La provincia istituisce un tavolo di concertazione per combattere la crisi delle patate
Avezzano. La provincia prova a sconfiggere la crisi delle patate con un tavolo di concertazione, del quale faranno parte: i membri della commissione ambiente, i rappresentanti degli agricoltori, le associazioni di categoria e le cooperative agricole. Ad stabilirlo è stata proprio la commissione ambiente, presieduta dal consigliere Benito Marcanio, che ieri mattina ha accolto nella seduta tutti i futuri membri del tavolo. Da subito i rappresentanti dei vari organi lavoreranno per la stesura di un documento da presentare alla Regione. Saranno le richieste degli agricoltori, le loro esigenze e le loro ambizioni, le argomentazioni che tratterà il tavolo di concertazione istituito ieri mattina in provincia.
Non solo crisi attuale, ma anche progetti volti alla valorizzazione del Fucino. Queste sono le proposte del presidente Marcanio che, dopo la riunione ha spiegato:"si dovrà operare su due fronti: da una parte attraverso interventi a sostegno dei coltivatori colpiti dalla crisi, dall'altra con una programmazione di settore volta a risolvere i problemi dell'agricoltura locale e a farla sviluppare". Alla seduta della commissione ambiente, svolta a porte aperte, hanno preso parte anche i delegati del comitato pro agricoltori Abruzzo e le associazioni di categoria, Cia, Coldiretti e Confocommercio, e le cooperative agricole della zona, Santa Sabina, La Serra e Opoa. Al centro della discussione non è finita solo la patata, e tutti i problemi che vi gravitano attorno, ma anche il mercato orticolo fucense che ormai verte in un cattive acque. A Filippo Rubei della Cia, che propone "più che cercare di mettere insieme elementi per costruire un progetto futuro si dovrebbero creare le condizioni per far si che il problema non si ripeti", ha fatto eco Dino Meschieri, di Coldiretti, che ha spostato l'attenzione sugli indennizzi regionali mai arrivati agli agricoltori. "Oltre alle procedure per combattere la crisi attuale", ha spiegato, "si deve chiedere al governo regionale di rivedere le domande per la siccità del 2007. In tal modo i contadini avranno un po’ di liquidità che gli permetterà di respirare". All'incontro, al quale era presente anche il vice presidente della provincia Oreste Cambise e l'assessore all'agricoltura Luca Angelini, non sono mancate polemiche circa la gestione passata delle politiche economiche e sull'assenza di una legge che imponga di vendere in Abruzzo prodotti regionali. Un accordo simile è stato proposto da Roberto Donatelli, presidente della Confcommercio: "un protocollo d'intesa per la vendita dei prodotti locali sulle medie distribuzioni nostre associate". L'incontro poi è andato avanti con le testimonianza dei rappresentanti del mondo dell'agricoltura, Antonio Santilli della cooperativa Santa Sabina, Davide Bonaldi de La Serra e Fabio Ciaccia dell'Opoa, che hanno parlato dei problemi che incontrano tutti i giorni e dei tanti debiti che dovranno affrontare a fine anno per le perdite del mercato.






















Commenti
la questione è una sola !!!!!
la questione è una sola !!!!! non è più sopportabile che girando per i magazzini dei cosidetti commercianti si debbano vedere file di sacconi jumbo provenienti da francia e germania e che poi escono dalla lavorazione con la dicitura di patata di produzione fucino. ma ci vuole tanto a far girare i nas e sanzionare, anche con la chiusura dell'attività, questi "dracula" della produzione che stanno succhiando sangue a chi si spacca la schiena giorno e notte.....
Nel libero mercato, e' una
Nel libero mercato, e' una fesseria dire "legge regionale che impone la vendita di prodotti abruzzesi". L'aiuto che può venire dalle istituzioni e' legato alla promozione dei prodotti anche attraverso le reti televisive nazionali, agli indennizzi legati ai problemi meteor malattie devastanti, ai bandi per la "distribuzione" di eventuali fondi europei e nazionali con ferma condanna, anche da parte degli stessi agricoltori, di chi specula per incassarli (vedi fittizie aziende agr x giovani che di fatto fanno altro e non danno nemmeno dove si trovino i terreni a scapito di chi vuole veramente intraprendere questa attività - a tal proposito la regione dovrebbe attivare controlli rigidi), promuovere tra gli agricoltori la necessita' di essere associati a cooperative per una seria programmazione di semina... Insomma molto dipende dagli stessi agricoltori e dalla forza e voce unanime che riescono ad elevare anche per "eliminare " quelle piccole realtà senza riferimenti certi che per paura di lasciate il prodotto sulla terra svendono a danno della comunità agricola intera!!
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