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Via Sante Marie e via Morino due strade abbandonate al degrado

Avezzano. Un intero quartiere abbandonato al degrado. È così che appare la zona compresa tra via Morino e via Sante Marie, traverse di via XX settembre. Gli spazzini non passano mai, l'impianto di illuminazione non funziona da mesi e ora ai bordi delle strade ci sono anche le erbacce che hanno letteralmente invaso la strada. I residenti stanchi di questa situazione chiedono l'intervento delle autorità locali. Mancano i presupposti minimi per la vivibilità a via Morino e alla parallela via Sante Marie. Lasciata via XX settembre, dove il traffico scorre a fatica a causa degli ingorghi e dei mezzi pesanti, ci si ritrova in una zona completamente degradata.

Gli spazzini non passano mai, l'immondizia spesso viene abbandonata vicino ai cassonetti e lì rimane finchè i cani randagi non la prendono, quando cala il sole poi il quartiere rimane praticamente al buio. È degli ultimi giorni poi la protesta dei residenti che si lamentano perché lungo le rotaie del treno, che passano proprio in quella zona, c'è sporcizia, siringhe e le erbacce che occupano tutta la strada. I cittadini sono stremati da questa situazione sempre più svantaggiosa per loro e per questo si rivolgono all'amministrazione comunale, già tante volte contattata per segnalare i disservizi, affinchè risolva al più presto questi problemi.
 

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Una qualsiasi persona interessata alla storia locale che vada a consultare i testi dei principali storici marsicani del passato si trova davanti ad un curioso dilemma: a chi era dedicata la chiesa parrocchiale di Capistrello? Il Febonio, il Corsignani e il Di Pietro nelle loro opere danno indicazioni che stupiscono non poco e, comunque, ben diverse da chi parte dal presupposto che la Chiesa Madre del paese sia, e sia sempre stata, dedicata a Sant’Antonio da Padova.


di Pietro Maccallini
 
Sono ormai passati molti anni da quando iniziai la mia ricerca toponomastica e linguistica e, pur avendo per così dire fatto conoscenza di un rilevantissimo numero di oronimi, idronimi e coronimi, non mi sono mai deciso a tentare un’etimologia del nome del mio paese di Aielli-Aq, per un paio di motivi:
1.  Non ho mai creduto alla vulgata di questo toponimo diffuso in tutta Italia (cfr. Aiello del Friuli, Aiello Calabro, Aiello del Sabato, Agello-Pg, Agelli-AP, Gello-Ar, ecc.) e spiegato come derivante dal lat. agellu(m) ‘campicello, poderetto’. E’ il mio metodo di lavoro e la convinzione che i significati profondi di una radice sono ben più numerosi di quelli attestati in qualche lingua a noi nota a impedirmi di sottoscivere quanto gli altri sostengono in merito a questo toponimo.

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