Leonardo un genio per tutte le stagioni
Avezzano. Per le rassegne di teatro ragazzi e giovani “Itinerari dell’arcobaleno” e “ Passi sulla scena” ideate dal Teatro dei Colori, il 2 marzo a Pescina - Teatro san Francesco, il 3 e 4 ad Avezzano - Castello Orsini e il 5 a Tagliacozzo -Teatro Talia. Inizio ore 10. La Compagnia Elsinor di Milano rappresenta “LEONARDO UN GENIO PER TUTTE LE STAGIONI”, con Carlo Ottolini e Dario Sanna, Testo e regia Bruno Stori.
La biografia di Leonardo da Vinci è il filo conduttore dello spettacolo. Dai primi passi nella campagna toscana, all’arrivo nell’esplosiva Firenze di pieno Rinascimento, dalla bottega del Verrocchio, ai cenacoli artistici di Lorenzo il Magnifico, fino alla Milano degli Sforza, per arrivare alla definitiva residenza in Francia. Dalla nascita alla morte e anche oltre. Carlo Ottolini e Dario Sanna, due attori, decisamente creativi, raccontano e rappresentano i momenti salienti della vita del Maestro in un’ ardita messa in scena. Leonardo trovava congeniale la dimensione fantastica del teatro e della festa per applicare, sperimentare e verificare, con la leggerezza del gioco e dell’effimero, le sue intuizioni nelle più svariate discipline, dalla meccanica, all’ottica, alla musica, all’espressività, alla letteratura e ovviamente alla pittura. Leonardo era uno scatenato regista multimediale che realizzò spettacoli con automi, scenografie mobili, movimenti di luce, giochi d’acqua, di suoni e canti e con il suo “Teatro delle Meraviglie” colpì l’immaginario e produsse stupore in tutti i suoi contemporanei. Oggi a stupirci, ben guidati e ispirati dal Maestro, sono gli attori di questo spettacolo, Ottolini e Sanna. I due (Messer Lippo e messer Lappo) mettono in luce straordinarie qualità tecniche, umane nonché atletiche, fraseggiando nello spazio con grazia di corpo e acume di spirito. Maestri della fisiognomica teatrale, fissano con rapidi schizzi ”i caratteri” rinascimentali (il principe, l’artista, il cardinale, il mercante, il banchiere ecc.) e i tratti fisici ed umani dei grandi di allora (Verrocchio, Michelangelo, Pico della Mirandola, Macchiavelli, Brunelleschi, Il Magnifico e chi più ne ha più ne metta!). I nodi drammaturgici principali, indicati chiaramente nel prologo, sono:
1) La piccola grande impresa di raccontare vita, opere, pensieri di Leo nello spazio di un’ora con i poveri mezzi del nostro teatro. Qui c’è la struttura narrativa (vita di Leonardo);
2) Il tema dell’immaginazione: “Immaginate tutto quello che non potrete vedere!”. Tema che percorre tutto lo spettacolo, per arrivare al finale con la dichiarazione sull’arte di immaginare, la prima arte che dobbiamo praticare, allenare e sviluppare perché è quella che può cambiare le cose e la vita. Dunque non mostriamo le opere di Leo (tranne la Gioconda) ma le facciamo immaginare e così immaginiamo anche il nostro spettacolo;
3) Il tema del volo: “Leonardo” è uno spettacolo “aereo”! Dove si parla della possibilità di volare ovunque, imparando l’arte dell’immaginazione. Più metaforicamente, il Volo, che permea tutto lo spettacolo, diventa la leggerezza che deve condurre le azioni degli attori, diciamo la loro qualità generale, in tutto lo spettacolo. Leggeri come danzatori, ma concreti e decisi nell’agire, eleganti senza essere affettati, brillanti, divertiti e interessati da quello che dicono e da quello che fanno;
4) Uno spettacolo d’arte varia. Leonardo immaginava, pensava e creava a 360 gradi, non era uno specialista e di “Arte varia” ce n’è e di vari generi. Gli attori si presentano nei panni di messer Carlolippo e messer Dariolappo, gli angeli volanti! Danzano, fanno clownerie, giocoleria, travestitismo, barzellette e piccole gags, sia d’azione, che verbali, scenette e parodie.
5) Il Rinascimento. “Nasce un uomo nuovo…è bellissimo essere nuovi!” E’ molto importante essere nuovi, rinascere tutti i giorni, o almeno una volta alla settimana! saper guardare il mondo con occhi limpidi, saper immaginare un mondo diverso: riguarda la vita dell’umanità, ma anche la nostra vita d’individui con nome e cognome propri e con la loro personalità. Raccontiamo Leo, l’uomo più nuovo di tutti, che si forgiò in un momento storico per molti aspetti felice, sia pur con evidenti contraddizioni, sociali, politiche ed economiche, con spietate lotte per il potere, insomma, viene da dire esattamente come oggi. Nello spettacolo vi sono riferimenti e notizie storiche per ricreare il mondo del Rinascimento italiano, con molta ironia e l’ironia è una cosa seria.

























Commenti
Invia nuovo commento
La redazione vi invita cortesemente a firmare i vostri commenti. Ci riserviamo infatti di rimuovere commenti anonimi che si pongano come gratuitamente offensivi, accusatori o peggio ancora potenzialmente diffamatori.