Caraibi

Le visite pastorali a Cerchio (sec. XX)

di Fiorenzo Amiconi 

Presso la casa parrocchiale del parroco di Cerchio vi è una parte dell’Archivio Parrocchiale (1) dove tra i rari interessanti documenti mi piace mettere nel dovuto risalto, anche per ricordare il secolo appena passato, il registro dove sono annotate le visite pastorali che i vari vescovi dei Marsi hanno eseguito nel paese di Cerchio nel corso del XX secolo.
Molto interessanti, ad un attento esame, sono le visite pastorali avvenute il 30 Novembre 1932, il 23 Giugno 1946 e quella, durata una settimana, del 21-28 Marzo 1982.

In quella del Giugno 1946 degne di nota sono le tre osservazioni fatte dal Vescovo dei Marsi Mons. Domenico Valerii dove apprendiamo che la comunità religiosa cerchiese in un arco di tempo di dodici mesi prendeva parte a ben 32 processioni senz’altro troppe per una comunità di circa 2.500 anime pari a circa, statisticamente parlando, a 3 solenni processioni al mese più, purtroppo, 43 cortei funebri (40 morti a Cerchio e 3 in Roma - Archivio Comunale Cerchio) quindi la popolazione di Cerchio era sempre in processione: più di sei al mese. Giusto quindi l’appunto del vescovo dei Marsi rivolta al parroco Don Salvatore Relleva circa “con la persuasione e prudenza” a ridurre il numero delle processioni religiose.
Così degna di nota è anche il “tener fermo a non permettere di portare in processione altre statue oltre quella del santo cui si celebra la festa”. Quindi l’usanza, acclarata da secoli, era di portare solennemente in processione, oltre al titolare dei festeggiamenti, tutte le statue del panteon cerchiese. Si evince chiaramente che per molti secoli nulla era cambiato circa le solennità religiose del nostro centro. Illuminante è la descrizione della processione in onore della Madonna delle Grazie che fa Benedetto D’Amore nella sua ” Raccolta De’ portenti e dei miracoli fatti dalla Madonna delle Grazie la di cui sacra Immagine si venera nella terra di Cerchio compilata a sua devozione da Benedetto D’Amore" (Aquila, Tipografia Grossi, 1855):
”(...) Il più bello e commovente che si ammira in questa festività, è il trasporto, nella sera della vigilia, a circa un’ora di notte, della detta Sacra Immagine alla Chiesa Matrice, ove si celebra. In fatti quella processione di notte corteggiata in bella ordinanza dalle molte Statue che si venerano nel paese, nonché dalle Confraternite; quella moltitudine di lumi, che formano un bel colpo di vista, lungo la strada che si percorre; quell’illuminazione generale di tutto il paese; quel concorso di tutto il popolo pieno di divozione e tenerezza, quell’armonia delle bande musicali; quel rimbombo di sparo, che incomincia dal che esce la Sacra Immagine dalla Chiesa ove si prende, e finisce, incalzando, ove si porta; quell’inno di gioja, che nei più brillanti accenti il Clero intuona, e con eco non dissimile ossequiosamente il popolo risponde;quella pompa d’infiniti lumi a cera, ornamenti più ricercati, e fasto in cui la medesima Sacra Immagine si accoglie nella Chiesa Matrice, reca nell’animo degli astanti un’estasi di beatitudine, ed un’ammirazione singolare ne’ molti forestieri che v’intervengono(...)”.
Usanze queste, sicuramente risalenti a periodi precristiani infatti ancora oggi, sporadicamente, specialmente nella festa di Sant’Antonio abate, a chiusura dei festeggiamenti, si usa far ballare la “Mammoccia“ il noto simulacro di persona al quale vengono addossate tutte le colpe della comunità e, come capro espiatorio, viene bruciato alla fine della festa. Manifestazione, questa, arcaica e dal duplice significato fine ed inizio, morte e vita.
Ed infine, il pastore dei Marsi, in chiusura delle sue “osservazioni”, apostrofa: “Gli uomini Cattolici ci sono ancora?”. Certo, però, sicuramente erano distolti dalle varie problematiche che attanagliavano la vita dei nostri paesani nell’immediato dopo guerra: ritorno alla normalità post bellica, lavoro, famiglia, politica. Problemi non certo facili da risolvere. Il XX secolo cerchiese è stato teatro di forti tensioni politiche: la Marcia su Roma, le rivolte legate al fenomeno della Resistenza e le lotte fucensi degli anni ‘50 al grido ”La terra a chi la lavora!”.
La visita pastorale di Mons. Biagio Vittorio Terrinoni è l’unica del XX secolo e anche l’ultima, che dura una settimana: dal 21 al 28 Marzo 1982 e senz’altro rappresenta è la più articolata e la più circostanziata di tutte quelle prese in esame.
Il Novecento cerchiese è stato denso di grandi avvenimenti che lo hanno violentemente scosso: il terribile terremoto del 13.1.1915, i due conflitti mondiali ed i grandi esodi migratori (inizio e anni ‘50) che hanno notevolmente impoverito sia in termini economici che culturali il nostro centro.
Durissima è stata la ricostruzione: nel 1919, il 24 giugno, vengono consegnate al Comune di Cerchio i seguenti ricoveri post-terremoto: n. 90 ricoveri costituiti da 1 vano con cucinetta; n. 13 ricoveri costituiti da 1 vano m. 3x6 con focolaio; n. 3 ricoveri costituiti da 2 vani di complessivi m. 3x8; n. 1 baracca di sei vani; n. 187 ricoveri di 2 vani con focolaio; n. 9 latrine a 3 gabine con pozzo nero (2).
Nel 1928 viene inaugurato l’asilo infantile; il 27 Settembre 1930 viene aperta ai fedeli la nuova chiesa parrocchiale e il giorno dopo, il 28 Settembre, viene inaugurata la nuova scuola elementare.
Nei primi anni cinquanta fine anni 90 sono state, di volta in volta, consegnate agli aventi diritto le abitazioni dell’Istituto Autonomo Case Popolari.
Negli anni ‘60 anche la popolazione di Cerchio è partecipe, in forma ridotta, del grande “boom” edilizio.
Negli anni’70 viene inaugurata la nuova scuola media statale, l’agognato campo sportivo e, da parte di cittadini privati, un ottimo bocciodromo gestito dal Circolo Bocciofilo Circense.
Nel 1948 un privato cittadino,Ciofani Americo, costruisce a proprie spese il cinema “Dante”.
Nel gennaio 1981 viene inaugurata la Biblioteca Comunale e, nel 1986, si istituisce il Museo Civico di Cerchio, il più grande della Marsica.
Istituzioni queste sicuramente foriere di tempi migliori.
 

 

 

NOTE

1) Un’altra parte è collocato presso il Museo Civico di cerchio ed un’altra, presso l’Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano. Vedi il mio: “ L’Archivio parrocchiale e il Museo Civico di Cerchio “ in Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 8, Anno I, 1998.
2) Archivio Comunale di Cerchio.
 

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