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Carcere a chi provoca valanghe e multa per i fuoripista

Roma. Il governo punisce gli imprudenti che non rispettano i bollettini meteo, dalla multa di 5mila euro all’arresto. Il governo vuole usare la mano dura nei confronti degli appassionati irresponsabili che, sicuri delle loro capacità tecniche, per motivi fortuiti, provocano una valanga rendendosi responsabili della morte di altre persone. Il provvedimento sta in un emendamento del governo - su proposta del Dipartimento della Protezione Civile, nel testo si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria di 5mila euro per chi non ottempera alle disposizioni indicate nei bollettini meteo. Sanzione che scatterà sia per chi scia fuori pista sia per chi va a fare un’escursione. 

Intanto il maltempo sembra non dare tregua. Da mercoledì, una nuova ondata di aria fredda dal nord si abbatterà sull’Italia portando con sè freddo, pioggia e neve. Il presidente della Società italiana di meteorologia Luca Mercalli lancia un appello agli sciatori: «Le valanghe sono nel 90% dei casi causate dall’imprudenza dell’uomo; prima di andare a sciare è bene consultare sempre i bollettini della neve». Basta collegarsi al sito di Aineve, l’associazione delle regioni per il bollettino su neve e valanghe, per avere tutte le informazioni. Ed anche se è indicato un rischio 3 ‘moderato’ bisogna comunque adottare tutte le cautele. Inoltre «l’ideale sarebbe avere sempre con sè durante le uscite in alta montagna l’apparecchio Arva: è un trasmettitore sempre attivo, anche in caso di perdita di coscienza del soggetto, e che segnala la presenza sotto neve e valanghe». Il tempo medio di sopravvivenza per l’uomo in caso di valanga e sotto la neve è di meno di un’ora.

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di Angelo Fracassi


Una qualsiasi persona interessata alla storia locale che vada a consultare i testi dei principali storici marsicani del passato si trova davanti ad un curioso dilemma: a chi era dedicata la chiesa parrocchiale di Capistrello? Il Febonio, il Corsignani e il Di Pietro nelle loro opere danno indicazioni che stupiscono non poco e, comunque, ben diverse da chi parte dal presupposto che la Chiesa Madre del paese sia, e sia sempre stata, dedicata a Sant’Antonio da Padova.


di Pietro Maccallini
 
Sono ormai passati molti anni da quando iniziai la mia ricerca toponomastica e linguistica e, pur avendo per così dire fatto conoscenza di un rilevantissimo numero di oronimi, idronimi e coronimi, non mi sono mai deciso a tentare un’etimologia del nome del mio paese di Aielli-Aq, per un paio di motivi:
1.  Non ho mai creduto alla vulgata di questo toponimo diffuso in tutta Italia (cfr. Aiello del Friuli, Aiello Calabro, Aiello del Sabato, Agello-Pg, Agelli-AP, Gello-Ar, ecc.) e spiegato come derivante dal lat. agellu(m) ‘campicello, poderetto’. E’ il mio metodo di lavoro e la convinzione che i significati profondi di una radice sono ben più numerosi di quelli attestati in qualche lingua a noi nota a impedirmi di sottoscivere quanto gli altri sostengono in merito a questo toponimo.

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