Il Soccorso alpino forestale intensifica la vigilanza. «Fuoripista da evitare»
Abruzzo. La Forestale dopo il ritrovamento della salma dello snowboardista Giovanni Ferrante giovedì mattina, preannuncia maggiori controlli sui monti e rinnova l’invito alla prudenza. Anche il più esperto sciatore non può conoscere le insidie che si celano sotto un manto nevoso che può sembrare assestato. Per questo i fuori pista, difficilmente controllabili dai gestori degli impianti sciistici, non devono essere percorsi. Si raccomanda sempre a chi decide di andare in montagna di chiamare prima le guide alpine che operano sul territorio e di seguire poi le indicazioni fornite dalle stazioni sciistiche».
«Il rispetto della montagna», interviene Luciano Sammarone, responsabile regionale del Saf (Soccorso alpino della Forestale), «è alla base della corretta fruizione della stessa. I controlli sulle piste saranno costanti».
nella notizia
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Doveva essere il 18 di febbraio, quando, l’Abruzzo e la Marsica in particolare, furono colpiti da una tremenda bufera di neve ancora impressa nella memoria di tantissimi. Pescina, a causa della forte e proverbiale tramontana, rimase bloccata.
di Orlando Antonini
(I parte) Del sisma del 2 febbraio 1703, il quarto di carattere distruttore nella storia dell’Aquila, sappiamo molto più rispetto agli analoghi precedenti del 1461, del 1349 e del 1315. Di esso si hanno varie relazioni, ad esempio il Raguaglio sottoposto all’autorità regnicola dai maggiorenti cittadini a tre mesi dal terremoto, i cui testi riferiscono anche di impressionanti fenomeni naturali concomitanti. Il Raguaglio riferisce anzitutto che prima del big one del 2 febbraio vi furono due scosse già distruttive: una il 14 gennaio (“Mà essendo piaciuto à Nostro Signore per suoi impenetrabili giuditij per fatale preludio della sua imminente rouina verso le due hore della notte far seguire vn Tremuoto così violente, che fè precipitare nella Città vn Campanile, con parte della facciata della Chiesa di San Pietro di Sassa, e parte della facciata di San Quintiano, senz’altro daño, fe non che del timore de’ Cittadini, che con voci di contritione implorarono il Diuino aiuto, e l’intercessione de’ Santi.
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Il laicismo nostrano, con la sua richiesta di revisione del Concordato del 1929, tentava di ottenere la cancellazione di tutto ciò che sapeva di confessionalismo in esso e, in particolare la caduta della definizione del matrimonio come Sacramento; infatti nell'art. 34 del Concordato del...


















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