L'Emissario romano del Fucino
di Giuseppe Grossi
lncile di Avezzano. All'interno del Nucleo industriale di Avezzano sulle pendici del Monte Salviano, oltre al monumentale Incile ottocentesco. si trova il Parco dei Cunicoli di Claudio istituito nel 1977 e sotto la tutela dell' Arssa. In alto sono evidenti i resti murari antichi di un pozzo verticale (tappato) e due cunicoli inclinati di cui quello superiore costituisce la Discenderia Maggiore caratterizzata da tre aperture (fornici) che cont1uiscono, tramite un cunicolo inclinato, nel sottostante canale sotterraneo. Si tratta delle opere murarie realizzate nel [ secolo d.C. sotto l'imperatore romano Claudio per il prosciugamento parziale del lago.
Nella sottostante frazione dell'Incile è la testata dell'Emissario Torlonia con le chiuse e la grande statua della Madonna. Il canale sotterraneo attuale è quello fatto realizzare da Torlonia nella seconda metà dell'Ottocento per il prosciugamento del Fucino, mentre sono poche le tracce del precedente canale romano riutilizzato da quello contemporaneo. Per la visita rivolgersi alla direzione dell' Arssa di Avezzano.
e sotto la tutela dell' Arssa. In alto sono evidenti i resti murari antichi di un pozzo verticale (tappato) e due cunicoli inclinati di cui quello superiore costituisce la Discenderia Maggiore caratterizzata da tre aperture (fornici) che confluiscono, tramite un cunicolo inclinato, nel sottostante canale sotterraneo. Si tratta delle opere murarie realizzate nel [ secolo d.C. sotto l'imperatore romano Claudio per il prosciugamento parziale del lago.
Nella sottostante frazione dell'lncile è la testata dell'Emissario Torlonia con le chiuse e la grande statua della Madonna. Il canale sotterraneo attuale è quello fatto realizzare da Torlonia nella seconda metà dell'Ottocento per il prosciugamento del Fucino, mentre sono poche le tracce del precedente canale romano riutilizzato da quello contemporaneo. Per la visita rivolgersi Il regime del lago era stato per lungo tempo stabile con variazioni modeste ad esclusio- ne di escrescenze eccezionali.
Nel 137 a.c. raggiunse il limite di 171,5 krnq, come testimoniato da Giulio Ossequente che informa che il lago "cinque miglia inondò". In età contemporanea dal Settecento, ma soprattutto nel 1816, raggiunse l'area di 165.1 kmq, tanto da affrettare le opere di prosciugamento borboniche. L'innalzamento dei livelli lacustri nel corso della prima metà del I secolo a.c. dovettero portare ad un primo progetto di intervento di regolarizzazione dei limiti lacustri in età cesariana. Questo fenomeno di escrescenza lacustre era probabilmente dovuto alla diffusione della pratica pastorale della transumanza "orizzontale" e del relativo taglio dei boschi, attività che a partire dalla seconda metà del Il secolo a.C.; avevano portato nell'alveo lacustre un maggiore aff1usso di acque torrentizie e ghiaia dai vicini monti.
Questo fenomeno aveva aumentato il livello medio delle acque e reso impossibile la coltivazione dei terreni intorno al perimetro lacustre. Questo spiega le possibili richieste di intervento da parte della aristocrazia terriera locale (albense e marsa) e la realizzazione del progetto cesariano, mai portato a termine per la morte dello stesso imperatore. Nel 52 d.C. l'imperatore Claudio portava a termine, oltre che il prolungamento della via Valeria dal Fucino fino ad Ostia Atemi (la Claudia Valeria), il suo Emissario che regolerà gli incostanti livelli lacustri con un limitato prosciugamento del Fucino, prosciugamento che permetterà la coltivazione regolare delle terre emerse.
Un lavoro colossale per l'epoca voluto dall'imperatore, basato in parte, come abbiamo già detto. su un precedente progetto cesariano, allo scopo di rendere coltivabile l'area intorno al lago e di rendere maggiormente navigabile il Liri. Lo scopo di Claudio non era quello di prosciugare il lago (siccare) ma quello di emittere (Dione Cassio) cioè di rendere stabilmente coltivabili le terre intorno al lago. Della grandiosa opera romana parlano Plinio il Vecchio, Svetonio, Tacito e Cassio Diane (l-II secolo).
La durata dei lavori fu di ben 1l anni, dal 41 al 52 d.C., con l'impiego di 30.000 opcrai. Ma le difficoltà sono ben espresse da Plinio il Vecchio, l'unico testimone oculare dell'impresa, con l'accurata descrizione del traforo, dell'estrazione dei materiali di risulta dai pozzi con apposite macchine, la galleria scavata nella solida roccia nella quasi totale oscurità; cose che colpirono lo studioso romano «quce neque concipi animo nisi ab iis, qui videre. neque enarrari humano sermone possunt!» (ti: it.): «che non possono essere concepite se non da chi le vide, né il linguaggio umano è capace di descriverle!».
Una stima credibile del numero degli operai che lavorarono nell'interno del condotto idraulico si può riconoscere nel numero di 2.400 unità e solo con il concorso di militari, curatori, artigiani, direttori ed affossatori del canale a cielo aperto si può raggiungere la somma di 30.000 uomini descritta da Svetonio. La prima inaugurazione del 52 d.C. con la grandiosa naumachia, fu alterata dall afflus- so debole delle acque nella vasca d'ingresso quanto furono tolte le paratie lignee, ma sostanzialmente il deflusso fu lento e modesto, tanto da organizzare una seconda inaugurazione dopo che il direttore dei lavori claudiano, il liberto Narcisso, aveva approfondito le condotte di presa sul terrapieno.
La seconda apertura avvenne alcuni mesi dopo, coronata anch' essa da uno spettacolo gladiatorio, ma il maggiore afflusso fece sobbalzare il palco ligneo imperiale e provocò la rottura di parte della diga d'ingresso. Naturalmente i successivi interventi di restauro fino alla morte di Claudio, resero stabile l'emissario che assolse alla sua funzione di stabilizzare i livelli lacustri. Con Traiano abbiamo notizia di interventi sull' opera con i suoi lavori di restauro durati dal 114 al 117, restauri necessari che portarono a riparare, nell'interno del condotto sotterraneo, i danni provocati da una frana fra i pozzi 19 e 20.
Dell'impresa idraulica di Traiano sul Fucino abbiamo ad Avezzano una testimonianza diretta da un'iscrizione su base marmorea ricavata sotto l'altare maggiore della ricostruita chiesa collegiata di San Bartolomeo di Avezzano, di cui abbiamo conoscenza a partire dal 1651. In essa vengono ricordati i lavori dall'imperatore per il miglioramento delle opere di prosciugamento del Fucino e per aver recuperato i terreni rioccupati dal lago dal cattivo funzionamento delle opere di presa: Imp. Ca:sari.Divi / Nervale.Fil.Nervale / Traiano.Optimo / Aug.Germanico / Dacico.Parthico / pont. max. trib. pot.XXI.im[p.xIIj / coso VI. patri. patria: / Senatus.Popolusq.Rom[anll5) /ob. Reiciperatos. agros.et. possess [ores. reductos] / quos.lacus. Fucini. violen[tia.exturbaratj212 (ti: it.): "All'imperatore Cesare, figlio del Divo Nerva, Nerva Traiano Ottimo Augusto Germanico Dacico Partico, Pontefice Massimo, munito di tribunizia potestà per la XXI volta, [acclamato imperatore 12 volte,] console per la VI volta, Padre della Patria, il senato e il Popolo Romano (dedicò) per aver recuperato i campi e [aver ricondotto] i proprietari che la violenza del lago Fucino [aveva cacciato]".
Non possiamo non immaginare che nei proprietari, possessores, di cui furono recuperati i campi invasi dalle acque fucensi, fossero anche gli Avidii e i Marcii albensi con i loro possessi presso l'Emissario". Solo con i sostanziali miglioramenti di Adriano che «Fucinum emisit» fra il 120 e il 137, si ebbe il prosciugamento di gran parte del lago ad esclusione della depressione del Bacinetto, depressione che rimase a testimoniare per tutta l'età antica l'esistenza del Fucino. Con i lavori adrianei fu realizzato il lungo canale all'aperto che dall'imbocco dell'Incile fu portato fino a quota 650, quindi ai bordi della depressione del Bacinetto (Borgo Ottomila) con una pendenza dell' l %.
Quindi fu Adriano che portò a termine l'opera di prosciugamento parziale del lago, tale da giustifìcare la frase di Elio Sparziano nella sua Historia Augusta che l'imperatore «Fucinum lacum emisit», A controllo dell'emissario, dall'età di Claudio fino al IV secolo, fu addetto un distacca- mento (Statio) di marinai (classiarii) della flotta pretoria di Ravenna, mentre la cura era affidata a procuratori imperiali. Di quest'ultimi conosciamo Onesimo e Nobile, due liberti imperiali incaricati di controllare il funzionamento dell'opera.
Del primo sappiamo che eresse sulla testata dell'Emissario all'Incile un piccolo tempio dedicato al culto della famiglia dei Cesari, ai Lari ed al Fucino: Onesinus.Aug(usti).lib(ertus). / procturator). /fecit.imaginibus.et. / Laribus. cultoribus / Fucini. Del secondo conosciamo l'iscrizione funebre che era murata nell'altare della chiesa di Santo Padre in Penna del "Cunicolo maggiore" dell'Emissario: Nobilis.proc(urator) / Augiusti) / hic.humatus. est. (tr. it.): "Nobile, procuratore dei Cesari (per l'Emissario) è qui sepolto't-!". Nel tardo impero, nella seconda metà del IV secolo, la Marsica fu interessata da un terribile terremoto che provocò, oltre le prevedibili distruzioni urbanistiche nei centri municipali, l'interruzione del canale di presa a cielo aperto ed il crollo delle opere sulla testata dell' lncile dell' emissario romano sul Fucino.
Le recenti ricerche di Carlo Giraudi dell' Enea hanno dimostrato che nel tardo impero romano il canale all'aperto fu diviso in due tronconi da due faglie provocate da un forte terremoto: la faglia più interna al lago provocò una contropendenza sul canale verso Pescina, causando il lento insabbiamento dello stesso. La data del terremoto è stata ora precisata dal Letta in un suo recente studio e collocata verso l'anno 375 come documentato anche dalle pesanti distruzioni segnalate a Benevento per questa data. La testimonianza di un terremoto che segnò la prima fase di abbandono dell'insediamento urbano sul finire del IV secolo, è attestata anche ad Alba Fucens, secondo il Mertens, in base a livelli stratigrafici datati da monete di Costanzo Il e Valente riferibili nell'arco compreso fra il 346 e il 367.
Il Letta ha invece dimostrato che i livelli stratigrafici e le monete datano il terremoto poco dopo la metà del secolo poiché nella città è presente un miliario di Magnenzio del 350-352 ed ancora nel 362 si dedicavano sul foro di Alba opere pubbliche, come documentato da una iscrizione colà rinvenuta: quindi il terremoto che determinò la fine del funzionamento regolare dell'emissario romano va datato fra il 362 e il 380 d.C.
L'Emissario fucense è certamente da considerare una delle più grandi opere idrauliche del mondo antico con il suo canale di presa a cielo aperto rivestito di pali di legno, il suo lncile monumentale, il canale coperto scavato nelle rocce del Monte Salviano e sulle argille dei Piani Palentini per una lunghezza di km 5,653 e dotato di ben 40 pozzi verticali, 10 cunicoli inclinati (discenderie) e testata di sbocco monumentale sul corso del fiume Liri a Capistrello. Lo sbocco sul Liri è ancora ben visibile in località Pisciacotta (Capistrello) con il suo alto fornice e il sentiero dell'antica via Traiana e Sorana sovrastante lo stesso con il suo ponticello legato sulla destra a scavalcare "il Fossato".
Ebbene sulla stesso lato, a destra, si notano i resti di una parete di roccia regolarizzata con tagli artificiali che, probabilmente, doveva in antico contenere un monumento celebrativo dell'impresa imperiale di Claudio. Le prime testimonianze sull'area dell' Emissario nel medioevo sono del IX secolo, ma fanno riferimento a documenti del secolo precedente, atti in cui l'area e definita col termine di Forme. Il primo documento è dell'anno 873, con la chiesa sancti Antimi ad Formas posta sul versante palentino, capistrellano, a contatto dei cunicoli maggiori dell' Emissario romano, di cui abbiamo successiva notizia nel settembre del 981-82, col nome di Sancti Antini in Vicu.
Nel settembre 1072, una nuova donazione a Montecassino accresce la vicina prepositura luchese con la cessione da parte di "nobili marsicani" del castello di Meta posto nella Val Roveto, della chiesa del Santo Padre del luogo che è detto Forme, la chiesa di San Donato posta sopra le stesse Forme, i possessi e gli uomini dipendenti della stessa località e della vicina Valle Fredda: «et ecc/esia sancti Patris in Iaea, ubi Forme vocantur; et ecclesia sane ti Donati supra ipsas Formas>>.
Le località sopra citate, sono riconoscibili nella discenderia maggiore dell'Emissario romano del Fucino nel Nucleo industriale di Avezzano (S. Padre), nel territorio posto fra Sant'Agnese di Capistrello, l'Emissario d'Avezzano e l'inghiottitoio carsico della Petogna di Luco (alle Forme), nella sovrastante montagna dell'Emissario, sul valico a quota 927 (S. Donato) e nella sottostante Valle Fredda di Capistrello, posta all'imbocco del Piano del Termine al confine con Luco. Nel XIII secolo l'area descritta, che prendeva il nome dai condotti discendenti dell'Emissario romano, cambiò il toponimo di «ad Formas» in Penna dal nome bassomedievale della distrutta città marsa d'Angitia-Anxa. Dell'importante chiesa del Santo Padre, «S. Patris pertinentiarum Penna» cosi citata dal Gattola nel '700, rimasta nelle mani della prepositura luchese fino al '500, non abbiamo attualmente che pochi resti all 'imbocco del restaurato Cunicolo maggiore dell'lncile. Nel 1979 l'area fu soggetta a lavori di scavo che riportarono alla luce frammenti di affreschi medievali e sepolture sottopavimentali altomedievali delimitate da tegole antiche messe di taglio.
L'ultima testimonianza della chiesa, è quella seicentesca del Febonio che la definisce «Grotta Santo Patre», descrive l'altare al Dio Padre con superiore affresco dedicato alla Santissima Trinità e lastra funeraria sottostante con l'iscrizione del procuratore imperiale Nobile. Qui lo storico avezzanese, leggendo male l'iscrizione latina (Nohilis progenies hic tumulatus est, invece di Nobilis procurator Augusti hic humatus est), descrive la storiella popolare che voleva in quella iscrizione il ricordo della tumulazione nel luogo di un aborto di Agrippina; aborto provocato dal forte scuotimento del palco imperiale, causato dall'ingresso violento e dannoso delle acque alla testata dell'Incile, durante la prima inaugura- zione del 52 d.C.







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