Vittoria Aaddari Petrucci

E' nata ad Ortucchio (L'Aquila), risiede ad Avezzano ed insegna nella scuola elementare di Corcumello.
 
Fin da ragazza, ha scritto poesie e racconti per sottolineare momenti e sentimenti particolari della sua vita, ma soltanto nel 1982, dopo aver ottenuto il premio dei finalisti, vincitori ex-aequo, alla XIV edizione del Premio nazionale "La Madia d'oro '81", ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo Essere donna, con prefazione di Vittoriano Esposito, nelle Edizioni dell'Urbe, per conto del " Centro di ricerche letterarie abruzzesi V. De Bartholomaeis " dell'Università dell'Aquila.
Il ricavato dei suoi libri è stato devoluto alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ed altre istituzioni di beneficenza.

Pubblicazioni, premi e segnalazioni.
- 1982 "Essere donna" 2' Premio "La Madia d'oro"
- 1986 "Bambini con noi" e 1988 "Tienimi per mano" pubblicati con il patrocinio
della Banca Popolare della Marsica.
- 1988 Premio Europa Cultura Bologna
- 1988-1990 1° Premio "Lo Zirè d'oro" L'Aquila (sez. dialetto)
- 1998 "Verso il sole lontano" 2° Premio "Città di Pompei 2000"
- 1999 Medaglia ENAM per meriti professionali, umanitari, letterari
- 2000 "Via Crucis Dalla parte di 'Lei', Maria"
- 2000 Segnalazione Concorso Poesia "V. Marcellusi" Faiete (TE )
- 2000 "Giubileo 2000 Io sono la Porta"
- 2000 1° Premio assoluto "Concorso Stiffe-Sinizzo" S. Demetrio (AQ sezione
racconti in dialetto
- 2001 "Briciole di specchio" IV Premio "S. Pele" Potenza (PZ) Finalista Premio
"F. Nuvolone" Caserta (CE)
- 2001 1° Premio "Lo Zirè d'oro" L'Aquila (sez. dialetto).
- 2002 "Alle Radici" - Note di fonologia e morfologia del dialetto di Ortucchio
- 2002 "Natale 1943" due atti in dialetto ortucchiese
- 2002 Premio "Versi per la vita" - Silloge inedita - Bari
- 2002 I Malocchje - Commedia in tre atti.
 
 
È animatrice del gruppo culturale "Alle soglie del tempo". Con le insegnanti appartenenti a questo gruppo ha realizzato due pubblicazioni "Perché dirlo sottovoce" e "Alle soglie del tempo".
Collabora con la rivista Marsica Domani.

Testimonianze su alcuni scritti
 
"Essere donna" ... un libro che ho letto con sincero interesse per la delicata poesia e la limpida sensibilità che la pervadono.
Giorgio Barberi Squarotti
 
E bello constatare come in questo mondo di ferro ci siano ancora "occasioni" di vera poesia, esempi di umana gentilezza, oltreché di capacità artistiche.
Anna Ventura
 
"Bambini con noi" me lo sono riletto un'altra volta e un'altra volta... ho ricevuto una boccata di aria fresca in una mattinata piena di sole... Un bagno meraviglioso d'infanzia...
Alessandro Dommarco
 
"Tienimi per mano"... La Petrucci è poeta autentico: ricchezza di sentimento, forza di mente, squisitezza tecnica.
Giovanni Pischedda
 
" Tripudia il canto di questa poetessa-insegnante per esaltare la donna padrona di se stessa, dei sentimenti, della vita.
Così la poesia s'ingemma di ardore, di vita, di lirismo acceso come il tramonto e spumeggiante come le onde del mare a riva. Eva o Madame Curie, Saffo o Anita, la donna è tale, fragile e ardimentosa, bella nella sua divina armonia, silenziosa e generosa e tenue, ma ambasciatrice sempre di umanità e di amore.
E, durante una "notte di stelle" quando il silenzio è amore e gioia, la poetessa chiude questa sua delicata silloge, perché la donna nella sua piena libertà possa amare, sognare, benedire il Creato ".
(Guido Massarelli in " Il pungolo verde ", periodico per scambi culturali italo-euro-americani )
 
"Ci sono echi plurimi di cose e pensieri e versi e incontri che riecheggiano nell'intreccio della raccolta poetica Essere donea di Vittoria Addari Petrucci, ma il tutto è amalgamato ed espresso mn sapienza espressiva e qualifica tutta la raccolta, intessuta a tratti di una pallida malizia che dà tono e colore ai vari componimenti.
Pensieri semplici, aritmetica di vita conteggiata, ogni verso infatti ha un rigore formale pur irradiato da un fascino quasi primitivo.
Tutta la raccolta, il suo "essere donna" è una problematica senza impennate, un fiume tranquillo, mai un'ombra o una minaccia di piena. Mi chiedo alla fine se questa linearità è prudenza o perfetta serenità che l'autrice vive e della quale ci fa partecipi. Ma più giustamente, siamo di fronte ad una poesia pulita, semplice e chiara, un messaggio di speranza in un mondo di valori perduti. E questo, indubbiamente, non è un merito da poco ".
(Franco Mannoni in " Silarus ")
 
" La straordinaria cosa che è un libro di poesia di una donna veramente e solamente tale e che lo dice a tutti con voce piana e suasiva. Attesa, A te, Mure e sole, con quel finale corposamente panico, l'indimenticabile Zabbù "patà ... fasciù", Con l'alito del vento.
E via leggendo Padre, Madre, una volta tanto smitizzati dall'alone che tutti i poeti mettono attorno al capo dei genitori, e son cose piuttosto risibili, infine, anche se comprensibili, visto che son padri e madri di tutti i giorni, per i quali non c'è proprio bisogno di sonar la grancassa: e il quadretto Atunno in città, che non forza assolutamente i toni. Ecco; una poesia che non forza per nessun motivo i toni: e cosi te la ritrovi tranquilla a fianco, senza nessuna voglia e volontà da parte sua di sopraffazione. E il lettore si domanda: Ma davvero?
E cosa è successo che non mi si rovesci astutamente sopra pesi e montagne di acutezze, di problemi, di sofismi, di rivendicazioni ? ".
 
(Alessandro Dommarco) 

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