La cronaca di Riccardo da San Germano
Note storiche della Contea di Celano (1191-1240)
di Fiorenzo Amiconi
Con un po' di ritardo, grazie all'amico Lamberto Ciofani, sono venuto alla conoscenza dell'esistenza della prestigiosa casa Editrice Fancesco Ciolfi di Cassino e delle sue ottime pubblicazioni. Un grande plauso, senz'altro merita, da parte nostra, tale nobile istituzione che esattamente 10 anni fa, nel 1999, pensò bene di pubblicare nella " Collana di studi storici medioevali "(1), l'importantissima e rarissima opera dello storico Riccardo da S. Germano ( l'odierna Cassino n.d.a.), ottimamente tradotta in italiano da Giuseppe Sperduti, dal titolo: " La cronaca" opera fondamentale per chi vuole conoscere da vicino la storia del Sud Italia dal 1189 al 1243.
In questo prezioso volume infatti, apprendiamo le notizie di prima mano riguardanti la storia della contea di Celano in special modo quelle legate alla tremenda distruzione della città castellana, alla "damnatio memoriae" del nome di Celano mutato in Cesarea ed infine alla triste deportazione dei suoi abitanti in Sicilia ed a Malta voluta dall'imperatore Federico II come duro monito per quanti avessero osato sfidare la sua persona ed il suo potere.
Data la grande importanza che queste notizie rivestono non solo per la storia della nostra subregione marsicana, integralmente si riportano:
1191
"[ ... ] e allora per le terre del Conte Pie-/tro da Celano, sotto la sua fidata guida uscendo dal Regno( è l'imperatore Enrico VI figlio di Federico Barbarossa n.d.a.),/ritornò in Germania nel mese di settembre. [ ... ]"
1194
"[ ... ]L'imperatore,poi, il giorno/di Natale, tenendo a Palermo una riunione generale, per/consiglio di Pietro, conte di Celano, fece prendere la detta/regina e suo figlio, molti prelati e baroni del regno, che egli/riteneva traditori, e di essi alcuni privò degli occhi, altri destinò ad essere bruciati, altri impiccò ed altri ancora mandòlin esilio in Germania. Allora l'Imperatrice ( Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II il Normanno n.d.a.) in Jesi nelle Marche generò ( il 26 Dicembre n.d.a.) un figlio di nome Federico. [ ... ]( la morte lo colse a Fiorentino di Puglia il 13 Dicembre 1250 n.d.a.)"
1197
"[ ... ] L'imperatrice, che sta a Palermo, in veste nera/per la morte dell'Imperatore suo sposo (deceduto il 28 Settembre 1197 n.d.a.), provvedendo alla pace e quiete del regno, cacciò via dal regno Marcoaldo, si-/niscalco dell'impero con tutti i Tedeschi e lo costrinse con/giuramento a non ardire di entrare nel regno o a rimanervi/senza suo ordine. Ed egli, passando con lettere dell 'impera/trice e con il salvacondotto nella Contea del Molise, che al-flora si chiamava Marca ed era per lui, avendoglielo concesso/l'imperatore essendo morto Moscancervello, con il salva condotto e la sicurezza dei cardinali e del Conte di Celano, sopra ricordato, cui per questo aveva ceduto Vairano, lasciato nella stessa Contea del Molise i suoi castellani e bauli, pas-/so alla Marca di Ancona soggetta al suo dominio, dove con i seguaci fece molti mali.( ... ) L'imperatrice ordina che suo figlio, lasciato nelle Marche nella città di Jesi/sotto la custodia del suddetto Conte di Celano, del Conte di/Loreto Berardo e di Conversano, fosse condotto da lei nel/Regno e fosse fatto passare dalle Puglie alla Sicilia ( Costanza d'Altavilla mori il 28 Settembre 1198 n.d.a. ).[ ... ]"
1199
"[ ... ] In questo momento il conte/della Marsia, Pietro Celani venne nella Terra di Lavoro. [ ... ]"
1200
"[ ... ] L'abate, che stava nella/stessa città, riparò ad Atina in mezzo alla fuga con suo fra-/tello Gregorio e di là si recò nella Marsia per chiedere aiuto/da parte del popolo al conte di Celano. Ma negandoglielo/costui, si recò fiducioso da Rinaldo Sinibaldo, che gli conse-/gnò copiosamente tutto il suo denaro, con il quale nutri al-/cuni servi e balestrieri, con i quali, ritornando attraverso/luoghi montani, entrò di notte nel Monastero [ ... ] E il suddetto Diopoldo nel mese di giugno a Venafro si az-/zuffa con il Conte di Celano e lo mette in fuga con una bat-/taglia campale e prese suo figlio Bernardo, che portò prigio-/niero a Roccadarce.[ ... ]"
1201
Gualtiero di Brenna viene inviato nel Regno in odio/dei Tedeschi dal papa Innocenzo e, azzuffandosi con lo stes-/so Diopoldo nei pressi di Capua, ilIO del mese di giugno lo/sconfisse e lo mise in fuga. E di là venendo a Teano, che era/della sua fazione, con Rinaldo, allora arcivescovo di Capua (2),Ifiglio del Conte di Celano, si recò con il medesimo a Presen-/zano, dove andandogli incontro il suddetto abate di cassino,landarono insieme e andarono a Venafro, che lo stes-/so Diopoldo governava. Per timore il suddetto conte di Cela-/no si alleò proprio con il conte di Brenna e finalmente la/stessa città fu bruciata da parte dell'abate e di Malgieri di/Sorella nella vigilia di S. Giovanni Battista, mentre la Rocca/superiore era tenuta da Diopoldo.[ ... ]"
1202
"[ ... ]E per combattere il suddetto Con-/te il nominato Gualtiero di Palear con il fratello/Conte maierpo, con i conti Diopoldo e Oddone di Laviano,lriunite da ogni parte le soldatesche per il pretesto che diceva/che il conte stesso era del re e del regno ingaggiò con il me-/desimo una battaglia campestre a Canne, il suddetto cancel-/liere con il nominato Diopoldo fu sconfitto e messo in fuga/dallo stesso conte il 6 ottobre, essendo stati catturati molti/di loro e alcuni uccisi con la spada. E furono catturati anche/nel primo scontro coloro, che erano presenti, cioè Sigfrido/fratello di Diopoldo, il detto Oddone di Laviano e Pietro di/Celano, che era chiamato conte di Civitate.Essi poi uscirono con la fuga[ ... ]"
1205
[ ... ] Allora il suddetto Conte di Celano, che era entrato/nella città di Alife e assediava virilmente la rocca della città,lessendo pronto con l'aiuto di Diopoldo, saputo della cattura/del conte Gualtiero, incendiata la città partì da Alife. [ ... ]"
1208
[ ... ] Allor vene-/do da lui i Conti Pietro da Celano e Riccardo di Fondi, con/essi trattò del soccorso da dare al re Federico e della dife-/sa del regno nel modo seguente:
Che li stessi Conti siano i capitani, cui tutti debbo-/no obbedire da Salerno a Ceprano, come il tratto di terra si/estende da mare a mare, salvo lo statuto regio, col quale il/Conte di Celano fu creato Giustiziere delle Puglie e di Terra/di Lavoro, e salvo ancora l'ordine regio, che fu consegnato al/Conte di Fondi dalla città di Napoli perché egli sia speciale/governatore della sua città, intelligenfdo ciò quanto alle fac-/cende della ,propria città; ma quanto al soccorso da dare al refe alla difesa e alla pace del Regno, tutti intendano/comunemente questi due principi. Tutti coloro che riceve-Iranno questo comando, mantengano vicendevolmente la/ pace tra loro, e se qualcuno venisse offeso da un altro, non/offenda subito di nuovo il medesimo, ma sporga querela a/detti conti, che secondo ragione e secondo la consuetudine/del regno la facciano pagare. Coloro, invece, che non vollero/accogliere quest'ordine o lo ricusarono, siano stimati come/nemici pubblici e vengano combattuti dagli altri. Siano in-/viati in aiuto del re duecento soldati fino al 1 settembre e/restino per un anno a spese di coloro, dai quali furono in-/viati. Siano poi distribuiti secondo il volere degli estimatori,!che sceglieremo specialmente per questo, dopo aver valutatoli dovuti servizi e le ricchezze dei conti e baroni ed anche/delle città.[ ... ] Quell'anno il detto Conte di Fondi/conquista Capua con l'autorità e le forze del Conte Leopol-/do, chiamato dai capuani in odio del detto Conte di Celano,!il cui figlio Rinaldo era arcivescovo della stessa città[ ... ]"
1211
"[ ... ] E a Federico, mandato da parte del Monastero Stefano detto della Marsia,!allora Camerario di Cassino, ottenne per ordine di papa In-/nocenzo lettere e un ordine da parte del re ex castellano del/la suddetta Rocca, perché la restituisca al Monastero di Cassino.[ ... ] "
1212
" [ ... ]Mori Pietro, conte di Celano,! preso da languore.[ ... ]"(3)
1215
"[ ... ] Tra/questi essendoci uno noto al ponteficie, un certo Stefano/della Marsica, di cui parlai più sopra, dopo che seppe che/l'elezione era divisa, lo elesse ad abate graziosamente, come/gli piacque, per i medesimi. Costui, ritornando al/Monastero, fu accolto con onore dai monaci e dal popolo.[ ... ]"
1220
Il papa Onorio nel mese di giugno si reca da Viterbo/a Roma vecchia, ma verso la fine di settembre ritorna a Vi-/terbo e quindi a Roma. Federico re, chiamato dal papa, ven-/ne a Roma a prendere la corona con la consorte Costanza,!avendo lasciato in Germania il figlio Enrico, e tutti e due nel/mese di novembre nella basilica del principe degli Apostoli/vengono recinti del diadema imperiale abbastanza pompo-/samente, accolti con tutto il favore e onore dei Romani.E/alla incoronazione loro furono presenti Stefano, abate di/Cassino, i conti Ruggero dell' Aquila, Giacomo di san Seve/ro, Riccardo da Celano e alcuni del Regno, andando/dall'imperatore per averne il favore e gli regalarono i denari/che avevano, il quale denaro l'Imperatore elargì ai germanio/che ritornavano in Germania. Allora anche Tommaso, conte/del Molise, inviò suo figlio dall'Imperatore per ottenere il/suo favore, ma, non potendolo ottenere, si ritirò nella Rocca/di Magenolfo ( è l'dierna Roccamandolfi in provincia di Isernia n.d.a.) contro lo stesso Imperatore, avendo lasciato la/sposa nella rocca di Boiano con tutte le sue cose. [ ... ]"
1221
"[ ... ]All'imperatore si arrese Boiano, dove essendosi riuniti i ba-/roni, che avevano dato una mano all'imperatore contro/Tommaso, conte di Celano e del Molise, il conte in persona,!gettandosi su di loro, li mise in fuga, bruciò Boiano e ne for-/tificò la rocca, provvedendola dei viveri, conducendo con sé/alla rocca di Magenolfo la contessa sua sposa. Ma il suddet-/to conte di Acerra, avvicinandosi alla rocca di Boiano con/l' esercito imperiale, è costretto ad assediarla, ma la ottiene/per l'imperatore dopo varie trattative; quindi prepara l'asse-Idio della Rocca di Magenolfo, in cui si era rifugiato il suddet-/to conte Tommaso ( di Celano e Molise ).[ ... ] Si arrende/all'imperatore Celano, rifugiandosi alcuni nella sua torre e/in Obinolo ( è l'dierna Ovindoli n.d.a.) altri fedeli al conte del Molise; perciò gli abitan-/ti di Celano chiamano in loro aiuto l'esercito dell'imperato-Ire con il quale, pur assalendo virilmente la stessa torre, non riuscirono a prenderla.[ ... ]"
1222
[ ... ]11 Conte/Tommaso da Celano, quantunque fosse assediato stretta-/mente, sotto guida fedele attraverso luoghi montuosi giunse/al castello, che occupava il cugino Raniero d'Aversa, dal/quale ricevuti pochi cavalli e uomini, entra di nascosto in/Obinolo, e di là venendo contro Celano con i suoi, spinto/dalla speranza di coloro che lo soccorrevano e conoscevano/il suo arrivo, all'alba assale gli imperiali, che erano dentro/Celano e assediavano la torre accanitamente, e alcuni di essi/mise in fuga, catturò molti e li mise in carcere; e allora ca-/va1ca per tutta la Marsica, la saccheggia, brucia Paterno, e/riunisce tutto il necessario per vivere in Celano. E saputasi/la cosa dal detto conte di Acerra, lasciati pochi all'assedio/di Rocca Magenolfo, con Stefano, abate di Cassino, e Rinaldo, arcivescovo di Capua, marciò contro il conte medesimo/e contro Celano; lo stesso arcivescovo, preso durante la stra/da da improvviso malore, morì. Il suddetto conte del Molise/fu stretto d'assedio dal conte di Acerra e Celano fu assediato/dal di fuori. L'imperatore trionfa su Mirabello in Sicilia e a/lui e ai suoi fece pagare il fio dei danni commessi.Le truppe/di Napoli e di Gaeta, fomite di corazze e scudi, vanno con-/tro Celano. Il suddetto conte di Acerra ritorna ad assediare/la Rocca Magenolfo. Allora la contessa, non potendo più a/lungo o ccuparl a, ricevuto dal suddetto conte di Acerra la si-/curezza delle persone e cose per sé e i suoi, restituì per l , Im-/peratore allo stesso conte la rocca di Magenolfo, che poi fu/abbattuta dalle fondamenta. [ ... ]"
1223
"[ ... ] L'imperatore,/avuto il permesso del papa, ritornando nel regno e passando/per Sora, va a Celano, dove facendo venire la contessa del/Molise, che ancora era rimasta nella Rocca di Maginolfo,e/suo figlio, li fece parlare con lo stesso conte, perché si arren-/dessero all'imperatore. Ma non potendo ottenere ciò, ordinò/che si fortificasse moltissimo e si custodisse il Colle di S./Flaviano; egli stesso si trasferisce nelle Puglie per ritornare/di qui in Sicilia, avendo lasciato nelle mani di Enrico di/Morra, amministratore della Giustizia, la predetta contessa e/suo figlio. Dopo la partita dell' Imperatore, mentre ancora/questi operava nei territori delle Puglie, si venne a patti tra/Cesare e il conte del Molise per opera della Chiesa di Roma/in questo modo: lo stesso conte con le persone e cose, chef aveva, uscì sicuro dal regno, dando a Cesare, Celano, Obi-/nolo e le altre fortezze che aveva, per patto fu riservata la/Contea del Molise alla Contessa sua sposa. Allora avvenute/così queste cose, il suddetto conte con i suoi si portò a/Roma, la Contessa ricevette la contea del Molise, si ordina/agli abitanti di Celano di non abitare in clausura, uscendo/dai loro abituri con tutte le suppellettili. E, uscendo essi, Ce-/lano è tutto distrutto e bruciato, rimanendo in piedi la sola/Chiesa di S. Giovanni; e così, cambiato nome, ciò che prima/si chiamava Celano, in seguito si chiamò Cesarea. Onde in/versi un tale cantò:
" Celano perde le forze, il nome e gli auspici, è chiamata Cesarea, perché distrutta fu rea".
Fu chiusa la Serra sopra Celano e da questo momen-/to gli abitanti di Celano uscirono dai loro territori, né fu più/loro concesso di abitarvi, perciò bisognò loro di emigrare in al-Itri luoghi.[ ... ] Il! quale ( è l'imperatore n.d.a.) ridusse a demanio la Contea del Molise, perché il con-/te del Molise, chiamato dal maestro Giustiziere Enrico di/Morra, non volle presentarsi a lui per l'amministrazione del-Ila Giustizia.[ ... ]Per ordine dell'imperatore Enrico di Morra/richiama gli abitanti di Celano dispersi qua e là, e, tornati, li/cattura e li spedisce in Sicilia. L'imperatore li manda a /Malta.[ ... ]"
1224
"[ ... ] Per ordine dell'Imperatore Enrico di Morra/richiama gli abitanti di Celano dispersi qua e là, e, tornati, li/cattura e spedisce in Sicilia. L'Imperatore li manda a/Malta. [ ... ]"
1226
" [ ... ] Quest'anno il lago della Marsica, detto Fucino, gelò talmente,!che gli UOmInI VI camminavano sopra, i buoi vi trascinavano/travi e altra legna necessaria alla cucina [ ... ]"(4)
1227
"[ ... ] Gli abitanti di Celano, che erano/tenuti prigionieri in Sicilia, sono tutti liberati per ordine
dell 'imperatore. [ ... ] Intanto sono presi ostaggi da/tutta la Marsica. Si pongono il castellano e i servi nella for-/tezza di Gaeta. [ ... ]"
1228
"[ ... ] Il suddetto Maestro Fe-/derico e Federico Berardo da Celano, chiamati dal papa, si/recano da lui e uno di essi, cioè Federico Berardo accetta in/Roma la cura della Chiesa di san Gregorio; l'altro, invece,!rifiuta l'abbazia di Farfa.[ ... ] Ma non riuscendo a trattenere il duca dalle/imprese incominciate, lo stesso papa pensò di spedire contro/di lui e i regnicoli una schiera di soldati, affinché, scompigliata la quiete del regno, ciò che il duca volontariamente/non volle fare, fosse costretto con la forza a fare, cioè andar/(via dalle Marche, che fino a Macerata egli aveva sottomesse/al comando dell'imperatore. Infatti, riunite le forze da ogni/parte della Campagna Marittima, approntò un esercito,!cui mise a capo il suo cappellano, Pandolfo di Anagni, che/allora era il suo legato, e i conti che erano stati scacciati dal/regno, Tommaso da Celano e Ruggero dell' Aquila, capitani/e conduttori di eserciti.
1229
Costoro, segnati dalle Chiavi, il giorno 18 del mese/di gennaio attraverso Ceprano nel Regno presero con la for-/za Isoletta, che era la porta del regno, che un certo Adenolfo/Balzano governava al posto dell'imperatore, avendola pri-/mieramente espugnata e non potendo ormai tenerla. Bartolomeo di Supino, che occupava il castello di San Giovanni/incarico, e Riccardo, figlio del signore dell' Aquila,!che era Signore di Pastena, per paura si diedero spontanea-/mente alla Chiesa. E, facendo passare l'esercito attraverso il/fiume Sacco, si diresse a Fondi, che strinse d'assedio, aven-/do posto lì accanto l' accampamento; [ ... ]L'esercito papale, che portava le chiavi sui vessil-/li, cercò di assalire Roccadarce, in cui era il castellano Rao-/ne di Anzio invece dell'imperatore, ma non riuscendo a/prenderla aveva dato alle fiamme le ville intorno, ritornò a/Ceprano non senza grave danno. E allora alcuni dell'eserci-/to, scorrendo per la terra di S. Benedetto, saccheggiarono i/villaggi di Rivo, di Vitellaro e le chiese di S. Pietro e di S./Paolo della Foresta, avendo posto in non cale il timore di/Dio. Il 3 dell'entrante mese di marzo, di sabato, l'esercito/papale, oltrepassata la città di Equino, entra nella terra di/S. Benedetto con i predetti fuoriusciti e, prendendo a/viva forza il castello di Piedimonte, benché coloro che vi era-/no dentro avessero resistito secondo le loro forze, destinaro-/no a custodirlo 40 giovani dello stesso castello. Essi, dirigen-/do le loro truppe la domenica seguente verso S. Germano,!giunsero fin dove la zona si dice il Monumento. E, partendo/di lì, non essendo riuscito contro di loro nessuno dell' esercito/imperiale, avendolo proibito il giustiziarlo, avviandosi attra-/verso Piumarola, che per la paura era stata abbandonata/dagli abitanti, e attraverso il castello di Pignataro, che era/stato ugualmente abbandonato, dirigono i loro passi verso/Sant'Angelo in Theodice. Ma, non riportando nessun van-/taggio, perché il castello era ben fortificato e vi era giunto/Ruggero di Galluccio con 40 giovani inviati dal Maestro giustiziario, se ne andarono via di lì e si avvicinarono verso il/castello di Teramo; e presolo con la forza, benché gli abitan-/ti si difendessero egregiamente nella loro fedeltà all'impera-/tore; saccheggiando i loro beni, lo consegnarono all'incen-/dio; e così pieni di spoglie se ne ritornarono nella Cam-/pagna.[ ... ] n Conte di campagna muove contro Sora con un esercito di/Cavalieri e fanti e se ne impadronisce per conto del papa,/mentre il presidio superiore parteggiava per l'imperatore; gli/si arresero anche Arpino, Fontana, la valle di Sora e tutta la/Marsica. [ ... ] L'imperatore, mutato il castel-Ilo di Rocca Janula, la affida con i castelli di Pontecorvo/e di Castelnuovo ai signori di Equino, Pandolfo e Roberto./Nello stesso tempo invia ducecento soldati nella/Marsica, che tornò in suo potere eccetto la Torre di/Foce ( esistono ancora oggi, presso le famose "Gole di Celano Aielli" i suoi ruderi n.d.a.). Per comando dell'imperatore, Bertoldo fratello del/duca di Spoleto, si porta nella Marsica.[ ... ] "
1231
"[ ... ] Viene diroccata la Serra Sopra Celano, fortificata per ordine/dell 'imperatore. [ ... ]"
1240
[ ... ] Lo stesso mese Tommaso conte del Molise è inviato con due-/cento soldati dal papa a Spoleto, che era custodita per lui [ ... ]"
1242
"[ ... ] n mese di giugno Ascoli/si arrende e viene in potere dell'imperatore. Tommaso conte Idi Acerra è fatto capitano e va in Siria. Bernardo, conte/di Acerra è fatto capitano e va in Siria. Bernardo, conte di/Manoppello, si reca in Sardegna per ordine imperiale. n pa-/triaca di Aquileia, che per il fatto dei tartari era venuto dall'imperatore, congedato da lui ritorna nella patria./L'imperatore dalle Puglie passa per Capua e, attraver-/so S. Germano e Equino, si recò a Civitanuova, dove, ferma-/tosi alcuni giorni, ritornò verso Sora, donde si avviò verso la/Marca e per tutto il mese stette in Avezzano.n mese di Lu-/glio, riunito un copioso esercito, l'imperatore muove contro/Roma, e devastati i suoi dintorni, il mese di agosto ritorna/nel Regno.[ ... ]".
Da come chiaramente si evince il Nostro è un preziosissimo ed insostituibile volume per descrivere la storia della contea di Celano nell' arco di tempo che va dal 1189 al 1243, epoca in cui visse il grande imperatore Federico II : lo "stupor mundi".
E' doveroso tributare un solenne encomio alla benemerita casa editrice Francesco Ciolfi di Cassino che nella prestigiosa " Collana di Studi Storici Medioevali" ha voluto riproporre, ad un costo accessibile a tutti di soli 16 euro, la famosa: " Cronaca delle cose operate nel mondo dalla morte di Guglielmo II (1189) al 1243 " e bene ha fatto ad arricchire il nostro prezioso volume con il testo latino del " Chronicon/Riccardi de S. Germano/ tratto dal Gattula " Ad Historiam Abbatiae Cassinensis " così come pure un solenne encomio va tributato al traduttore Giuseppe Sperduti che con la sua ottima traduzione ha permesso a noi di conoscere più da vicino, quasi toccando con mano, come se un nostro antenato ci stesse raccontando con la sua viva voce, quegli episodi noti solamente agli addetti ai lavori quindi merita senz' altro la gratitudine di quanti vanno alla ricerca delle proprie radici storiche.
E' un'opera, data la sua notevole importanza, che dovrebbe stare in tutte le biblioteche pubbliche ed anche in quelle private specialmente in quelle della nostra sub regione marsicana che pian piano sta tentando di riscoprire la propria storia antica: degni di nota infatti sono guerreschi episodi legati all'assedio e alla distruzione della città di Celano, sede della prestigio sa contea, e dei suoi indomiti e potenti conti: Pietro, Riccardo e Tommaso.
Perché non fare in Celano una degna presentazione di tale pregevole volume affinché sia tributato il giusto riconoscimento verso l'Autore: Riccardo di San Germano; l'opera: "La cronaca"; il traduttore: Giuseppe Sperduti e i responsabili della prestigiosa casa editrice Francesco Ciolfi?
Note
- I volumi sono i seguenti: " De Viris Illustribus Casinensibus ", di Pietro Diacono; " Cronaca di Subiaco" di Anonimo; " I dialoghi sui miracoli di S. Benedetto" di Abate Desiderio (poi Papa Vittore III)"; " La storia dei Longobardi" di Erchemperto; " Liber ad honorem Augusti" di Pietro da Eboli; "Ruggero I e Roberto il Guiscardo" di Goffredo Malaterra;" Ruggero II re di Sicilia" di Alessandro Telese; " Le gesta di Roberto il Guiscardo" di Guglielmo di Puglia; " I carmi" di Alfano, Vescovo di Salerno; " Le gesta di Federico II imperatore e dei suoi figli Corrado e Manfredi di Nicolò Jamsilla; " Il regno di Sicilia" di Ugo Falcando; " Cronaca Manta Maria della Ferraria" di Ignoto monaco cistercense; " Descrizione della vittoria riportata da Carlo conte d'Angiò" di Andrea d'Ungheria; " Storia dei tre re magi " di Giovanni di Hildesheim; "Invettiva contro Carlo d'Angiò" di Pietro De Pretio; " Historia Abbatiae Cassinensis per saeculorum seriem distribuita " di Erasmo Gattula;" Storia della dominazione normanna nell'Italia e in Sicilia" di Ferdinando Chaladon.
- Fu eletto arcivescovo di capua nell'autunno del 1199. Questi informava costantemente papa Innocenzo II dell' andamento scolastico e fisico di Federico II.
- "( ... ) Gli anni dal 1212 al 1220 sono molti oscuri nella storia del regno, e le notizie intorno alla famiglia del vecchio conte di Celano sono molte scarse. Il primogenito Berardo morì probabilmente prima del padre; Tommaso in quel tempo era già signore di Molise, e Riccardo aveva ereditato Celano e Tocco ( ... )",E. Jamison: " I Conti di Molise e di Marsia nei Secoli XII e XIII",Casalbordino, Casa Tipogr. Editr.Nicola De Arcangelis,1932,pag.48.
- Notizia interessantissima attraverso la quale apprendiamo che nel corso dei secoli il lago Fucino, terzo lago d'Italia, completamente prosciugato, dopo 24 anni di duri lavori, nel 1876 si ghiacciava completamente .In un antifonario pergamenaceo , ante 1457, conservato nel Museo Civico di Cerchio apprendiamo : " Nell'anno di Nostro Sig[no]re Mille Seicento Ottanta Tre fumo grandissimi freddi con giacei estraordinary à segno tal/che si giaccio Tutto il laco di fucino, e comincio il giorno primo di S. Antonio Abbate durando detto la giacciato due me[si]/Continui cioe insino a quindi ci Marzo senza poter pescare né ent[ra]re co[n] Barghe detto Laco ma ben'si vi si anda /conforme si camtila per Terra et alcuni d'Hortucchio ch'avevano li pesci coniouvati nelli Mucchy, vi andavano à pigliar/Senza barghe e spezza[n]do il giaccio con l'accette facendo il buco à modo di sepolture di dove av[ e ]vano d[ et]to pesce, vi fumo alcuni di/Terra di Trasacco che passorno il d[ et]to Laco cioè partirno da Trasacco, et adorno a S. Benedetto, et al ritorno falerno La mede[si]ma/strada, cosa mai più praticata da N[ost]ri trapassati. E si pigli orno gran quantità di foliche ed Anetri à fuga co[n] i Cani, e senza sop[ra]/il d[ett]o giaccio e fuori per li Sementati, e prata che per la necessita scappavano fuori dal d[ ett] o Laco. Laus Deo 1683 ", F. Amiconi: " I codici musicali di Cerchio e la loro importanza per la storia locale" in AA.VV. : " La musica sacra nella provincia dell'Aquila La Marsica", lanieri Editore, Pescara, 2009 ,pp. 280 e 291-292 e in F.M.Amiconi : " Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio (Aq)(documenti)" s.c.e. (ma De Cristofaro Editore, Roma e s.d.(ma 1996), pago 46.


Commenti
Genilissimo Dott. Fiorenzo
Genilissimo Dott. Fiorenzo Amiconi
La ringrazio della bellissima e completissima recensione che lei ci ha accordato apprezzando il lavoro che la nostra casa editrice umilmente produce.
Saremmo molto lieti di presentare i nostri testi a Celano, a patto che qualcuno del posto ci aiuti per l'organzzazione (indicarci il miglior posto dove farla
ad es.).
Ringraziandola ulteriormente le porgo i più
Cordili saluti
Bruno e Francesco Ciolfi
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