Bloccato il mercato orticolo nel Fucino. Prosegue la protesta contro il crollo del prezzo delle patate

Avezzano. Insalata, radicchio, patate e carote rimangono invendute e mettono ko il mercato orticolo fucense e creano ingenti danni economici agli agricoltori che sono pronti a interrare i prodotti invenduti dopo il deterioramento. Prosegue intanto la protesta degli agricoltori contro il vertiginoso calo del prezzo delle patate. Programmati per la settimana nuovi incontri, uno dei quali si terrà il 4 nella sede della provincia in via XX settembre, e un'ondata di scioperi che dovrebbe partire al massimo tra tre giorni se le cose non cambieranno. Sulla crisi delle patate è intervenuto anche il consigliere regionale Giuseppe Di Pancrazio (Pd), che chiede l'intervento delle istituzioni, in primis l'Arssa, e Dino Rossi del Cospa Abruzzo che suggerise alla Protezione Civile di acquistare prodotti del Fucino per rifornire le tendopoli.

 Ringraziano i politici per l'impegno, ma chiedono azioni concrete per uscire dalla crisi e annunciano manifestazioni e proteste. Così i membri del comitato pro agricoltori Abruzzo affrontano questa grave crisi che si è abbattuta sul mercato delle patate e, stando alle ultime notizie, anche su quello del resto degli ortaggi coltivati al Fucino. Dino Iacutone, presidente del Consorzio di bonifica fa un quadro della situazione e preannuncia ulteriori disagi in vista per gli agricoltori. "La situazione è catastrofica", ha spiegato. "Tutti aspettavano settembre per poter vendere e invece fino ad oggi non si è venduto niente. Il mercato dell'insalata, del radicchio, delle patate e delle carote è fermo. Va meglio per i pomodori, per i cavolfiori e per i finocchi. Purtroppo però se gli ortaggi non vengono venduti si deteriorano e quindi gli agricoltori dovranno provvedere a sotterrarli, con una grave perdita economica".

Il mercato fucense attualmente riesce a vendere solo finocchi, a 8.000 euro, pomodori e cavolfiori. Per le patate invece rimangono gli stessi problemi della scorsa settimana. Durante l'incontro di sabato tra agricoltori e rappresentanti istituzionali, sono stati spiegati i motivi e le difficoltà che ogni giorno si incontrano lavorando a Fucino. Non ci sono state illusioni, ma semplicemente promesse di risolvere al più presto questi problemi. "I membri del nostro comitato sono divisi in due parti: c'è chi non crede alle parole dei politici e chi invece vuole scioperare come fecero i contadini nel 1978, ad oltranza pur di ottenere quello che chiedevano", ha dichiarato un membro del comitato pro agricoltori Abruzzo. "Noi ringraziamo il Senatore Filippo Piccone, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane e tutti i politici per l'impegno che stanno mettendo in questa vicenda, però abbiamo bisogno di azioni concrete. Aspetteremo altri tre giorni e poi, dopo l'incontro che avremo con i rappresentanti della provincia, decideremo come manifestare". Il comitato pro agricoltori Abruzzo, formatosi proprio a seguito di questa grande crisi del mercato fucense, ha già raccolto molti consensi tra i coltivatori marsicani. Gli incontri programmati e la grande partecipazione hanno incoraggiato i responsabili che ora pensano ad un'associazione che li tuteli. "Le associazioni di categoria nel nostro territorio non funzionano molto bene", hanno continuato. "Loro dovrebbero aiutarci e invece le notizie le dobbiamo apprendere autonomamente. Per questo abbiamo pensato di creare un'associazione tutta nostra, operativa e al servizio di tutti. Intanto rivolgiamo un appello a tutti i coltivatori: partecipate perché se siamo uniti possiamo far sentire meglio la nostra voce". Sulla caso del prezzo delle patate è intervenuto anche il consigliere regionale del Pd Giuseppe Di Pancrazio che si appella alle istituzioni auspicando: "maggiore progettualità verso uno dei settori più importanti dell'Abruzzo interno e per questo l'Arssa dovrebbe attivare tutte le misure possibili che la normativa regionale prevede per aumentare la produzione e programmare la commercializzazione della vastità dei prodotti orticoli che il Fucino fornisce. Nessuno", secondo il consigliere, "si interroga su come farà ad andare avanti la nostra agricoltura senza il reinserimento delle risorse nazionali destinate ai bacini idrici? O perché i prodotti del Fucino non vengono trattati alla stregua dei vini della costa, proponendo anche per questi il famoso marchio di qualità? E infine perché la regione non fa lavorare il famoso distretto agroindustriale della Marsica, organo deputato e disegnato alla lavorazione e commercializzazione dei prodotti?". Anche Dino Rossi del Cospa Abruzzo ha una proposta in merito alla crisi delle patate. Secondo lui infatti "la Protezione Civile dovrebbe ad acquistare i prodotti della Marsica da destinare alle tendopoli aquilani per poter aiutare gli agricoltori del Fucino e per fornire agli sfollati un prodotto sano e genuino".

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