La Diocesi Marsa dopo il Concilio di Trento
di Matteo Colli
Il R.mo D. Matteo Colli, per grazia di Dio e della sede Apostolica vescovo dei Marsi [ ... ] davanti a questa Sacra Congregazione [riferisce] sullo stato della Chiesa marsicana e della sua diocesi, con ogni riverenza.
La diocesi marsicana confina ad occidente con quella Tiburtina e, dall'altro lato, con quelle diocesi che dividono lo Stato Ecclesiastico dal Regno di Napoli, e cioè la Sorana, l'Aquilana e la Sulmonese. La sua estensione è di circa 200 miglia italiche in circuito. La diocesi marsicana comprende 73 «castra», ville, terre ed «oppida»; un tempo la capitale di tutta la diocesi era Valeria, così detta dai Romani, poi devastata dai Goti e quindi chiamata Marsicum, dove si trova l'antica cattedrale dedicata a S. Sabina e si vedono ancor oggi le vestigia degli antichi monumenti, un teatro ed un acquedotto dell'acqua Marsia molto celebrata dagli antichi; quindi la provincia venne denominata Marsia, poiché in essa abitavano quei popoli che erano conosciuti col nome di Marsi, i quali combatterono con i Romani e, successivamente, costituirono la Legione Marsa, di gran fama presso gli antichi.
Tramandano gli storici che quei popoli fossero immuni dal morso dei serpenti, e nel loro territorio vi è il lago Fucino, che l'imperatore Claudio prosciugò attraverso la costruzione di un emissario.,I frutti della Mensa Episcopale ascendono a 1500 ducati, e fra due anni, per alcune migliorie e per il prosciugamento di alcune paludi del lago Fucino, ascenderanno a duemila. Tra i benefici rurali, preminenti sono quelli dell' Abbazia di S. Maria della Vittoria, dal reddito annuo di 1000 ducati di Regno Napoletano, posseduta dall'attuale vescovo ancor prima che egli diventasse ordinario della diocesi marsicana; il Priorato di S. Nicola de Ferrato, che raccoglie i bambini abbandonati, del valore di 800 ducati, posseduto da Nicolò Bufalino; l'Abbazia di S. Benedetto Marsicano, del valore di seicento ducati, tenuta dall' Abate Silverio di Celano; e l'Abbazia di S. Maria de Cellis,tenuta dall'Abate Pompeo Gregorio, del valore di 20 ducati; infine alcuni altri benefici del valore di 100 ducati. I benefici curati sono 96. In terra di Celano vi è la Prepositura della chiesa collegiata di S. Giovanni Battista, i cui frutti ascendono a 400 ducati. In questa chiesa vi sono otto Canonici e prebende, e tre beneficiati senza canonicato e prebenda [00 .].
In Avezzano si trova la Collegiata di S. Bartolomeo, ed in essa vi sono l'Abbazia con cura d'anime e otto Canonici con prebenda; i frutti dell' Abbazia ascendono a 200 ducati e i singoli Canonicati e prebende ad altri cento ducati annui per l'unione di molti benefici semplici di quel territorio, decisa dal precedente vescovo e realizzata dall'attuale. In terra di Cese vi è la chiesa di S. Maria, eretta dal R.mo predecessore, e in essa vi sono sei Canonici ed un Arciprete. Risulta unita alla Mensa episcopale.
In terra di Scurcola esiste la Collegiata della SS. Trinità, costruita da quella università e dagli abitanti del luogo per comodità del popolo; ad essa furono annessi i frutti delle chiese di S. Egidio, di S. Tommaso e di S. Silvestro, e alla medesima chiesa vennero uniti alcuni benefici semplici esistenti nel territorio di detto luogo. In essa vi è un' Abbazia con sette Canonicati e prebende, oltre a tre chiericati e due dignità, una della Cantoria, l'altra del Maestro di scuola, chiericati e dignità eretti dall'attuale vescovo dei Marsi [00.]; l'Abbazia ha un reddito annuo di 200 ducati, i Canonicati e le prebende di 100 [ ... ]. In Magliano vi è la collegiata sotto l'invocazione di Santa Lucia, ex abbazia, col reddito di 70 ducati;e sei Canonicati e prebende, del valore di 50 ducati ciascuno.
In Albe esiste la collegiata di S. Nicola, ex abbazia, e sei Canonicati dal reddito annuo analogo al precedente. In terra di Trasacco vi è la collegiata di S. Cesidio, ex abbazia, con cinque Canonicati. Il reddito è simile al precedente. In Ortucchio vi è la collegiata di S. Maria, exPrepositura del valore di 50 ducati annui, e [ ... ?] Canonicati dal reddito annuo ugualmente di 50 ducati. In Ortona esiste la collegiata di S. Giovanni, ex Prepositura, e cinque Canonicati dal reddito annuo che non raggiunge i 20 ducati, per cui sarebbe utile unire ad essi alcuni benefici semplici siti in quel territorio.
Nella altre chiese dei restanti luoghi il servizio è svolto da semplici preti secondo le loro qualità e consuetudini, ma in tutti nel rispetto dei Capitoli sinodali. Il clero dell'intera diocesi assomma a circa 500 persone, tra le quali 200 servono ed hanno cura d'anime.Questa diocesi ha da poco recuperata la propria giurisdizione sulla chiesa di Celano e sulla terra di Luco [ ... ?]; ma rimangono aperte le cause circa la giurisdizione sulla terra di Rosciolo, che si trova ai confini di questa diocesi, sulla quale il Monastero di S. Salvatore Maggiore pretende avere giurisdizione e godere dei frutti e privilegi. Il Capitolo di S. Giovanni in Laterano pretende avere giurisdizione sulla terra e sulla chiesa di S. Eugenia [ ... ].
Tutte le chiese, eccetto quella di Avezzano, sono costruite in ottima forma, in esse il servizio si svolge come nelle chiese dell'alma Urbe. In diocesi vi sono 25 luoghi, nei quali vi sono assemblee (contonies).
Nella città di Pescina, nella quale è stata trasferita la chiesa cattedrale, esiste un monastero di Monache dell'ordine di Santa Chiara, nel quale vivono 35 persone con i redditi del monastero stesso, in modo pio e devoto. In terra di Tagliacozzo vi è anche un convento di monache dell'ordine di S. Benedetto, nel quale abitano circa venti persone. A questo monastero incombe il peso delle anime, che viene esercitato da quattro cappellani «ad nutum amovibiles». L'Abate di Montecassino pretende la giurisdizione su questomonastero [ ]. Pende lite nella Sacra Rota contro detto Abate [ ].
In diocesi dall'attuale vescovo fu eretto il Seminario secondo le disposizioni del Concilio di Trento; in esso si trovano otto scolari ed un precettore, che vivono con i redditi derivanti dall'unione di alcuni benefici semplici, che ammontano a cinquecento ducati; tuttavia i redditi del Seminario non ascendono a più di 200 ducati[ ... ?]. In esso si tiene una scuola pubblica [ ... ?], frequentata da oltre cento scolari. Nella medesima diocesi vi sono 17 Monasteri maschili, cinque di Cappuccini, e altri appartenenti agli ordini dei Domenicani, degli Osservanti, dei Carmelitani e dei Predicatori [ ... ]. La chiesa cattedrale fu trasferita dalla f.m. di Gregorio XIII nella città di Pescina dall'antico luogo, sito a circa due miglia campestri, e per la maggior parte fu edificata ex novo in quest'anno 1594; la sua forma è decorosa e capace. Nella stessa chiesa cattedrale esistono l'Arcidiaconato con cura d'anime e dieci Canonicati e altrettante prebende, dal reddito annuo di 60 ducati ciascuna. Ivi si osserva il costume di assegnare a ciascun Canonico, al momento della sua ammissione, una parte della massa comune di grano e vino, se sia sud diacono la terza parte, se sia diacono la metà, e se prete la parte intera; ed oltre alla massa comune, ciascuno ha una prebenda distinta.
Il Palazzo episcopale fu ridotto a comoda abitazione del vescovo l'anno passato, accanto alla chiesa cattedrale. Prima non esisteva abitazione per il vescovo. Furono applicati dei proventi alla chiesa cattedrale per la spesa della cera, dell'olio, della fabbrica della chiesa e del Palazzo, per i quali venne eletto un Depositario. Tutti i cittadini seguono benevolmente il loro Prelato; la patria è sana e fruttifera; qualche volta, nella stagione invernale, nevica abbondantemente e fa un gran freddo.
In terra di Scanzano l'attuale vescovo ha eretto la nuova chiesa di S. Cipriano, in cui vi è un Abate e due Canonici; unì le due chiese parrocchiali e due benefici semplici [ ... ]. In «oppido» di Pereto eresse una nuova chiesa al centro del paese, e ad essa unì le due chiese parrocchiali e due benefici semplici, affidandola ad un Arciprete e a due Canonici [ ... ]. E in ogni cosa si è sempre servito del consenso di due deputati secondo le norme del Sacro Concilio di Trento.
(Il testo originale in latino della Relazione Ad Limina scritta il 12 gennaio 1595 dal Vescovo dei Marsi è conservato presso l'Archivio Diocesano dei Marsi; la versione italiana è tratta dallo studio di Angelo Melchiorre «La Diocesi dei Marsi dopo il Concilio di Trento», pubblicato in «Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria», annata LXXV, L'Aquila 1985)



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