Improvvisa scomparsa di Victor Zaslavsky vincitore della XVI ediz. del Premio Internazionale Ignazio Silone
Pescina. La Giuria del Premio Internazionale “Ignazio Silone” istituito dalla Regione Abruzzo, ed il Centro Studi “Ignazio Silone” di Pescina avrebbero voluto, il 5 dicembre 2009, con termini di gioia, in una pubblica conferenza stampa, annunciare il nome del vincitore della XVI edizione del Premio Internazionale per la Saggistica, Victor Zaslavsky. Ne comunicano, invece, profondamente costernati, l’improvvisa scomparsa a pochi giorni dalla cerimonia del Premio. Sarà un famigliare a ritirare il Premio Internazionale Silone, Il presidente del Centro studi Ignazio Silone, Enzo Lombardi, nell’esprimere profondo cordoglio e rammarico per la scomparsa di Zaslavsky ha ricordato che l’intellettuale russo con i suoi scritti «ha denunciato le atrocità compiute durante il regime sovietico e ha studiato i rapporti tra il comunismo russo e quello dei Paesi occidentali, tra cui l’Italia».
Il 1 dicembre 2009, presso il Palazzo del Consiglio Regionale a l'Aquila, alle ore 11, si terrà la conferenza stampa di presentazione della XVI edizione del Premio Internazionale Ignazio Silone. Parteciperanno alla conferenza stampa, oltre al Presidente della Regione Gianni Chiodi, la Giuria di premiazione: Ferdinando Di Orio, rettore dell'Università dell'Aquila, Enzo Lombardi, presidente del Centro studi Silone, Maurizio Radichetti, sindaco di Pescina, e i consiglieri regionali Walter Di Bastiano, delegato alla presidenza del Comitato premio, Antonio Del Corvo e Lucrezio Paolini.
_________________
Victor Zaslavsky. Relatore molto apprezzato al Convegno Internazionale “Ignazio Silone e l’età dei totalitarismi” tenutosi nel 2001 a L’Aquila e a Pescina in occasione del centenario della nascita dello scrittore marsicano, lo storico Victor Zaslavsky, professore ordinario di Sociologia Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università LUISS Guido Carli di Roma, pose allora l’accento sul carattere imprescindibile della censura nel sistema sovietico. Essa, nata due giorni dopo la presa del potere di Lenin nel 1917, fu presto ampliata alle branche della cultura, della religione e del privato utilizzando una fitta rete capillare d’informatori e delatori, da far dire ad un noto critico russo che si poteva conversare solo con sé stessi, per crollare, non senza episodi grotteschi, insieme al regime.
Victor Zaslavsky era nato a San Pietroburgo, il 26 settembre 1937. Laureato in Storia presso la locale Università Statale, esule in Occidente dall’Unione Sovietica brezneviana dalla metà degli anni settanta, naturalizzato canadese, specializzato nello studio dei rapporti tra Italia e Unione Sovietica dal 1945 ad oggi, è stato autore di numerosi libri editi in Italia tra il 1984 ed oggi. I più noti sono: Dopo l'Unione Sovietica. La perestroika e il problema delle nazionalità (Il Mulino,1991), La Russia senza soviet (Ideazione, 1996), Storia del sistema sovietico. L'ascesa, la stabilità, il crollo (Carocci, 2001), Lo stalinismo e la sinistra italiana, (Milano, Mondadori, 2004, pp. 275), Pulizia di classe. Il massacro di Katyn (Il Mulino,2006). In collaborazione con Lev Gudkov, ha pubblicato La Russia postcomunista. Da Gorbaciov a Putin (Editore Luiss University Press, 2005), e con la moglie Elena Aga-Rossi, noto professore ordinario di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi dell’Aquila, il volume Togliatti e Stalin. Il PCI e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca (Il Mulino, 2007). Collaborava col quotidiano «Il Messaggero» e con «L'Occidentale». Ha collaborato come consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.
In occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino(1989-2009), la Giuria del Premio Internazionale, aveva concordato all’unanimità di assegnargli il Premio Internazionale “Ignazio Silone” per aver mostrato con documentati e con ragionati motivi la verità storica a suo tempo testimoniata al mondo con coraggio da Ignazio Silone con l’abbandono della politica militante, proprio dopo aver constatato le menzogna della politica staliniana, con la denuncia, in Uscita di sicurezza, della sconosciuta, per noi, situazione sovietica e con la scelta di una narrativa di denuncia e di testimonianza che se non accerta, come la storia, i fatti, cerca di mostrare come gli uomini li hanno vissuti.
LB Centro Studi Ignazio Silone






Commenti
Invia nuovo commento