Get Adobe Flash player

Dimissioni Srour: si faccia chiarezza Leggi notizia     Annullo filatelico dedicato alla Madonna del Passo Leggi notizia     Presentazione concerto di Max Gazzè Leggi notizia     Pescasseroli, IX edizione di "Settembre andiamo", con Uomini e Lupi, il film di G. De Santis girato in quei luoghi nel 1956 Leggi notizia     Concerto di Alexia Leggi notizia     Ondata di furti in città. I cittadini richedono maggiori controlli Leggi notizia     Stop ai ricoveri in ospedale di Pescina. Ricorso presentato dal Comune Leggi notizia     Cinquantenni in festa a Magliano Leggi notizia     Grande successo per i Raconti del Bosco del Teatro Lanciavicchio Leggi notizia     Piste ciclabili nel Fucino Leggi notizia     

Contessi, l’uomo che “veglia” su Mar del Plata

La Meglio Italia all’estero
I suoi cantieri hanno prodotto 112 imbarcazioni. E ad ogni varo ripete il rito della “Pezza Santa” “A 79 anni non ho mai smesso di giocare”.
Aveva 40 giorni quando il padre, Domenico, decide di lasciare San Benedetto del Tronto per tornare in Argentina. “Mio padre era pescatore – racconta Federico Contessi, classe 1931 – come suo padre e due fratelli, anche loro a Mar del Plata. Io ero il più piccolo e in mancanza di balocchi veri, giocavo con gli strumenti di un mio zio falegname navale”. I giocattoli del Presidente degli Astilleros Naval Federico Contessi sono stati martello e scalpello. Gli stessi che usa ancora oggi in cantiere e con i quali ha costruito un impero di navi e pescherecci, vanto della flotta argentina.

A 16 anni va a conoscere il padre, proprietario di una barca da pesca. “Ho provato a seguirlo, ma il mare non era per me”. Contessi inizia a lavorare in un cantiere e trova la conferma che è quello il posto giusto. Dietro il successo di un uomo, si cela sempre una donna… nel caso di Contessi, si tratta di Annabella, ma nonostante il nome accattivante, di certo anche la moglie Leonilde sarà felice nel ricordarla. Sì, perché Annabella è il nome della prima barca acquistata, l’inizio di un’attività che ha fatto di Contessi un imprenditore tra i più famosi e rispettati non solo di Mar del Plata, ma dell’Argentina. Grazie ad Annabella acquista alcuni terreni, “nasce così il mio cantiere, La Gioventù. Avevo 21 anni”. Sono stati due fratelli, pescatori originari di Sorrento, a commissionare i primi pescherecci: Compagnello, Libertà e Il Vecchio San Telmo. Ma Contessi si rende conto che quello non era il luogo adatto, troppo lontano dal mare; non si scoraggia e subito cambia sito. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, il destino non li risparmia. Implacabile arriva un incendio che distrugge tutto. Federico Contessi ricostruisce, in maniera ancora più grandiosa, quello che oggi è il suo cantiere. Peschereccio su peschereccio, si arriva al numero 99: “la Regina Australe, un catamarano turistico – spiega orgoglioso – per 350 persone, e alla barca SKUA9 per la Repubblica del Cile che fa servizio nello stretto di Magellano”.
Oggi sono 112 le “perle” uscite dai cantieri Contessi. Ed ogni varo diventa un rito. Un rito molto, molto particolare: “Ricordo che a San Benedetto, quando nelle barche si collocava il fascione esteriore, veniva consegnato al proprietario un pezzo di legno con dei fiori sopra. Il proprietario, per ringraziare, offriva la colazione. La tradizione della Pezza Santa è da sempre nei miei cantieri, dalla prima imbarcazione alla Vergine del Miracolo, varata il 9 gennaio, anche se ora l’ultima ‘tavola’ non è più di legno ma di acciaio”.
Contessi è sempre in cantiere, in prima fila, con la sua tuta blu anche nelle occasioni ufficiali, quando si vara una nuova creatura al cospetto di autorità diplomatiche, ecclesiastiche e politiche, a guidare i 50 dipendenti che arrivano a 700 se sommati a quelli degli altri cantieri con cui ha creato la Veraz, a quelli della fabbrica per prodotti pescherecci (Centauro) e di altre con cui è in società.
E’ stato anche Presidente della Camera di Commercio e dopo 60 anni di lavoro sono arrivati i riconoscimenti: Cittadino illustre di Mar del Plata, onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel grado di Commendatore, “ma quello a cui sono più legato è il Premio Truentum, ricevuto dalla mia San Benedetto”.
Poi, alla domanda più scontata, come spiega questo successo?, la risposta più disarmante: “Posso dire, a 79 anni, di non aver mai smesso di giocare. E se Dio me lo permette, vorrei continuare a giocare ancora”.

Giovanna Chiarilli – Il Punto

Commenti

Invia nuovo commento

TEST ANTISPAMMING
Questa semplice domanda serve solo per capire che sei una persona e non un "programma"
Image CAPTCHA
Digita i cararatteri che vedi

In evidenza

Intervista a Lusi/Masciari
Come nasce questo secondo progetto Lusi / Masciari?
Luigi: ”Dopo la realizzazione del disco “Gotha 17”, pubblicato nel 2008 dalla...

Ovindoli. 4 e 5 Settembre 2010
Team Quad High School Ovindoli ha creato un evento unico, per due giorni, ad Ovindoli dove si...

Avezzano. Si svolgerà nei giorni 4 e 5 settembre p.v. la 3° Coppa Rotary Abruzzo, raduno Interregionale di auto d’epoca che interesserà, oltre ad...

Civita D'Antino. 18 Settembre 2010 dalle 11.00 fino a sera.
Con il progetto inQuadrando paesaggi si vuole simbolicamente riportare tra gli scorci di Civita d’Antino...

Trasacco. Il Comitato Civico EssereCittadini di Trasacco organizza, con il patrocinio del Comune di Trasacco e la collaborazione della Banca del Fucino...

Pescina. Il Piano di riordino va avanti. Da ieri al Rinaldi non sono accettati più pazienti e quelli che ancora sono assistiti, una ventina, saranno dimessi nel giro di pochi giorni, è solo una grande...

 di Pietro Maccallini

Sarebbe l’unica fonte del paese, abbondante d’acqua, come apprendo da un sito internet, anche se non molto lontano dall’abitato dovevano sgorgare altre rigogliose sorgenti ora captate da un acquedotto. Questo idronimo è abbastanza curioso e perciò interessante: sembra derivare il nome da quello della vallata che dal paese raggiunge il fiume Salto e nella quale andava a perdersi l’acqua della fonte. Gli abitanti del luogo cercano di interpretare il nome dandone inevitabilmente spiegazioni banali come (valle) accanto al rio, non si capisce bene se in riferimento a questo rigagnolo o alla corrente del fiume Salto.

di Angelo Melchiorre
 
Per parlare di musica popolare, prenderò l’avvio da una canzone dedicata alla città dell’Aquila, una canzone che mi commuove tanto più oggi, quanto più abbiamo dinanzi ai nostri occhi le tragiche immagini del terremoto del 6 aprile 2009, il terremoto che ha quasi distrutto la mia bella città natale: Aquila bella mé.
L’ascolto di questa canzone ci pone un grande interrogativo: ci troviamo di fronte a un vero canto popolare, oppure dobbiamo rinunciare a questa definizione, e cercare di formulare una diversa classificazione dei canti che ci vengono proposti dai gruppi folklorici?

di Goffredo Palmerini

Ero sempre disponibile. Anzi, ero felice di liberarmi una giornata per accompagnare delegazioni in visita alla Città, dopo i rituali incontri in municipio. L’ho fatto tante volte negli anni passati, con gli ospiti italiani e stranieri. E non solo perché la visita guidata alle bellezze della città apparisse meglio conveniente...

Dai nostri lettori

Resoconto su tre giorni di lavori sul ruolo dei giovani e sul futuro delle relazioni con l’Abruzzo
di Federico Mandl
 
...

 Metternic aveva definito l'Italia <<un'espressione geografica >>; Carducci, invece, diceva che l'Italia era piuttosto <<un'espressione letteraria...

19O8 Anno di fondazione dell'Unione Donne di Azione Cattolica ( UDACI ), che cerca di opporsi alla laicizzazione della scuola e di promuovere  la cultura femminile...

 Secondo molti scienziati, la prima superficie che l'uomo ha sentito l'impulso  di abbellire sarebbe il suo corpo, inteso come involucro della propria persona...

 O tempora o mores ! Oggi, nella politica è tutto un teatrino,Infatti non si capisce più nulla; è vera torre di  Babele. Anche nella chiesa  ...