Micron risponde alla crisi
Avezzano. La recessione economica sembra ormai alle spalle, ma continua a far sentire il proprio peso sul business della Micron. Un investimento da 2 milioni in arrivo dalla casa madre di Boise per rispettare il patto col governo italiano sul nuovo impianto Micron. Un andamento ciclico, caratterizzato da livelli di domanda altissimi nel periodo estivo e bassi all’inizio e alla fine dell’anno, sta creando problemi allo stabilimento avezzanese.
«Gli ultimi scenari», spiegano dalla direzione dell’azienda che produce dischi di silicio per le memorie «confermano la sfida che abbiamo davanti, ovvero la rimodulazione dei nostri processi aziendali in funzione della ciclicità del mercato. Ma stiamo ancora riflettendo e discutendo con il sindacato le modalità».
Il rallentamento della produzione interesserà circa quattro settimane: una a novembre, una a dicembre e due a febbraio. Tale aspetto sarà chiarito nelle prossime settimane: un nuovo incontro con i sindacati è previsto per il 6 ottobre.
Attualmente la domanda dei sensori prodotti dalla Micron è buona, ma le previsioni per i prossimi mesi non lo sono. Dalla Micron, però, hanno spiegato che qualunque strumento sarà scelto per evitare la cassa integrazione «non sono infiniti, e sono finalizzati a proteggere i posti di lavoro il più possibile attraverso la generazione di liquidità».
Per questo Micron sta continuando a lavorare sui piani di sviluppo «per superare congiunture e momenti di difficoltà contingenti». L’azienda ha affermato che sta rispettando i tempi dettati da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che agisce su mandato del governo, per accrescere la competitività del Paese sulla produzione di sensori e memorie. Per i progetti esecutivi sulla tecnologia a 300 millimetri, la cui produzione ad Avezzano rappresenterà una svolta, Micron ha rispettato le scadenze e investito circa 2 milioni.








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