolastici, l’utilizzo del medesimo teatro ai fini di poter fare intervenire un artista di fama internazionale dal nome di Giobbe Covatta. V’è da chiedersi quale fu il comportamento dell’Amministrazione per il rilascio dell’autorizzazione e quali furono tutte le prescrizioni impartite dal medesimo Comune, il tutto previo pagamento della tassa di occupazione della struttura. Ora, e non è nostra intenzione, mestare nel torbido, ma c’è da chiedersi se quanto posto in essere da alcuni componenti dell’Amministrazione di maggioranza e da parte del coordinatore provinciale del Pdl, soggetto richiedente l’autorizzazione, possa costituire un passaggio marcatamente non corretto sotto il punto di vista sia esso deontologico sia più propriamente del codice non etico ma bensì penale, visto che non è pensabile che per fini di lecita propaganda elettorale sia possibile utilizzare una struttura pubblica, per giunta sembrerebbe senza minimamente pagare quanto dovuto sulla base della attuale normativa, il tutto ponendo in essere un atto di arroganza che non può far parte del nostro vivere civile", hanno concluso i consiglieri comunali. "E’ necessario recepire le regole ed il rispetto delle competizioni elettorali ed il rispetto della democrazia, nonché le violazioni sociali ed anche quelle di altra natura tassativamente normate, vedasi l’abuso in atti d’ufficio, commessi nella vicenda".























Commenti
legalita...rispetto delle
legalita...rispetto delle regole...moralità...etica...ma che ROBBA E'???ARROGANZA E PREPOTENZA sono le uniche parole che questi amministratori conoscono,POTERE ASSOLUTO il loro credo...e poi parlano di AMORE...!!!
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