La "bufala" della condanna del senatore Luigi Lusi
di Pietro Guida
In questi giorni di campagna elettorale abbiamo ricevuto centinaia di commenti che riguardano le elezioni amministrative e provinciali in fondo ai sondaggi legati alla campagna elettorale. Abbiamo cercato di "censurare" la grande maggioranza di commenti che ledono l'immagine di individui o gruppi di persone, quelli più offensivi e non consoni a un dibattito costruttivo e rispettoso.
In alcuni casi ci siamo affidati alla buona fede dei nostri numerosissimi lettori, come in questo... (continua a leggere)
Mer, 10/03/2010 - 16:45
Utente anonimo
Salve a tutti, ma è vero il fatto della sentenza che ha condannato il Sen Lusi al risarcimento di più di un miliardo di lire nel 2002? Avete qualche fonte?
Grazie. Francesco Pizzi
Mer, 10/03/2010 - 21:14
Utente anonimo
ciao Francesco, premesso che non sono né un candidato ne un politico ne un politacante, io ho controllato questa ed in effetti é vera. Basta che vai sul sito della corte dei conti diroma, fai la ricerca per data -22.04.2002 appunto- e li troverai tra le 7/8 che ti usciranno la sentenza in questione. Come cittadino sono indignato che certa gente faccia politica e si trovi nelle istituzioni pur con condanne pesanti alle spalle.
Ciao, Roberto Flamini
Ovviamente non possiamo conoscere l'attendibilità delle affermazioni, né avere la certezza della veridicità della firma in calce ai commenti.
In questo caso, per toglierci ogni dubbio, abbiamo chiesto delucidazioni direttamente al senatore Luigi Lusi anche perché le affermazioni oggetto dei due post sopra citati non hanno alcuna pertinenza né diretta, né indiretta con il tema dell’articolo (non è infatti Luigi Lusi il candidato Sindaco di Capistrello).
«Tali affermazioni», ha spiegato il senatore Lusi, «non rientrano nella civile e corretta manifestazione di opinioni sulla storia personale e sull’operato del sottoscritto, risolvendosi in un attacco personale, falso e gratuito. Non è definibile in altro modo la notizia», ha aggiunto, «palesemente falsa e priva di fondamento, di una condanna del sottoscritto da parte della Corte dei Conti, data per certa dall’utente denominato Francesco Flamini, con la quale inequivocabilmente viene lesa la dignità e l’onore del sottoscritto. Non sono mai stato condannato infatti da nessuna Corte».
Questo episodio dimostra l'opportunità interventi più proficui e l'inutilità di commenti propagandistici sterili, insensati e addirittura falsi che non fanno altro che trasformarsi in boomerang.
























Commenti
infatti, occorre essere
infatti, occorre essere precisi: non è stato condannato lui, ma una serie di persone per avere consentito a lui e ad altri come lui di lavorare come esterni presso il comune di roma conseguendo redditi elevati a fronte di scarsa o nessuna professionalità specifica e/o titoli di studio adeguati.
la sentenza è qui:
http://www.diritto.it/sentenze/corteconti/1545_2000parte1.html
il punto non è se è stato condannato ma se ha usufruito di amicizie politiche per conseguire utilità che altrimenti gli sarebbero state precluse.
la risposta parrebbe essere sì, almeno stando alle conclusioni raggiunte dalla corte dei conti...
Il tranello è subdolo ma
Il tranello è subdolo ma grossolano. Purtroppo in Italia siamo abituati ormai a leggere tante cavolate, e basta che uno condisca con termini come Corte dei Conti, Guardia di Finanza, sentenza, etc..., per dare valore a qualsiasi cretinata.
Ci vuole poco per capire che il teatrino dei due nomi di fantasia (Roberto Ramini e Francesco Pizzi) sia creato proprio per avallare quella lettera diffamatoria. Innanzitutto perchè la Conte dei Conti di Roma non esiste, perchè è una sola e nazionale. Poi perchè, se effettuate la verifica voi stessi, vi renderete conto che non ci sono sentenze del genere.
Chiunque può verificare.
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