Il castello di Pescasseroli
Sono passati quasi quindici anni dall'ultimo libro che ho dedicato alla storia di Pescasseroli, anni nei quali i nuovi documenti rintracciati, e per certi aspetti ancora più importanti dei precedenti, permetterebbero di ampliarne notevolmente alcuni aspetti o di riscriverli completamente, a conferma che essendo la ricerca un work in progress, l'aggiornamento è pressoché costante. In questo periodo ho consolidato la nostra posizione all'interno del campo della ricerca musicologia e discografica che rimane l'interesse primario al quale dedichiamo grandi energie e tempo, ma la passione per la storia, e per quella locale in particolare, non si è mai assopita del tutto. A far tornare alla luce questo interesse, oltre alle nuove acquisizioni più o meno fortuite oppure frutto di specifiche ricerche archivistiche che volevano soddisfare una momentanea curiosità, sono i consigli che, di tanto in tanto, dei laureandi mi chiedono per le loro tesi.
L'idea di dedicarmi allo studio del castello di Pescasseroli è sempre tornata a galla ogni volta che lo sguardo si rivolge a quelle malandate mura che sovrastano il paese e che, periodicamente, vengono ancor più bistrattate dai diversi interventi che, dal mio punto di vista, sono stati sempre discutibili perché mai realizzati 'nell'interesse del castello'.
Questo costante disinteresse mi ha convinto che la rivalutazione della storia del proprio paese non è mai stata una priorità tra chi gestisce, o che ha gestito, la cosa pubblica di Pescasseroli e tantomeno per chi ricopre ruoli di responsabilità nel campo culturale locale, e la carenza di tali studi lo confermano ulteriormente. Ancor peggio è la mancanza di sensibilità nel considerare le proprie origini come un vettore per un nuovo tipo di turismo che ormai in molti comuni è già diventato una consolidata realtà: il turismo culturale.
Non voglio addentrarmi più di tanto in questioni di spicciola politica, mi preme di più presentare questo modesto saggio che non ha la pretesa di essere un saggio completamente esaustivo sull'argomento, ma soltanto un contributo alla conoscenza di una importante testimonianza della storia di Pescasseroli che possa sollecitare lavori più scientifici e dettagliati. In queste pagine cercherò di analizzare le strutture del castello che ancora oggi permettono una lettura del suo sviluppo architettonico abbastanza agevole. Non trascurerò di trattare alcuni aspetti come l'analisi della cinta muraria, delle torri, delle volte, per concludere mostrando quello che il castello ha finora restituito.
Un ringraziamento è d'obbligo a tutti coloro che, con le loro diverse competenze, mi hanno aiutato nella realizzazione di questo lavoro: Paola Bianchi, Giovanni Del Principe, Eugenio Gentile, Nunzia Notarantonio, Nello Pistilli e Carlo Vitale. Un plauso, infine, all'amministrazione comunale di Pescasseroli per il suo interessamento.
Gianluca Tarquinio




