Il culto dei Santi in un paese dell’entroterra abruzzese: Cerchio

(III parte) Il culto di Sant'Antonio Abate. Così con molta semplicità, fino a qualche tempo fa, gruppetti di adulti formavano una piccola rappresentazione teatrale itinerante composta da S. Antonio, rappresentato da un attore con barba posticcia di stoppa; il Diavolo, rappresentato da un attore avente sopra la testa corna di vitello, il volto annerito con carbone e le catene in mano ed ,infine, un suonatore di fisarmonica.     L’allegra combriccola bussava di porta in porta cantando e mimando la citata stroffa ed altre inventate sul momento ricevendo sempre in dono “ robba purcigna “ ed un bel fiasco di vino.

 Non sappiamo con precisione quando fu istituito, presso la nostra comunità, il culto di S. Antonio Abate. Sicuramente, forse,agli albori del medioevo in quanto il Nostro era speciale protettore degli animali, del mondo rurale e della terribile malattia, specialmente nell’anticvhità, nota come “ U foch’ Sand’Adon’j’ “( Fuoco di Sant’Antonio ).
   E’, questa, la malattia nota come ergotismo canceroso, dovuta all’ingestione di pane o altri cibi preparati con farina di segale cornuta: essa produce dapprima un senso di insopportabile bruciore interno dando il nome di fuoco, poi compaiono in varie parti del corpo chiazze nere evolventesi in cancrena, e infine, gravi mutilazioni con distacco degli arti. Oggi di da il nome di Fuoco di S. Antonio anche all’Herpes Zoster malattia cutanea di eziologia oscura.
    Una delle famiglie più potenti di Cerchio  i D’Amore-Fracassi, agli inizi dell’Ottocento, per un maggior culto del santo, cui nutriva uno speciale culto acquistò, a proprie spese, la bellissima statua in legno policromo che ancora oggi si porta solennemente in processione. I componenti di questa famiglia, nel giorno della festa ( 17 gennaio,oggi si festeggia la domenica più vicina al 17 gennaio ) facevano preparare nei pressi del loro palazzo sito in Piazza San Bartolomeo ( recentemente restaurato dall’Amministrazione comunale ) dei grandi fuochi dove ponevano delle enormi caldaie di rame con dentro i famosi “granati “. I granati erano composti da un  miscuglio di grano, granturco, ceci e fave; in tempi più antichi, sicuramente, questo speciale “piatto” era composto esclusivamente da fave eloquente, infatti, è la prima strofa della su menzionata canzone che in realtà poi è il pezzo più antico. Una volta ben cotto il tutto, questo veniva donato a tutti i “ciarlott” ( poveri ) sia di Cerchio che dei paesi limitrofi che a frotte venivano a prendere questo speciale piatto a loro riservato. La stessa preparazione, in tono minore, veniva preparata anche dalle altre famiglie benestanti del paese.
    La nostra comunità particolarmente legata a questa tradizione, volle, la domenica del 21 gennaio 1979, riproporre in un modo più vigoroso la festa infatti, andava sempre più scemando, la solennizzazione di S. Antonio abate portando alcune modifiche.Negli anni passati, infatti,la processione in onore del santo si fermava in ogni crocevia dove , per l’occasione, era stato preparato un grande falò il quale veniva acceso dopo la benedizione del parroco, al cospetto della statua del santo, degli animali e dei processionanti.
    Nel 1979 si pensò di fare un unico falò in piazza e si istituì la prima sagra dei granati e della porchetta: nell’antichità erano le famiglie benestanti ad avere la possibilità, soprattutto economica, di poter allestire la festa ed offrire , chissà se furono spinti ed animati da un oscuro senso di espiazione, ai più poveri, ai più diseredati, ai ciarlott’ , almeno un piatto di granati, forse con la segreta certezza di conquistare se non un posto in Paradiso almeno un posto in Purgatorio. Ora, invece, tutti, indistintamente, ricchi e poveri, possono adoprarsi alla  buona riuscita dei solenni festeggiamenti. È cambiato lo stile ma è immutato, sembra, l’amore verso il patrono del mondo rurale.

Tre ora so sunat’
mitt’ foch’ a ‘lla avara
mitt’ foch’ a ‘lla avara
‘Ndricc’ ‘ndricc’ ‘ndricc’ ‘ndricc’
damm’ nu cacch’j’ d’ salciccia
i s’ tu n’ m’ la vodà
Sand’Andon’j’ c’ pozza p’nzà

n’ vulem’ l’ fava i  l’ vin’
ma vulem’ la salciccia
i s’ tu n’ m’ la vo dà
Sand’Andon’j’ c’ pozza p’nzà

N’ vulem’ i bicchier’
i mangh’ la cannatella
s’ cr’det’ a Sand’Andon’j’
net’ta dà la vutt’cella.

Sand’Andon’j p’ lle cost’
S’ magneva l’ fava tost’
I ssicom’ n’ l’ puteva masc’cà
S’ m’tteva a biast’mà

N’ b’vem’ a ju bicchier’
i mangh’ a ‘lla cannatella
a Sand’Andon’j’ p’ d’onor’
b’vem’ a ‘lla vutt’cella.

Cic’ cicerch’j’ i fasciur’ i l’ndicch’j’
La mej’ cosa é la sauciccia.
                  
Bona sera brava gend’
è la festa d’ Sand’Andon’j’
Sand’Andon’j’ u m’mich’

 

IL CULTO DELLA SANTISSIMA TRINITA’

    L’unica Compagnia laica ancora esistente a Cerchio  è quella in onore della Santissima Trinità.
   Il culto verso le Tre Persone è ben saldo e redicato nella comunità religiosa cerchiese.
Non sappiamo, in verità, però, quando sia iniziato lo speciale e sentitissimo culto verso la Sacra Triade da parte della popolazione del nostro centro.
    Dobbiamo supporre, sicuramente, nel medioevo, anche se le prime notizie in nostro possesso sono tratte dal testamento di Messer Jacomo ( o Jacobo) Polonio redatto dal notaio cerchiese Giovanni ( o Jovanni ) Cappelli nel mese di novembre 1578 (  Museo Civico di Cerchio ):”(…) Una casa di vigna alla costa di Ozano da piede confino la via l’ecclesia di Santa Trinità(…)”.
   Dunque, nel 1578, è attestato inequivocabilmente, il culto alla Santissima Trinità esistente a Cerchio una chiesa a questa dedicata e, dobbiamo supporre, anche se non abbiamo al momento alcun documento antico, che i componenti della nostra comunità religiosa si recassero, sin d’allora a piedi, in pellegrinaggio in quel di Vallepietra, nel Monte Autore, al santuario dedicato alle Tre Persone, nella diocesi di Anagni la patria di papa Bonifacio VIII il quale munificamente proprio da Anagni ,inviò alla Chiesa di San Pietro in Flimini, il 5 Luglio 1295,insieme a dodici vescovi, una Bulla Indulgentiarum ed  un’altra ne fece inviare, da Roma, da 16 vescovi, nel 1300 in occasione del Primo Anno Santo, alla Chiesa, ancora esistente, di San Bartolomeo “ de Circulo “.
     Una  moltitudine di gente lasciava il paese per tre o quattro giorni. Uomini, donne e bambini, in sacro pellegrinaggio si avviavano, chi per voto chi per spirito religioso, chi per devozione chi perché inconsapevolmente attratto verso la sacra fonte della propria fede con in testa il portatore del vessillo raffigurante la sacra Triade, guidati dall’esperienza del capo-compagnia recante in mano il bastone del comando con sopra  su inciso le lettere S.S.T. ( Santissima Trinità ) ad un lato ed all’altro incisa la lettera M ( Misericordia ) . E’ logico, quindi, supporre che gli appartenenti alla confraternita della Misericordia fossero maggiormente legati anche al culto trinitario ( Si conserva al Museo Civico di Cerchio- sec. XIX-XX ). Il capocompagnia era colui il quale stabiliva l’ora della partenza, le soste e il ritorno a casa oltre naturalmente alla vigilanza in toto dei pellegrinanti.
    La sosta più importante e duratura era quella prima della meta prefissa: alle Prata della Signora, qui si consumava un’abbondante merenda e, poi, subito si andava verso la montagna degli storpi ( d’ j’ st’rpiat’ ) da lì, praticamente si entrava nel luogo sacro dedicato alla Trinità.
     Ascesa la citata montagnola dove erano collocati terrificanti figuri: individui che avevano perso in parte o addirittura tutti gli arti i quali, con voce pietosa e straziante, invocavano : “ fate la carità” e,tutti, ad ognuno di loro, poneva la propria offerta: una monetina.
     Giunti finalmente all’apice la vista, abbandonata la straziante visione di quei tronchi umani , si bea degli sfavillanti colori che la natura prodiga offre. Da lontano, si intravede il santuario: l’agognata meta.
    Vicino la croce, posta dopo la montagna degli storpi, tutti i peregrinanti si fermano per una brevissima sentita pausa e ognuno pone o lancia con devozione il proprio sasso ai piedi della croce  :”(…) gettano( i pellegrini n.d.c.) giù per la china o nei fossi un piccolo sasso che secondo la comune credenza, dovrà liberare un’anima dal Purgatorio (…)” ( Ilio Berni nell’articolo : “ Il Santuario della Trinità sotto il Monte Autore- Rivista Mensile Touring Club, n. 3-4, Marzo-Aprile 1918-Anno XXIV ). Il noto antropologo Alfonso di Nola affermava che “(…) Il lancio della pietra diviene il trasferimento ad un oggetto materiale, appunto la pietra del cumulo delle colpe caricate nell’anno(…)”( in “Memoria di una festa” di a.m. di nola-oreste grossi-Edizioni Quasar Roma, 1980 ).
    Mentre i pellegrini si avvicinano al santuario si avverte sempre più il bisogno di entrare nella chiesetta.La tortuosa stradina è  letteralmente invasa da una moltitudine di gente e dalle bancarelle dove ognuno potrà acquistare spillette,laccioli,cappelli di paglia da riportare, come pegno ed esempio dell’avvenuto pellegrinaggio, a parenti e conoscenti.Tutta la “Compagnia”, cantando l’inno delle Treppe, compie il dovuto omaggio, entrando nel santuario, alla Santissima Trinità. Qui con autentica fede e con sacra partecipazione chiede ( ha il coraggio di chiedere ) anche qualche grazia beandosi della vista del sacro dipinto parietale delle tre speculari immagini di Dio.
     Il pellegrinaggio, una volta usciti, dalla chiesetta, è da considerarsi compiuto anche se, però, non è finito tutto il complesso iter.
    Una volta adempito ai “dovuti” acquisti si ritorna da dove si è venuti.
    I forti e baldanzosi giovani di Cerchio per dimostrare la propria abilità, forza e coraggio ingaggiano una singolare gara: ogni gruppetto di loro porterà la propria “pertica” addobbata per l’occasione. Ogni gruppetto, quindi, va alla ricerca di un alberello siflato più lungo e dritto possibile.
    Entrati in paese dove l’intera popolazione in trepida attesa sta aspettando gli “eroi” di questa sacra impresa li attende per chiudere in modo consono, con una solenne messa che si officerà nella chiesa parrocchiale ,il sentitissimo pellegrinaggio.
    Le pertiche ( sicuramente retaggio di antichissime tradizioni ) come trofei venivano collocate nelle abitazioni dei portatori più abili e forti e, anche, negli appositi ganci ( ancora esistenti) fissati nel campanile della chiesa parrocchiale.
    Nel corso degli anni tale manifestazione ha subito vistose trasformazioni esteriori: il pellegrinaggio infatti, adesso dura solo un giorno, non si va più a piedi e si percorre un’altra strada, si passa per la via che attraversa la cittadina di Tagliacozzo.
     La domenica mattina, giorno dedicato alla santissima Trinità, verso le tre di mattina, tre corriere stracolme di pellegrini ( 150 persone:circa un decimo dell’intera popolazione di Cerchio ) partono alla volta di Vallepietra. Questi sono i pellegrini diciamo così ufficiali in quanto organizzati dai responsabili della “ Compagnia “ di Cerchio : Rosina Cipriani, Lino Ciofani e Luigi Tirabassi, quelli non ufficiali sono coloro che vanno con i propri mezzi di locomozione.
   Nei tempi passati, invece, si partiva dalla Taverna di Cerchio sopra carretti, addobbati per l’occasione e si arrivava ad Avezzano, in via Napoli e, a piedi, si ascendeva la montagna di Pietraquaria e da lì giù per Canistro fino a Cappadocia e poi su al santuario di Vallepietra. Al ritorno si percorreva lo stesso tragitto. Ad Avezzano, in via Napoli, li attendevano i carretti per ritornare al paese.
    Oltre a questi pellegrinanti vi erano anche quelli, pochi, più forti e, forse, più motivati che compivano il pellegrinaggio totalmente a piedi ( ve ne erano altri che andavano anche in bicicletta ).
   Tutta la comunità religiosa sentiva e sente ancora profondamente questa sacra manifestazione: tutti almeno per tre volte si sono  recati al Santuario di Vallepietra e addirittura, in un passato recente, nel 1954, un giovane del paese Rocco ( Rucchitt’) Paneccasio ( 1932-1994 ) in seguito ad un sogno portentoso edificò con le proprie mani , una piccola edicola in onore alle Tre Persone , in località “ Le Coste “, in tenimento del Comune di Cerchio e, da quel giorno si è maggiormente rafforzato il culto tanto che l’amministrazione comunale, alcuni anni fa, vi ha edificato, nello stesso sito ov’era posta l’edicoletta, una acconcia chiesetta e nei pressi un rifugio( Proprio quest’anno,2003, è stata inaugurata un’artistica Via Crucis in maiolica smaltata,  opera del pittore Giuseppe Cipollone , collocata in apposite edicole, poste ai bordi della strada che conduce alla chiesetta della SS.ma Trinità). Ogni anno in questo luogo, nella mattina del giorno della festa, veniva officiata una santa messa con concorso di molta gente che passa, a contatto con la natura, tutta la giornata.
   Agli inizi del nuovo culto cerchiese  compiuto presso la chiesetta di Rocco ( prima anni ’50 dell’appena passato secolo) tutti i ragazzi della mia generazione ( classe 1950 ), nella mattina della festa, “armati” di pane con sopra l’olio  di oliva (crustonda ) si andava su per le Coste a fare una specie di sacro pic-nic mettendo , sopra il pane, “ l’ Tim’ ( il timo ) che abbondantissimo si trovava ( e si trova ) nei pressi dell’edicola.
    Quest’umilissima merenda, divorata in un battibaleno, rappresentava per noi come una speciale comunione riservata agli eletti, a poche persone, a coloro i quali, in quel giorno festivo si erano recati ad onorare la Santissima Trinità non nel santuario maggiore di Vallepietra ma nella poverissima edicola ,costruita con le proprie mani, dall’amore del giovane Rocco che fino alla data del suo decesso ne è stato custode zelante ,attento ed umilissimo.
   Si riportano, a conclusione del presente intervento, i nomi dei capi compagnia che nel corso del XX secolo hanno fatto da guida ai numerosi pellegrini della Sacra Triade.
CIOTTI Gaetano ( 1864-1943 )
D’AMORE Nunzio ( 1884-1972 )
D’AMORE Alberto ( Flipp’mastr’ 1990-1978 )
DE GRANDIS Costantino ( 1910-1988 )
D’AMORE  Mario Augusto (Dunn’lon’-1928-1991),CIPRIANI Rosina,CIOFANI Angelo ( detto Lino) e TIRABASSI Luigi ( detto Gino ).

 

IL CULTO DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO MARTIRI

    Agli inizi del ‘700 il popolo di Cerchio fece umilissima richiesta alla Sacra Congregazione dei Riti affinché concedesse di eleggere come protettori dell’Università ( Comune ) di Cerchio i Santi Giovanni e Paolo Martiri non avendo altri santi Patroni “(…) neque principales neque minus principales (…)”( Museo Civico di Cerchio- Vedi in seguito ).
Ad onor del vero dobbiamo dire, però, che il culto verso i sopramenzionati santi doveva già esistere in quanto, in modo inequivocabile, ciò si evince dalla pregevole raffigurazione degli stessi  in una miniatura riportata nella bolla di erezione dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento  notificata nel 1542 ( le miniature furono dipinte nel 1539 così  pure alla stessa data, dobbiamo arguire la scrittura  del testo .In questo importate e prezioso documento ,collocato nel Museo Civico di Cerchio, sono riportati, in bellissime e curate miniature, altri santi  sicuramente venerati dai nostri progenitori: l’Apostolo San Bartolomeo, S. Sebastiano , San Rocco, e ,al centro , in alto,del citato manoscritto ,vi è posta un’altra miniatura rappresentante un calice con l’ostia consacrata) e lo si evince anche  dal dipinto datato 1612 ( Museo Civico di Cerchio ) quando un appartenente alla famiglia D’Amore donò : “Ex devotione”, sicuramente alla chiesa matrice Santa Maria dell’Annunziata,  un grande dipinto dove si descrive la scena precedente il martirio dei due centurioni romani: “ Franciscus C(.)isetti pinxit 1612/ex devotione (…) d’Amore “ si legge in fondo a destra del dipinto in parola. Quindi dobbiamo supporre che nel corso degli anni tale culto si fosse affievolito e che nel corso dei secoli XVI- XVII , tale culto ritornò, prepontemente , in auge sicuramente sotto la forte spinta della classe emergente ( simpatica ed eloquente è la rappresentazione di un agnellino collocato a sinistra, quasi nascosto, della statua lignea rappresentante uno dei nostri martiri - Museo Civico di Cerchio - molto probabilmente  posto a mò di firma da parte dei committenti sicuramente appartenenti alla classe di ricchi proprietari di armenti e terreni altrimenti come spiegare la rappresentazione dell’agnellino?).
    La richiesta del riconoscimento dei santi patroni Giovanni e Paolo fu approvata il 15 Dicembre 1705 e confermata dal vescovo dei Marsi  Mons. Francesco Bernardino Corradino il 14 Giugno 1706 ( a tale epoca risalgono, forse , le sopramenzionate statue lignee policrome dei nostri santi protettori ora esposte nel Museo Civico di Cerchio ). E, molto probabilmente, da quell’epoca  i nostri antenati iniziarono l’iter per erigere la nuova chiesa parrocchiale dedicata ai Nostri Santi. Abbiamo,purtroppo, pochissime notizie che ci permettono di tracciare la sofferta cronistoria di questo sacro  e sfortunato edificio. La prima di queste è tratta da un documento stilato il 4 febbraio 1756 :”(…) quale locale oggidì si trova situato nel luogo dove si fabbrica la Nuova Chiesa(…)”; la seconda è quella scritta il 6 luglio 1761 in cui sta annotato:”(…) e la nuova fabbrica della chiesa in luogo detto la fonte(…)”; la terza è quella datata  25 Giugno 1765 dove si legge: “(…)Come altresì la locanda con aritunzilli data a Mastri fabbricatori in tempo che decoravano alla nuova chiesa (…)”. Poi vi sono altre notizie tratte dal Real Dispaccio del 9 Aprile 1785 dove si apprende la donazione dei beni del soppresso convento degli Agostiniani Scalzi al Comune di Cerchio :”(…) Che dal tesoriere Provinciale si liberino all’Università di Cerchio le rendite tutte sistenti presso il medesimo ritratto da fondi del soppresso convento da impiegarsi per l’ultimazione della Chiesa Parrocchiale col mezzo di due Deputati laici i più probi, e benestanti da eleggersi in pubblico parlamento, e di un Deputato Ecclesiastico con obbligo a costoro di dover dar conto della loro amministrazione, e con legge che la fabbrica proseguir debba coll’intelligenza dell’ordinario, il quale col solito suo zelo debba vigilare,che il tutto si esegua con puntualità, ed esattezza (…)” ed infine vi sono 6 atti notarili ed un documento non recante alcuna data da me rinvenuto ( Museo Civico di Cerchio- Archivio Parrocchiale di Cerchio  ).Nel primo atto notarile del 26 Maggio 1792 apprendiamo che i sindaci di Cerchio fanno convenzione con Tranquilli Francesco, fabbricatore di Pescina, per il lavoro da farsi nella nuova chiesa di Cerchio; nel secondo, datato 24 Aprile 1796 veniamo a sapere che Francesco Tranquilli rilascia quietanza di docati 3416 e grana 51 a favore dell’Università di Cerchio; nel terzo, del 31 Gennaio 1797, sta annotato che Pasquale Pellegrini dell’Aquila, Vincenzo Falconio di Peschio Costanzo fanno convenzione con  D. Venanzio D’Amore ( Fracassi il vecchio n.d.c.) Sindaco di Cerchio, per l’esecuzione di vari lavori di falegnameria della nuova chiesa di Cerchio dal costo complessivo di ducati 80; nel quarto del 22 Febbraio 1797 si apprende che Giuseppe Mambrini, residente a L’Aquila, fa convenzione con i sindaci di Cerchio per i lavori di stuccatura ed ornamenti da farsi nella nuova chiesa di Cerchio per il prezzo di ducati 1240; nel quinto datato 15 Aprile 1798 si viene a conoscenza che D. Venanzio D’Amore (Fracassi il vecchio n.d.c. ) e D. Vincenzo d’Amore, sindaci di Cerchio fanno una nuova convenzione con Giuseppe Mambrini per la stuccatura ed ornamenti nella nuova chiesa da farsi secondo altro disegno e nell’ultimo atto notarile stilato il 13 Maggio 199 leggiamo che Tranquilli Francesco, Fabbricatore residente in Pescina e Cofani Giuseppe e Ciaglia Nicola Sindaci di Cerchio, e Don Erasmo D’Amore e Continenza Gervasio, deputati, fanno convenzione per il riattamento della Cuppola col lanternino della nuova Chiesa di Cerchio da farsi dal detto Tranquilli per l’emolumento di ducati sessanta, in paghe, con vari patti e condizioni.
L’ultimo documento che parla di tale edificio è quello non datato (1824?) da me rinvenuto ( Museo Civico di Cerchio ), dove apprendiamo l’iter della costruzione della chiesa ( peccato che non viene citato l’anno di erezione ): “ Vedevasi inabilitata la Comune di Cerchio a poter proseguire l’incominciata nuova chiesa Parrocchiale; gli fu d’uopo al passato 1783 chiedere da Sua Maestà D.G. delle sovvenzioni. Le ricerche trovarono appoggio nell’animo del pietoso Sovrano, il quale con larga e benefica No.no(sic) gli diè la somma di Docati 2333, sopra le rendite del soppresso Convento di S.M. Corbarola, onde che approfitto della grazia Sovrana,de’ lavori a farsi nella detta nuova Chiesa Parrocchiale, si procedè ad un regolare appalto, ed a qual migliore oblatore, il completamento de’ lavori in materia restò al Capo Mastro Francesco Tranquilli di Piscina per la somma di Docati 3975 con le condizioni e patti osservarsi nell’istrumento de’ sei Maggio 1792, redatto per gli atti  del Notar D. Vincenzo Angelitti di Aielli.
Dal appaltatore Tranquilli venne inoltrata l’opera. Ma sopravvenuti li politici ciombi dello Stato; e variato il sistema amministrativo alle comuni del regno, mancò il pagamento di docati 383 a farsi per parte del comune al detto appaltatore Tranquilli il quale per tal causa sospese i lavori obbligato a fare , e che son di qualche momento. 1° Fabbricare il Campanile al colmo del tetto della Chiesa. 2° Fare le gradiate della porta grande e dell’altra latirale giusta il disegno. 3° Le piramidi e finimenti che reggono la Croce di ferro alla facciata. 4° La volta superiore della casa del predicatore. 5° La gradiata Casa detta del predicatore; all’Orghestra, ed al campanile. 6° Gli stipiti di pietra alle finestre tanto della ridetta casa del predicatore, che della Sacrestia e dell’Oratorio. Lavori a giudizi di esperti si son giudicati dal valore sopra gli docati mille.
    Tornato nella legittimità del Suo trono il benefico Sovrano nel 1815 sicura di novella grazia la Comune di Cerchio non mancò Supplicare di bel nuovo al Real trono da chè mancando de mezzi per pagare gl’indicati docati 383 all’appaldatore Tranquilli  per le  opere indicate che per tutt’altro manca a completare la fabbrica Incominciata, di poter impiecare per si lodevole impresa gli sopravanzi de’ luoghi pii della Chiesa medesima. Questa seconda grazia gli venne accordata giusto chè ravvisasi da lettera della Sott’intendenza di Avezzano de 5 Agosto 1816 partecipante le Disposizioni del Consiglio degl’ospizi emesse in virtù di ministeriali di S.E. il Ministro dell’interno per Sovrano Comando. Sa ognuno quando difficile sia per la ritualità volute dalla legge eseguirsi un opera pubblica.Quali sono gli impegni in simili casi del consiglio istesso promuovere sempre opere pubbliche nella capitale della Provincia, o che la riguardi più volte pertanto si ordinò de’ sopravanzi de’ luoghi pii di Cerchio esistenti presso del Cassiere de luoghi pii medesimi di Colle Armele Centrale dal cassiere di Cerchio per gli anni posteriori alla discussione l’incasso nella cassa generale del Consiglio istesso . Per impedirne l’esecuzione tante volte è stato duopo la commissione amministrativa di Cerchio siasi fatto scudo ne’ riportati Sovrano Oracoli. E voglia in comprova del assunto il tenersi presente gli ultimi ordini dato al Consiglio nella data recente de’ ventisette aprile dell’anno 1824.
     Conosciutosi ora l’uso de’ luoghi pii ridetti saper quali siano detti sopravanzi pressi quali Cassieri esistono; le somme delle quali è (…) Sono in potere del cassiere di Colle Armele Sig. Giuseppe Marinaci per la gestione in tempo della riunione delle due Comuni docati (…)Il cassiere del 1816 al 1818 Sig. Francesco d’Amore di Cerchio è depositario di tutto quella somma, che verrà significato dietro redigiendi conti che il Consiglio andrà non emettere.
    Docati 400 liquidi sono presso l’altro Cassiere dell’anno 1819 al 1822 Sig. Luigi Iacobacci, e che il decorionato nel progetto del conto esiquito da detto contabile a creduto sottrarli dalla reddizion del Consiglio per poterli amministrativamente impiegare ne bisogni della Chiesa, e così scanzare le tante lungherie, e ritualità che s’incontrano nel dover provocare le sanzioni del Consiglio ridetto.
    Altri sopravanzi saranno il Risultato della discussione del conto del Cassiere del 1816 al 1818 Sig. Francesco d’Amore, e del detto Sig. Luiggi Iacobacci per la gestione 1819 al 1825, che che varrà fatta dal Consiglio Istesso degl’Ospizi.
    Con questi Fondi esistenti, e con degli altri anderanno à verificarsi negl’anni Consecutivi, può (…) occorrersi al completamento Totale della nuova Chiesa Parrocchiale. E siccome la prima, e le ultime mentovate partite di sopravanzo, esigono per l’impieco discussion di Conto. Ed incasso, ci riser(via)mo farne Analisi à tempo utile. Credendo doverci ora  solo occupare per l’impiego di Docati quattrocento liquidi rimasti dal Decurionato Commissione amministrativa, e Deputati della nuova fabbrica della Chiesa Parrocchiale presso la  del Contabile Sig. Luiggi Jacobacci.
    L’Appaldatore Tranquilli in forza del citato istromento de 6 Maggio 1792 deve a Sua spesa perfezionare l’Opere di Sopra descritte del Campanile gradiate interne, ed esterne,Lamia,Fenestre come si è detto, che a’ giudizio d’esperti costano oltre i Docati mille. Il Tranquilli detto non avanza per tali opere, che Docati trecento ottantatre. Sembra utile Sopra de Docati quattrocento de guali può disporsi, se ne prelevi l’anticipazione per il Tranquilli, e si oblichi all’adempimento de doveri. Sia perché tanto può eseguirsi al momento di privata austerità, e senza bisogno di ottenersi Autorizzazione; Sia perché così facendo, il Campanile tanto necessario in quella Chiesa verrà Fabbricato colla più possibile celerità. Si perché Concorrendovi il voto della parte più Sana de Cittadini di Cerchio, non vi sarà opposizione nell’Esecuzione.
   Li Deputati della nuova Fabbrica Ecclesiastico, e Secolari. I membri componenti la Commissione amministrativa. I Proprietari D. Vincenzo d’Amore Milanetti, e D. Venanzio d’Amore Fracassi si fanno an dovere tutto di rassegnare alla Somma Religiosità del Zelantissimo Vescovo dei Marsi, e ne provocò la Sua benefica protezione per il m(iglior) esito del progetto “.
    Il 5 Agosto 1831 Ferdinando II re delle Due Sicilie accordava il sovrano beneplacito circa la ripristinazione della confraternita del Santissimo Sacramento( già esistente a Cerchio nel 1542 –Vedi Bolla di erezione collocata nel Museo Civico di Cerchio ) e Santi Martiri Giovanni e Paolo.
    Il 5 Maggio 1851 dal registro delle deliberazioni del decurionato del Comune di Cerchio apprendiamo :”(…) la disgrazia che si ebbe del forte terremoto avvenuto la mattina dei trenta or caduto mese ha fatto si che non possa neppur da questo fondo prendersi cosa alcuna ,poiché ha rovinato quasi tutte le chiede di padronato di questo Comune fra le altre la parrocchiale di cui la cuppola ho sofferto in più punti ed ha bisogno di sollecito riparo (…)”.
   Sessantacinque anni dopo, alle ore 7 e minuti 50 del 13 gennaio 1915, la furia devastatrice della natura  si abbattè sulla chiesa distruggendola completamente e le sue mura, sgretolandosi, causarono la morte a (quasi) tutte le donne del apese che lì erano convenute per assistere alle sacre funzioni che i Reverendi Padri Redentoristi  stavano loro dispensando in un corso di sante missioni: anche loro, i Padri Emilio Annessi e Antonio Mirabelli furono travolti sull’altare, mentre stavano officiando la messa, dalle macerie ( i loro resti mortali riposano sull’architrave della sacrestia della nuova chiesa parrocchiale ).
    Il 26 Maggio 1926 si svolse , la cerimonia della posa della prima pietra della nuova chiesa ( vedi Museo Civico di Cerchio ) e, quattr’anni dopo, il 27 settembre 1930, giorno della festa della Madonna delle Grazie, fu solennemente inaugurata ed aperta al culto.
    Grazie all’opera encomiabile dell’Architetto Antonio Pecilli ( 1897-1979 ) e alla sua “ Cerchio nella storia e nell’Arte “, possiamo comprendere come era architettonicamente strutturata la distrutta chiesa parrocchiale:
    “ SS. Giovanni e Paolo Martiri/ La chiesa Parrocchiale
Era un esemplare di architettura religiosa sette/centesca- con iconografia a sala- che ricordava per/ alcuni elementi interni e per motivi lineari, le chiese/ del periodo della nostra rinascenza. Stucchi originali di/ un’armonia sorprendente decoravano le pareti e le volte/ a botte lunettate. Nessun colore oltre quelli delle prege/voli pitture negli altari laterali/ nei tre di destra con/la statua di S. Filomena ( ora collocata nel Museo Civico di Cerchio n.d.c.), il quadro delle “anime/sante” ( è lo stesso dipinto collocato nel Museo Civico di Cerchio ? n.d.c.) che era un trionfo di luci e quella della “Concezione” ( Museo Civico di Cerchio n.d.c. ) dal manto celeste stellato,ispirato – per il ge/niale movimento dei paini- allo stile dei nostri maestri/della fine del Quattrocento; nei corrispondenti di sini/stra, con il quadro della Madonna del Rosario (Museo Civico di Cerchio ?-n.d.c.) nel/l’altare mediano-elegante nelle forme, semplice nella/espressione- come le statue dell’Addolorata (  collocata nell’attuale chiesa parrocchiale-n.d.c.)  e di S./Antonio abate ( collocata nell’attuale chiesa parrocchiale-n.d.c.), nei laterali./ L’altare maggiore conservava nella nicchia sotto/stante, con piccola inferriata a ruota verso la navata,/diverse reliquie di santi /.(Museo Civico di Cerchio –n.d.c.) Il coro- in legno di noce- sobriamente intagliato,/ occupava parte delle pareti longitudinali e la intera tra/sversale posteriore, sulla quale- in alto un grande qua/dro espressivo – bene concepito sotto ogni aspetto-/rappresentava i giovani Giovanni e Paolo davanti al /giudice,con un soldato romano a sinistra in attesa di/ ricevere ordini./(Museo Civico di Cerchio- n.d.c.) In sagrestia- a sud est- si custodivano arredi/ sacri – provenienti in massima parte dalla precedente /parrocchiale della SS. Annunziata: una croce proces/sionale di argento  di argento sbalzato della scuola sulmonese della /fine del sec. XV ( 1484- si conserva ancora a Cerchio-n.d.c.) e un piatto da offerte in ottone inciso/ del sec. XVII ( Museo Civico di Cerchio-n.d.c.) oltre il quadro di S. Isidoro ( sulla pa/rete in comune con la chiesa ) di una bellezza affasci/nante, per la riproduzione panoramica, per il contrasto/ della massa coloristica, per il disegno egregiamente cu/rato/ (è il dipinto ovale collocato nel Museo Civico di Cerchio ?-n.d.c.) Sopra le tre porte interne d’ingresso era sistemato/ un organo: ove si accedeva mediante scala laterale a/ chiocciola in muratura, che per caratteri di suoni e per /disposizione e dimensioni si riscontrava identico a quello/sostituito della “ Sacros cathedralis basilica sulmonen “./ L’orologio-con quadrante a numeri romani-/ nella penultima campata del campanile,terminante a cu/spide  piramidale con base quadrata- indicava le ore/ e i quarti relativi anche con ritocchi nelle due campa/nelle,poste sulla cornice di coronamento; a mezzogiorno,pi suonavano 24 rintocchi alternati le due cam/pane verso sud-est; a mezzanotte, invece, solo/ la campana maggiore faceva risuonare 12 rintocchi./ La cupola-di diametro m. 8- con sopraeleva/zione centrale e il movimento del prospetto principale,/conferivano maggiore austerità all’insieme architetto/nico. Tutte le strutture statiche risultavano costruite nel /secondo cinquantennio del sec. XVIII dalla scritta a traforo sulla banderuola nella croce terminale del campa/nile. La chiesa è stata poi completata in vari periodi/ con le rendite di beni del soppresso convento, in base/ al citato dispaccio reale di Napoli del 9 aprile 1785(…)”.

 

MADONNA DELLE GRAZIE
 
    Altra manifestazione religiosa ancora sentita dalla popolazione di Cerchio, anche se è stato stravolto il modo e cambiato il giorno festivo, come del resto è stato anche per la festa di Sant’Antonio abate e per la festa di Sant’Isidoro( comprotettore di Cerchio e speciale patrono degli agricoltori ) che si svolgeva il 15 Maggio - addirittura tale festeggiamento si svolge più di un mese dopo insieme alla festa dei Santi Giovanni e Paolo  e Santa Lucia ( quest’ultima si festeggia da circa un quarantennio al posto dell’esautorata Santa Filomena. Esisteva fino al secolo XIX una chiesa  intitolata alla martire e, da come già abbiamo su visto il suo culto è attestato all’anno 818  ) che  attualmente si onorano la domenica più vicina al 27 giugno è quella che solennemente, ogni anno, nella prima o secondo domenica di settembre,viene organizzata in onore della Madonna delle Grazie, speciale protettrice dei cerchiesi. Nella tre giorni festiva vengono onorati anche la Madonna della Misericordia e San Rocco.
    Grazie alla descrizione che nel 1855 il medico cerchiese Benedetto D’Amore scrisse nel suo rarissimo volumetto dal titolo :” Raccolta de’ portenti e miracoli fatti dalla Madonna delle Grazie la di cui sacra immagine si venera nella Terra di Cerchio compilata a sua devozione da Benedetto d’Amore “ Aquila – Tipografia Grossi 1855 ( riportato integralmente nel mio : “ Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio (AQ)-Documenti “- op.cit. ) ,  riusciamo a comprendere l’esatto svolgimento delle giornate festive in onore della nostra Madonna :”(…) Cerchio (…) pieno di fiducia e devozione offre alla medesima in ciascun’anno degli omaggi di pietà e venerazione, che fra gli altri sono a notarsi i seguenti.
     Per mezzo di novene,vesperi e messe solenni ai due di febbraio in memoria della felice ricomparsa della Sacra Immagine, e queste funzioni a spese e devozione del sig. Giovanni Cipriani, ed ora per esser questo passato a miglior vita, a spese degli eredi del medesimo in forza di una disposizione testamentaria: devozione istituita a ricordanza di essersi trovato egli in quel tempo Sindaco di questo Comune .2 Con funzioni in tutto il mese Mariano col concorso dell’intero popolo, alle quali funzioni offre la cera occorrente il sig. Vincenzo Continenza, a memoria di grazie e beneficii ricevuti. 3 Con la preghiera solenne e litanie in tutt’i Sabati dell’anno con la ricorrenza generale del popolo. 4 Col proseguire con la medesima pompa e fervore la festa in ciaschedun’anno stabilita nella quarta domenica di settembre, amministrata da tre Deputati estratti a sorte fra tutte le famiglie atte a sostenere, a proprie spese, l’occorrente sul cibario e ricezione di tutti gl’individui che s’invitano per solennizzare detta festa.
   Il più bello e commovente che si ammira in questa festività, è il trasporto, nella sera della vigilia, a circa un’ora di notte, della detta Sacra Immagine alla Chiesa Matrice, ove si celebra. In fatti quella processione di notte corteggiata in bella ordinanza dalle molte Statue che si venerano nel paese ( molte delle quali si conservano nel Museo Civico di Cerchio n.d.c.), nonché dalle Confraternite; quella moltitudine di lumi, che formano un bel colpo di vista, lungo la strada che si percorre; quel concorso di tutto il popolo pieno di devozione e tenerezza; quell’armonia delle bande musicali; quel rimbombo dello sparo, che incomincia dal che esce, incalzando, dove si porta; quell’Inno di gioja, che nei più brillanti accenti il Clero intuona, e con eco non dissimile ossequiosamente il popolo risponde; quella pompa d’infiniti lumi a cera, ornamenti più ricercati, e fasto in cui la medesima Sacra Immagine si accoglie nella Chiesa Matrice, reca nell’animo degli astanti un’estasi di beatitudini, ed un’ammirazione singolare ne’ molti forestieri che v’intervengono (…)”.
    A distanza di moltissimi anni alcune cose sono mutate: il giorno festivo fissato nella 4^ domenica si settembre è stato portato da una ventina d’anni, alla 1^ o 2^ domenica di settembre; la processione notturna non si svolge più all’una di notte ( ora inizia alle 19 e 45,  ) né tutti i santi del panteon cerchiese vengono più portati in processione  né le confraternite esistono più e nemmeno i moltissimi “ miracoli “ che ogni anno prodigamente la nostra Madonna elargiva ai suoi fedeli vengono più compiuti o comunque non ne abbiamo più sentore.
    A parte questi vistosi cambiamenti , direi esteriori, l’amore verso il sacro busto della Madonna sembra ,però, immutato tanta è la moltitudine che in pompa magna nella serata del sabato festivo onora la Madonna delle Grazie.Ancora oggi  si nota fra i numerosissimi fedeli scene semplici ed episodi di vera e sincera commozione ed attaccamento verso l’immagine tanto cara ai cerchiesi che ,pure in terra straniera, specialmente in Mississauga ( Ontario ) dal 1980 , le 150 famiglie originarie di Cerchio, hanno deciso di festeggiarla solennemente ogni 1 Agosto.
     Da sottolineare la consuetudine iniziata, sicuramente agli inizi del XX secolo, dai nostri emigranti di far indire l’asta delle stanghe per portare processionalmente la statua della madonna e dimostrare, quindi, forse, il nuovo status di benestante acquisito , dopo durissimi sacrifici, in terra straniera ( purtroppo non abbiamo documenti utili al nostro discorso ); gli speciali fuochi pirotecnici che la locale  e secolare ditta fratelli Amiconi, ogni anno, organizza per la delizia degli spettatori, in special modo l’accensione dei “fuochi” appositamente preparati in piazza San Bartolomeo ( da pochi anni, per motivi di ordine pubblico non vengono più preparati i fuochi artificiali nella fontana di C’sar’, recentemente restaurata in modo sapiente dall’attuale amministrazione comunale in occasione dei solenni festeggiamenti del bicentenario de 2003) e, così pure, l’esibizione di cantanti o gruppi musicali a livello nazionale.
       Di primo acchito le manifestazioni religiose sopra descritte nulla hanno a che fare con la religione cristiana intimamente, però, si avverte nell’aria, negli atteggiamenti pacati della popolazione, dei procuratori della festa, dei semplici spettatori un non so che di indescribile, di impalpabile. Che sia questo, in questa società dove l’uomo è lupo dell’altro, in ultima analisi, il vero miracolo legato alla modernità ?
    Come si possono dimenticare certi sguardi ieratici e commossi delle nostre nonne e delle nostre mamme ? Della bontà che traspare in ogni loro misurato atteggiamento?
    Come si fa a non avvertire un’”aria” così pregna di momenti che ti preparano ad una sincera commozione?
    Il vero credo, la vera religione, il vero miracolo non è forse tutto ciò?
    Credere che cosa significa se non preparare il proprio animo ad aprirsi agli altri ed a perdonare ?

 

LE CHIESE DI CERCHIO DESCRITTE NELLA SETTECENTESCA RELAZIONE DEL REGIO TAVOLARIO DONATO GALLARANO ( 1718-1723 )

“(…)Dentro e a fuori detta Terra vi sono più Chiese è frà l’altre dentro la Terra, la Chiesa Parrocchiale sotto titulo della SS. Annunciata, detta Chiesa tiene la sua porta con orna di pietra forte all’antica di lavoro squarciato, e scannellato con colonnette; sopra vi è l’Immagine della Vergine con occhio, con pietra forte, mediante due scalini  s’ascende ad una nave grande della Chiesa, ed a sinistra vi è altra nave piccola mattonata nel suolo, coverta a tetto di canali a due penne, ed a sinistra vi sono cinque arcati coverti a tetto ad una penna sostenuti da pilastri di pietra forte, a destra dell’entrare vi è la Fonte Battesimale, ed al diritto di sopra la porta vi è il campanile in profilo con trè campane.
    In testa della Nave  vi è l’altare maggiore con Presbitero separato, con balaustrata di legno, et in cornu Epistolae, vi e la Sacrestia coverty  a lamia botte con l’armari di legno dove si conservano gl’apparati sacerdotali di tutti li colori Ecclesiastici, vi è ingenziero, Navetta, e croce d’argento, et otto calici, sopra  della Sacrestia vi è il Coro con sedili attorno con vetturino in mezzo, coverto a lamia a botte a lunetta con comodità di ciminiera, e con due finestre corrisponde sopra l’altare maggiore, e calando alla sacrestia, a destra vi è porta, che corrisponde alla strada.
   Tornando alla Chiesa, l’altare maggiore ha la sua facciata con pietre colorite, e suoi cornicioni, vi è il Tabernacolo di legno indorato, dove si conserva il Venerabile, et a fianchi vi sono armari di stucco con due Angeli sotto con due Reliquiarij con reliquie insigni del SS.Martiri, legno della SS.ma Croce.  Velo della Vergine Santissima, ed altre reliquie, e dalla parte dell’Evangelo vi è l’altare con facciata di pietra forte con colonne,cornicioni, frasche ecc. Nella Nave picciola vi sono due altari, in uno dei quali vi si celebra, e dalla parte dell’epistola nella nave grande vi sono due altari con ornamenti di stucco, vi è il pulpito di stucco colorito, e li detti altari sono guarniti di candelieri, frasche ecc, vi sono ancora due statue di stucco bianco al naturale accosto a detto Altare vi sono due confessionarij, sedili ed altro.
   Detta Chiesa viene servita dall’Arciprete canonico, quattro altri canonici, e tre altri sacerdoti, e tre Clerici, è sta detta Chiesa meglio tenuta di quello che è la proporzione della Terra. (La citata chiesa ,oggi non più esistente ,svolse la sua attività, come chiesa cimiteriale fino alla prima metà del XIX secolo, era ubicata in località “ngastej” – n.d.c.)
     Poco di sopra della predetta Terra vi è un  altra Chiesa di San Bartolomeo, con porta con orna di pietra forte all’antica squarciata, risaltata con colonnette, con facciata di fabbrica e con quattro scalini s’ascende alla Chiesa ad una nave mattonata nel suolo, e coverta a tetto a due penne con arco in mezzo, e paragostata di legno, e due scalinj s’ascende al Presbitero con sedili attorno mattonato nel suolo, e coverto con tempiatura a quadrelli in testa si ha l’altare con facciata di stucco, e fondi coloriti con nicchio con figura di rilievo della vergine coll’Eterno Padre sopra, et a fianchi vi sono due nicchi con le Statue di rilievo al naturale, vi è pulpito di legno, vi è altra cappelluccia con alcune dipinture de’ Santi, vi è campaniletto con campanello, et in detta Chiesa vi si celebra due volte l’anno per obligo, il mezzo Agosto, e la seconda feste di Pasqua, ed altre volte per devozione,tiene gli apparati, et utensilj, calici ecc, et ha di fondo alcuni terreni, che li rendono da tre in quattro some di grano l’anno.( Tuttora esistente.Dal 1997, l’Amministrazione Comunale organizza il Corteo Storico “ Bulla Indulgentiarum” per degnamente ricordare l’ invio, avvenuto nel 1300  in occasione del Primo Anno Santo , da  parte di 16 vescovi riuniti in Roma , sicuramente con l’avallo di papa Bonifacio VIII, della ormai famosa “ Bulla Indulgentiarum” inviata alla menzionata chiesa di San Bartolomeo-n.d.c.)
    Discosto da detta Terra per circa 100 passi si trova un'altra chiesetta sotto titulo di S. Lucia coverta a tetto a due penne con altare in testa, e vi si celebra il giorno della festa, e di volta in volta per devozione, ma gli utensili e paramenti Sacerdotali si portano dalla Chiesa maggiore.( oggi non  più esistente  nella prima metà del XIX secolo svolgeva la sua attività come chiesa cimiteriale infatti lì era ubicato un piccolo cimitero . Il luogo dov ‘era ubicata la chiesa , è sito nei  pressi dove è collocato il cippo sepolcrale del I sec. d.C. Chissà se la citata chiesa insisteva nell’antico sito dove era ubicato il tempio noto già nell’ 818?  n.d.c.)
     Verso mezzogiorno distante circa un miglio vi sta un  altra chiesetta sotto titulo di S. Maria Piede Ponte, coverta a tetto a due penne, dove vi stà altare con paragostrata e Presbiterio, e vi si celebra il giorno della festa, e li sabbati, ed altri giorni per devozione, e tiene li paramenti et utensili necessarij- Vi è campana, sacrestia, e casetta per abitazione dell’Eremita che ci assiste a tiene d’entrada da 3, ò 4 some di grano l’anno. (“.. l’abitatori della predetta Terra godono d’una ferie, che si fa nella Domenica fra l’ottava della Vergine nella Cappella di S. Maria Piè di Ponte, dove si portano a vendere ogni sorta di Animali grossi, e minuti,vasi di creta,frutti, e verdume, e dura un giorno …)( E’ l’attuale chiesa cimiteriale n.d.c.)
    Anco nel detto verso mezzogiorno per la distanza di un miglio, vi stà Chiesetta privata nella possessione del 2° Proposito di Celano sotto titulo di S. Francesco d’Assisi, e vi si celebra il giorno della festa e tutte le feste di precetto, tiene l’apparamento et utensilii necessarij, e la fondazione di detta Chiesa seu entrate …( ora esistono soltanto i muri perimetrali-n.d.c.).
    Poco  sotto la Terra di Cerchio nel luogo detto Corbarola vi è una chiesa e Monistero de’ PP. Scalzi di S. Agostino, sotto titulo di S. Maria delle Grazie, tiene porta di pietra forte all’antica con finestrone quadro sopra con affacciata di fabbrica liscia.
    La detta Chiesa è ad una Nave coverta a lamia a botte con lunette, e mattonata nel suolo, ascendendo due grade si trova balaustrata di legno con Presbiterio- In testa vi è altare maggiore con due porte à destra,ed à sinistra, quale s’entra dentro la Sacrestia, dove vi sono li cassabnchi, et apparati di tutti i colori, vi sono li calici, Navetta et incenziero d’argento, e sopra della sacrestia vi è il coro ad uso monastico con occhi tondi, con gelosie, che sono alla affacciata dell’altare maggiore.
    Tornando alla chiesa in testa vi è il mentuato altare maggiore con quadro a faccia di muro, di S. Maria delle Grazie con pannetto avanti, e baldacchino sopra, vi è custodia di legno indorata, dove dentro si conserva il Venerabile, con frasche,candelieri ed altro.
    Tornando alla nave in cornu Evangelij vi è una cappella di stucco bianco lavorato alla romana con colonne di stucco, e suoi cornicioni con finimento tutto d’intaglio di mezzo rilievo con il Padre Eterno nel mezzo del finimento con Angioloni a fianco,et al fianco delle colonne vi sono due statue di stucco al naturale con altare colorito con frasche, candelieri,ed altro, e vi sono due confessionarij dentro mura di noce.
     A cornu epistolae, vi è l’altro altare a faccia di muro con colonne e suoi cornicioni di stucco bianco con frasche, candelieri,ed altro, e vi sono due confessionarij simili di noce, come all’incontro, accosto a detta vie è il Monistero con due chiostri, e dormitorij intorno; tengono il loro campanile a profilo con due campane, vi sono di famiglia 12. religiosi, e vi sono d’entrada comodamente.(…)”.
     La citata Chiesa, tuttora esistente, nel corso dei secoli ha dovuto subire moltissimi rifacimenti,come così pure il monastero  attualmente adesso sede del Comune di Cerchio, del Museo Civico, sede Avis comunale , sede Centro diurno anziani e casa rettore chiesa Madonna delle Grazie ( Vedi   Gennaro Manna: “ Vertenza Cerchio-Collarmele Parere Gennaro Manna,Aquila Tipografia Sociale di A. Eliseo 1894- pagg. CXVII-CXLIV ed anche il mio : “ Storia di Cerchio nella settecentesca relazione del Regio Tavolario Donato Gallarano” in Museo Civico  di Cerchio, Quaderno n. 10, anno I,1998 ).
      

ELEZIONE DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO MARTIRI COME PATRONI DI CERCHIO

“ Marsorum
Ad humillimas precis Populi, et Cleri Terre Circuli Mar/sorum Diecesis pro Confirmatione, seu approbatione/Electionis in Patronos Principales Sanctorum  Martirum/ Joannis, et Pauli olemine supplicantium, et ab tmd.o/et Rom(an)o R(evere)nd(issim)o Card(ina)le Collaredo relatas; Atten’to prout/assertum fuit,quod alios Patronos neque Principales,/neque minus Principales habeant,et quo Electio/huismodi fuerit legitime’,et iuxta Decreta San(ctam) mem(oriam) Urbani Papa octavi die 23 Marty 1630 edita,/ser:ser’: facta;Sac. Ritum Cong(regatione) eamdem benigne/confirmavit,ac approbavit,Et servata forma Con:/stitutionis eiusdem San(ctam ) mem(oriam) Urbani Papa Octavi/ de Celebratione festorum, Sanctis Joanne(es), et Paulo sic/in Patronos Principales electis,prerogatiuas omnes Sanc/tis Patronis Principales competentes,attribuit atque/concessit.Die quinta Decembris 1705./
  Firma illeggibile
Vi è il sigillo a sinistra e a destra firma illeggibile del segretario.
Sotto sta annotato : “Gratis “
Nel retro vi è la seguente conferma del vescovo dei Marsi monsignor Francesco Bernardino Corradino:
“ Nos Fran(cis)cus Bernardinus Corradinus Marsorum/ep(isco)pus, viso retroscritto Decreto Sac(ra) Cong(regatio)nis Ritum/sup. confirmat(io)ne, seu approbat(io)ne elect(io)nis in P(at)ronos/Principales Ss. Martires Joannem et Paulum Cleri,/et Populi T8er)re Circoli huius Die(cesi)s, attenta/n(ost)ra, relat(io)ne data eios Sac(ra) Cong(regatio)ni, mandamus per/ p(rese)ntes publicari in Eccl(es)ia Parr(occhi)ali et confermari/pred(ictu)m Decretum, registuaiq. In Libris Eccl(es)ie pred(ict)e ac Concilior. Res’pue d(ict)e Uni(versi)tatis pro ero. notizia./Datum Piscine ex e(pisco)pali Pal(ati)o die 4 Juny 1706  / V. Marsorum e(pisco)pus“
  Segue a sinistra il sigillo personale .
Infine , a destra,così sembra leggersi : “ Sim Cautionus Seg.(greta)rius”.
Nell’altro verso si legge: “ Decreto p(er) l’elettione/in Protettori S. Gio:(vanni) e /Paolo hauto dalla S(acra) Cong(regazio)ne”.( Museo Civico di Cerchio )Misura mm. 390 x 270. 

AUTENTICHE DELLE RELIQUIE
( Sono redatte in parte a stampa e in parte manoscritte )
 

“ D. HENRICUS/LASSO DE LA VEGA/ Dei,& Apostolicae Sedis Gratia Episcopus Taumacensis./Univcersis,& singulis praesentes Nostras authenticas litteras inspecturis fidem dubiam facimus, atque testamur,/quatenus Nobis devote exhibitis plurimis Sacris Reliquiis,eas ex locis authenticis ,/extractas,literis authenticis,& sigillo munitas diligenter recognovimus,ex quibus sequentes extraximus, videlicet particulas ex Sacri ossi/bus S. Libor. Ep. et Conf./quas reverenter reposimus intus Theca exauri calco forme ovate /conico orist(…) munitam/&funicolo serico rubri coloris bene colligatos,nostroque parvo in cera rubra ispanica impresso sigillo prò ma-/jori dicte Sacre Reliquis identitate obsignatos,& ad maiorem DEI gloriam,suorumque Sanctorum vene-/rationem dono dedimus & elargit fuimus ego (..) fabritius donavit (…)/ ad effectum,& cum fa(..)tate penes se retinendi,aliis do(…)andi,extra Urbem transmittendi,& in qualibet Ec-/(…) publicae Christi fidelium venerazioni esponendi,& collocandi.In quorum fidem,has /testimoniales literas,(…)nu nostra,subscriptas, Nostroque firmatas sigillo per infrascriptum Secretarium nostrum/expediri mandavimus Datum Rome extra porta Le(…) Die 6 Mensis aprilis Anno 1730/H.Ep(iscipu)s Taumacensis/Stephanus Alexandri Sec(reta)rius “-Museo Civico di Cerchio. Misura mm. 270x 198.

 “ FR. NICOLAUS ANGELUS MARIA LANDINI Florentinus,/Ordinis Eremitatum S.Augustini,Dei,& Apostolicae Sedis gratia Episcopus/Porphyrien.,Sacrarii Apostolici Praefectus,ac Pontificii Solii Assistens./ Universis, & singulis prasentes nostra litera insepcturis fidem facimus,& attestamur,qualiter Nos dono dedimus/particulas de Oss. SS. Nicolai de Tolentino,Guilelmi Conf.rus, et/ Monice Vidue ex locis authenticiis ex traer.,posit. in reliquia arg.o/ ovalis figure,ety cris V. mun quod Serico rubro ligat. N’ro parvo/ Sigillo obsignari mandavimus ; eidemque ut/apudse retinere,aliis donare,& in quacumque Ecclesia,Oratorio,au Capella publicae fidelium venerationi/ exponere, & collocare valeat in Domina facultatem concessimus. In quorum fidem has
literas testimoniales/ manu nostra subscriptas nostroque sigillo firmatas per nostrum Secretarium expediri mandavimus.Datum/ Rome 20 au(gus)ti 1766 /” segue la firma illegibile del vescovo e sotto la firma del segretario .( Museo Civico di Cerchio ).Misura mm. 267x mm. 191.

“ BENEDICTUS CERVONE/DEI,ET APOSTOLICAE SEDIS GRATIA EPISCOPUS AQUILANUS,/REGISQUE A LATERE CONSILIARIUS./Universis,& singukis praesentes literas inspecturis fidem facimus,atque testamur, quod Nos ad majorem omnipotentis/Dei gloria,Sanctorumque quorum venerationem dono dedimus,atque concessimus Sequentes Sacras Reliquias,nempe particulas et Ossibus S. Jsidori Agric(…)/S. Joachim P.B.M.V.,S. Maximi Levit. M., S. Equiti Abb.,S. Gervasii,et Protasii,S.(…) Bartolomaei Ap, S.Marci Ap., S. Caesidii M.,S. Eunuphrii Anachor.,S.Patri de Alcant.,S. Andraea Avell.,S. Dionisii Areopag./S.Januarii Ep.,et M., S. Emygdii Ep.,S. Paschalis Baylon, S. Antonimi de Pad(…),S. Basii Ep.,et M., S.a Franciscae Roman., S.ae Agatae V., et M., S.ae Teresiae Virg.; nec non ex Palio S. Josephi Spon. B.N.V.,/ex Praecor. S. Bernardini Senen., ex Cilicio S. Petri Celestini,ex Stubc. S. Philippi Nerii,et ex habitus B. Vincentii ab Aquila,S. Jacobi a Marchia, S. Francisci Assisin. Et S. Joannis a Capistrano./ ex authenticis locis extractas legitimeque recognitas atque collocatas in theca stamena ovalis figurae crystallo a parte anteriori/obducta/bene clausa,& funiculo serico coloris rubri colligata,Sigilloque nostro Signata cum facultate illas apud se reti-/nendi,aliis donandi,& in quacumque Ecclesia Oratorio,aut Cappella publicae Fidelium venerazioni exponendi, & collocandi./In quorum fidem has literas testimoniales nostra manu subscriptas, nostroque Sigillo munitas per infrascriptum nostrum Secretarium/expediri mandavimus.Datum Aquilae ex Aedibus nostris hac die 20. Mensis Martii Anni 1788/ Antonius Cresi V(ivari)us G(ener)lis/ Gratis / Joannes Nicolaus Cerasoli Sec.(reta)rius” .A sinistra vi è il sigillo vescovile. ( Museo Civico di Cerchio ) Misura mm.322 x226.

“ FR. JOSEPH  BARTHOLOMAEUS MENOCCHIO/Ord. Eremit. S. Augustini/DEI, ET APOSTOLICAE SEDIS GRATIA/EPISCOPUS PORPHIRIENSIS/SACRARII APOSTOLICI PRAEFECTUS/SS. D. N. PRAELATUS DOMESTICUS AC PONTIFICIO SOLIO ASSISTENS./Universis, et singulis praesentes nostras literas fidem facimus authenticis, sigilloque munitas recognovimus; ex quibus extraximus Sacram particulam ex arca Sepulcr. S. Aloysii Gonz.a Conf.s, quam /Reverenti collocavimus in Theca auric. Dearg.ti ovalis fig.a unico cristallo munita/a posteriori vero funiculo serico rubri coloris colligata, Sigilli Nostri impressione in cera hyspanica rubra obsignata,dono/dedimus cum facultata in Sacra Reliquiam apud se retinendi, aliis donandi, et in quacumque Ecclesia, Oratorio, seu/ Cappella publice Fidelium adorazioni exponendi ad majorem D.O.M. gloriam , et suorum Sanctorum cultum, et venerationem./ In quorum fidem etc. Datum Romae hac die 19 xbris 1819/GRATIS/ F. Joseph Barth:Ep Porphi/ Dominucs Contestabile Sec.rius/( Museo Civico di Cerchio )- Misura mm. 310x 218.

“ FR. JOSEPH BARTHOLOMAEUS MENOCCHIO/Ord. Eremit. S. Augustini/DEI, ET APOSTOLICAE SEDIS GRATIA/EPISCOPUS PORPHYRIENSIS/SACRARII APOSTOLICI PRAEFECTUS/ SS. D.N. PRAELATUS DOMESTICUS AC PONTIFICIO SOLIO ASSISTENS./Universis,et singulis praesentes nostras literas inspecturis fidem facimus indubiam,atque testamur,qualiter Nobis, exhibitis/ pluribus Sacris Reliquiis, eas authenticis locis desumptas, ac documentis authenticis,sigilloque munitas recognovimus; ex quibus extraximus Sacras Reliquias ex Pallio S. Josephi Sp. B.M.V. ex Habitu SS. Paschalis Baylon/Francisci Asis. Conf.m S. Emygdii Ep. M. ex ossib. SS. Pauli Ap.,Andrea Avell. Conf.s Vincentii, et Joannis MM.,quas Reverenti collocavimus in Theca auric.e dearg.ti ovalis fiq.e unico ery stallo munita/a posteriori vero funiculo serico rubri coloris e Alligata,Sigilli Nostri impressione in cera ispanica rubra obsignata, dono/dedimus cum facultate dictas Sacras Reliquias apud se retinendi, aliis donandi,et in quacumque Ecclesia,Oratorio,seu/Cappella publice Fidelium adorazioni exponendi ad majorem D.O.M. gloriam,et suo(…) Sanctorum cultum,et venerationem./In quorum fidem etc. Datum Romae hac die 12 Martii 1820/GRATIS/ F. Joseph Bart.Ep.Proph./ Dominicus Contestabile Sec(reta)rius “ ( Museo Civico di Cerchio )-Misura mm.310x 218.

“ JOSEPH TITULI/SANCTAE ROMANAE ECCLESIE PRESBYTER/CARD. DELLA PORTA-RODIANI/SS.MI DOMINI NOSTRE PAPAE VICARIUS GENERALIS/ROMANAEQUE CURIAE EJUSQUE DISTRICTUS JUDEX ORDINARIUS ETC./Universis,et singulis praesentes literas inspectuiris fidem facimus,et attestamur,quod Nos ad majorem Omnipotentis/Dei gloria,suorumque Sanctorum venerationem recognovimus sacras particulas, ex Sepolcro Jesu Rev.m Virgini,Mariam/et ex Ossibus S. Bibianam Virginis,et Martiris. Ac multorum sanctorum/quas ex authenticis locis extractas,reverenter collocavimus in theca argentata ovali (…) cristallo munita/bene causa,et funicolo serico coloris rubri colligata,ac sigillo nostro signata,pasque/ consignavimus cum facultate apud se retinendi, aliis donandi,extra Urbem transmittendi, et in quacumque Ecclesia/ Oratorio, aut Cappella publice Fidelium venerazioni exponendi.In quorum fidem has literas testimoniales manu nostra /subscriptas, nostroque sigillo firmatas per infrascriptum Sacrarum Reliquiarum Custodem expediri mandavimus./Romae ex Aedibus nostris Die XX Mensis Julii Anni MDCCCXL/ n. Ferrarelli Archiep.s Myren; Loiumtenens/GRATIS/ Felix Canon.us Clementi Cu(…)”. ( Museo Civico di Cerchio ) mm. 380x 217.

 

LETTERA INVIATA DA DON FRANCESCO ANTONIO D’AMORE  CON ANNOTAZIONE DI PROPRIO PUGNO DI PAPA GREGORIO XVI

“ Sacerdote Francesco Antonio d’Amore/ Arciprete della chiesa curata sotto il titolo de’ Santi Giovanni e/ Paolo nella terra di Cerchio Diocese de’ Marsi trovandosi ai piedi della/ S.V. ardisce Supplicarla, che per accrescere devozione al Simulacro del/la gran Madre di Dio sotto il titolo delle Grazie con prodigio di Sco/perta a di 2 Febbraro 1803 nella Chiesa dei Soppressi Padri Ago/stiniani Scalzi le piaccia di fare il dono perpetuo alla Chiesa/ del tesoro Spirituale delle Indulgenze Plenarie da lucrarsi da chi/ confessato, e communicato visitava d.(et)ta immagine nel giorno 2 Febraro/ che la detta Chiesa con particolar devozione, è freguentata tanto dai/ Paesani del luogo, che dal concorso delle circonvicine delle terre. Che/= ex Aud=a Ssmi=/Ssimus D’mus Nr Gregorius PP. XVI  Omnibus utriusque S(…)/
nel retro sta annotato : « (…) nfessis, ac Sacra Comm(…)/(Se)cunda Mensis Februar(i)/(…)ris Saptium juxta Mentem/(…)ntiam Pelnariam incipiendam/primis Vespe(…) Solis pradeicti dici benigne in Per/petuum ex speciali Gra(…) et abique alla Brevis expeditione/Datum Romae Sec.ria S. Cong’nis Indulg.rum die 30 Maji 1831/ “ Segue la firma illeggibile ed il Sigllo.
Nell’altro retro sta riportato : (…)Santità di N.(…)/(G)regorio Papa XVI/Alla Congr’e delle Indul=/genze/Le suddette parole= Alla Cong’ne/delle Indulgenze= sono state scrit/te di proprio pugno dal Papa/Gregorio XVI fummo alla di lui /Udienza./ Gius.e Vesc.o de’ Marsi/ Per / il Sacerdote d Francesco Antonio d’Amore “ –Museo Civico di Cerchio

 

DELIBERAZIONI  TRATTE DAL REGISTRO DEL DECURIONATO DELL’UNIVERSITA’ DI CERCHIO ( 1798-1801 –vedi il mio : “ 1798-1801 4 anni di vita amministrativa attraverso il Registro del Decurionato  di un paese d’Abruzzo: Cerchio “ –Museo Civico di Cerchio- Quaderno n. 47-Anno III, 2000)

    “(…) In Dei(…) Cerchio li 27 Maggio 1798
Dalli attuali Sindaci Domenico Tuccieri e Basilio Fosca si è chiamato il Conzeglio generale nella solita Casa dell’Università ( Comune n.d.c.) col assistenza del ill(strissi)mo D.(on) Federico Baratta Dottore delle Leggi Viciconte, e Giudice in questo Stato di Celano, e si sono proposti i seguenti capi
    In primis si propone alle Signorie Vostre come si devono eligere i nuovi sindaci per suffraga secreta però ognuno dia il voto a chi gli parera tra i quattro Cittadini che dovranno bussolarsi secondo la nomina che si legge
1si propone che si deve fare il libro della tassa inter cives per cui si devono eligere il Razionale (1), ed assistenti conforme si devono eliegre i medesimi per la visione de conti degli attuali Sindaci, e di tutti i luoghi Pij onde faccino una tale elezione
2Si propone che si devono eleggere i Procuratori del ospedale ed il loro soprastante
3Si propone che si devono eligere i procuratori della Chiesa, ed il loro soprastante
4Si propone che si devono eligere i magnifici medico, e Chirurgo
5Si propone che si devono eligere il Gasciere (2) e Mastro Portolano (3)
6Si propone che si devono eligere i due Massari di Armento e due apprezzatori di campagna
7Si propone che si deve provvedere per le Cavalle per la prossima tritatura (4)
8Si propone che si devono eligere i Procuratori de nostri santi Protettori Giovanni e Paolo
9Si propone che si devono eligere i Procuratori di S. Isidoro, e di S. Emidio (6)
10Si propone che si deve provedere per il Toro(7) per le vacche
11Si Propone come si deve eligere l’Avvocato in partibus onde risolvano le Signorie loro che debba farsi
12Si propone alle Signorie vostre Come avendo fatto la nova fabbrica della chiesa alcune lesioni della Cuppula che minacciavano, e  tuttavia minacciano ruvina, i Magnifici Sindaci e deputati di detta  Fabbrica per vedere se la cosa poteva riattarsi o pure tornarsi a fare, e da che fossero dette lesioni procurate stimarono di ricorrere nella Regia Udienza Provinciale, dalla quale fu ordinato  che l’appaldatore mastro Francesco Tran(quilli) (…) de Periti per la ricognizione di detta Fabbrica dopo la nota di sospetto; in vista di tal ordine Mastro Francesco tranquilli si contento obligarsi presso gli atti della Regia luogotenenza di Pescina danto per sospetti Giovan Antonio Fontana di Avezzano, e Francesco Simonetti Commorante in Celano si contento di Stare alla ricognizione di quel Perito che avessero eletto fuora di questi due i detti Magnifici Sindaci e Deputati, come in essi fu eletto da medesimi Giovan Francesco Leoporres (8) dell’Aquila il quale fece la presente perizia che si legge alle Signorie Vostre, obligando il Tranquilli al risarcimento de danni, ripetendo tutto dal essere stata la cuppula costrutta al risarcimento de danni, ripetendo tutto dal essere  stata la cuppula costrutta non secondo l’arte e di essere per ciò il Mastro Francesco Tranquilli tenuto al risarcimento de danni; non piacque al Tranquilli la detta Perizia per cui pretende di non fare a Sue spese il risarcimento ordinato, per cui essendosi ricorso di novo al Tribunale si è ordinato di notificarsi la detta perizia al Tranquilli. Tutto si propone alle Signorie loro acciò risolvano cosa debba farsi
Dottor D. Venanzio d’Amore ( Fracassi il Vecchio n.d.c. )
Francesco Pietroiusti
Giacinto d’Amore
Giovan Antonio Pantano
Felice Tuccieri
Rosato di Domenico
Tomaso Campomizzo
Pasquale Continenza
Giovanni Cipriani
Biagio Iannicca
Vincenzo Pantano
Costanzo di Domenico
Nicola d’Amore
Nicola Cipriani
Dottor D. Vincenzo d’Amore
Angelo Nicola d’Amore
Girolamo d’Amore (9)
Francesco di Filippo d’Amore
Vincenzo Meogrossi
Gervasio Continenza
Giuseppe Ciofani
Pasquale Sperandio
Giovanni Legge
Angelantonio Ramelli
Simone d’Amicis
Silvestro d’Amore
Silvestro(…)
Giovanni Sperandio
Francesco Cipriani
Antonio di Natale
Francesco Martellozzi
Felice Fasciano
Luca Ciotti
Giuseppe Sperandio
Pasquale Iacobacci
Vincenzo Carosone
Vincenzo Sperandio
Nicola Iacobacci
Carlo Felice Pietrocicco
Francesco Iafolla
Domenico Massaro
    Al primo capo essendosi bussolato per suffraggia secreta Giuseppe Ciofani, ed à hauti voti inclusivi numero quaranta, esclusivi numero tre, essendosi bussolanti in secondo luogo Nicola Ciaglia, ed à hauti voti inclusivi numero ventotto, esclusivi numero quattordici, essendosi bussolato in 3° luogo Francesco Martellozzi ed ha hauti voti inclusivi numero nove esclusivi numero trentatre, e finalmente essendosi bussolato in 4° luogo Carlo Felice Pietrocicco, il quale a hauti voti inclusivi ventuno, esclusivi ventuno; sicche per nagioranza de voti sono restati eletti Sindaci Giuseppe Ciofani, e Nicola Ciaglia
    Al secondo capo si è da tutti risoluto, che per Razionale per il libro della Tassa intercives, e Visione de Conti de presenti Sindaci, Procuratori il Magnifico Francesco d’Amore, e per Assistenti Simplicio  di Simone, e Ferdinando Continenza
     Al 3° Capo si è da tutti risoluto, che per Procuratori dell’Ospedale, è restato eletto Giovanni Cipriani, e Francesco Cipriani
    Al 4° Capo si è da tutti risoluto, che per Procuratori della Chiesa sono restati eletti Carlo Felice Pietrocicco, e Gervasio Continenza
    Al 5° Capo si è da tutti riolsuto, che per Medico, e Chirurgo restino confirmati gli Attuali, che esercitano
   Al 6° Capo si è da tutti risoluto, che per Portolano, e restato eletto Vincenzo Carusone, e per Grasciere, e restato eletto lo stesso
   Al 7° Capo si è risoluto, che per Mastro d’Ermenti sono restati eletti gli attuali che esercitano
   All’8° Capo si è da tutti risoluto che (…) per le Cavalle e per il Toro per le vacche
    Al 9° Capo si è da tutti risoluto, che sono restati eletti D. Lorenzo d’Amore e Giuseppe di Silvestro d’Amore
    Al 10° Capo si è da tutti risoluto che per Procuratori di S. Isidoro sono restati eletti Gervasio Continenza Pasquale Iacobacci, e Procuratori di S. Emidio si confermano gli Attuali
    Al 12° Capo si è da tutti risoluto , che si faccino tutti gli atti necessari tanto per il risarcimento, quanto ad obligare il detto Tranquilli al compimento della nuova Chiesa procedino a far fare all’esazione delle Significatorie per ultimare la fabrica della Chiesa, senza parzialità di nessuno
   Dottor Federico Baratta Viceconte  e Giudice
Per li schioppi si è risoluto, che pachino a rispettivi Procuratori a tenore dell’apprezzo fattosene nella ope(…) di essi e così Baratta (…)”

“(…) In Dei Nomine Amen= Cerchio li 12 Maggio 1799
Dalli presenti Massari Giuseppe Ciofani, e Nicola Ciaglia si è chiamato il Conzeglio generale nella Solita Casa del Università col assistenza del Signor Governatore Don Lorenzo d’Amore, e si sono proposti i seguenti Capi (…)
     In primis si propone alle Signorie loro Come non si è trovato ad impegniare il fondo detto giardino per toccati otto Cento a tenore della risoluzione fatta sotto il dì 28 Aprile ma solo ci si è presentata un offerta che originalmente si presenta alle Signorie loro accio risolvano cio che conviene
     A questo Capo si è da tutti risoluto che si riceve la presente offerta e che si impegni lo Giardino col orto, e che si ponga in subasta per tre sere continue, e si liberi al più offerente
sic    Si è risoluto ancora che gli attuali Amministratori Giuseppe Ciofani, e Nicola Ciaglia assegnino sessanta docati agli Procuratori dei nostri Protettori Giovanni e Paolo, e questi dal intiere esigenze del’Università per fare una festa più magnifica del solito (sicuramente ciò forse fu dovuto in quanto le masse sanfediste , alle quali anche la comunità cerchiese contribuiva ad inviare soldati  e vitto, stavano avendo la meglio contro le truppe francesi infatti il 13.14 giugno 1799, cadde la Repubblica Partenopea n.d.c.)
    Si è risoluto ancora che gli Sindaci subito patentino per Eremita del Soppresso Convento Domenicantonio di Domenico essendo questo Stato riconosciuto abile da questo publico
L. de Amore Gubernator et Iudex
Tomaso Giusti Cancelliere (…) »

Note

1)Equivalente al nostro ragioniere
2)Funzionario municipale addetto alla verifica della tenuità dei generi alimentari o alla loro distribuzione
3)Esperto della manutenzione delle strade
4)Notizia interessantissima attraverso la quale apprendiamo l’uso, sicuramente medioevale, di mettere a disposizione dei cittadini, previa apposita elezione, le cavalle per la tritatura dei cereali e dei legumi e del toro, sempre comunale, per la monta
5)Notizia importante do si apprende l’usanza, anch’essa medioevale, della elezione di tutte le cariche comunali ivi compresi i procuratori delle feste dei santi protettori dell’Università: Giovanni e Paolo Martiri ( si festeggiava il 27 Giugno, adesso,invece la domenica più vicina alla citata data ), e dei comprotettori S. Isidoro ( si festeggiava il 15 maggio,poi la domenica più vicina alla menzionata data ed , infine,ora  insieme ai  Santi Giovanni e Paolo Martiri ),patrono degli agricoltori e S. Emidio , protettore dei terremotati ( si festeggiava  il 9 settembre fino ad una  quarantina di ani fa ,ora non più).
6)Vedi nota 5
7)Vedi nota 4
8)Questi il 28 dicembre 1778 compilò  una relazione tecnica sullo stato delle derivazioni e delle fontane pubbliche e private in L’Aquila. Vedi “ Indice analitico degli Atti relativi al Comune dell’Aquila esistenti presso l’Archivio Provinciale” Tip. B. Secchioni e Figli 1905.
9) Vedi il mio : “ Cerchio dal 1798 al 1867 “ in Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria- 1992.Vedi anche il mio dallo stessto titolo pubblicato in Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 14, Anno I, 1998.

EX VOTI

     Per quanto riguarda questa espressione della vera arte popolare, purtroppo, dobbiamo registrare una incresciosa perdita. A più riprese, infatti, gli ex voti, metodicamente, oserei dire quasi in modo “scientifico “, sono stati distrutti ,sicuramente, per volontà dei vari parroci che si sono avvicendati, nel corso degli anni, alla cura delle chiese loro affidate e specialmente alla cura della chiesa della Madonna delle grazie: “(…)Sono io però memore e lo sono i miei concittadini di qualche età, dei molti quadri  che si trovano sospesi nelle pareti della Chiesa, d’inifiniti bastoni, che negli angoli della medesima si trovavano, di molte spoglie esposte nelle pareti istesse, ed infine di molti doni d’oro e di argento che ora, in parte, dentro l’urna circondano la sacra immagine.Tutte queste cose sono testimoni parlanti che dimostrano le numerose grazie e prodigi, che i nostri maggiori dicono infiniti, assicurandoci, che non vi era storpio, cieco, muto e malato di ogni specie, il quale,rivolto alla nostra Gran madre, non riportasse sanità. Con mia meraviglia, e con rammarico di tutti ora debbo dire; che i detti quadri,stampelle,spoglie, e porzioni de’ doni tolti vennero, sono circa anni venti, sotto l’unica ragione che ingombravano la Chiesa e le pareti di essa, e che i doni riempivano l’urna, senza riflettere, chiunque sia la causa, che questi fatti sono più riprovevoli delle tenuta negligenza in registrare le grazie ed i prodigi istessi.(…)” Così, giustamente, si lamentava Benedetto D’Amore nel suo già citato lavoro : “ Raccolta dei portenti ecc. “ pubblicato nel 1855 (1).
   Si sono salvati da questa specie di furore iconoclasto i seguenti ex voto:

1)Epigrafe mutila in possesso di Antonio Chichiarelli :

2)Epigrafe mutila in possesso di Tucceri Sandra:

3)Dipinto di autore ignoto rappresentante il martirio dei Santi Giovanni e Paolo recante la seguente scrittura : Franciscus C(.)isetti pinxit 1612/ ex devotione (….) d’Amore
Museo Civico di Cerchio

4)Dipinto su legno recante, nel retro, la seguente annotazione : “ Per grazia riceuta da S. Nicola/ il di sette 7bre 1763=/ Il P. Dionisio Agost.no Scalzo fù liberato/ da una terribile pontura “.
Museo Civico di Cerchio

5)Epigrafe recante la seguente scritta:
NEL AN(NO) 1775
PER L’INVIDIA FU
SOPPRESSO IL CONVENTO DI QUES
STO COMUNE ET I DISCENDENTI
DI OTTO PERSONE CHE SE DIEDERO
IL GIURAMENTO D USO E ONO AM
ERIE E QUELLA SEMPLICE DE(E) DELL
E ESTINTA PERCIO FU ABBANDONATA
(LA) CHIESA CHE ERA (…) NEO(…)IRUTA
(…) LA SS VERGINE COM(PAR)VE A NOI
(D/)/E FEBBRAIO 1803 CON INNUMERA
(BILI) (M)IRACOLI SI(…)RIM(.)ESSA LA CHIES(A) (…)N
(…)STATORE ESSERSE VEDUTO D
ES(…)CE A CI(?) CHI LA LIBERTA A STOR(PI)
(..) DA LOQUELA A(…) MUTI E UDITO A SOR(DI)
CHIAMA FONTANA DI GRAZIE
II(…)O AMANO FU FATTA UNA (GRANDE?)
(…)BANDA DI ROMA(…)
Museo Civico di Cerchio

6)Calice d’Argento recante la seguente dedica : “ Donato da Don Giuseppe d’Amore Fracassi a Devozione della Vergine Santissima delle Grazie “. Il calice è riccamente decorato con 3 coppie di putti alla coppa con grappoli d’uva e foglie di vite e 3 coppie di putti alla base con immagine a bassorilievo della Madonna delle grazie con le mani “ in atto di dispensar grazie “. Donato al Museo Civico di Cerchio nel 2000 dagli eredi Sabatini.

7)Ex voto rappresentante un cuore d’argento recante scritto su un pezzo di carta : “ Magnante Dante/ 24-9-1939 “- Museo Civico di Cerchio

8)Ex voto rappresentato da un cuore d’argento  recante la seguente annotazione : “ Per grazia Ricevuta/Vivetta Tognoli in Meogrossi /Rovigo 23.3.1975 “.Museo Civico di Cerchio

     Purtroppo, da come  chiaramente si può evincere, è troppo poco per capire la “pietà” popolare  affidata al “ricordo”  sia esso artistico che non dell’evento portentoso cui furono partecipi i nostri antenati, anche se, ad onor del vero, i donativi  in oro e ( bracciali, anelli, collane, spille , orecchini ecc.) continuano ad essere offerti  alla speciale protettrice di Cerchio  come tengibile segno della grazia ricevuta ed infatti, ben 8 sono i raccoglitori di monili in oro che solennemente si portano in processione in occasione dei solenni festeggiamenti della Madonna delle grazie che ogni anno in pompa magna, senza dispendio di energia e di soldi,  organizza l’intera comunità cerchiese. Dobbiamo quindi arguire che all’inizio del nuovo culto mariano iniziato nell’anno della riapparizione avvenuta il 2 febbraio 1803 i nostri antenati si affidavano ai pittori locali per tramandare  in modo più visivo e popolare la “ grazia ricevuta “ oggi, invece, sembra , questo messaggio, essere affidato al nobile metallo che di per se è senza dubbio, con l’incenzo e la mirra, appannaggio, prima dei re, poi  dei nobili  ed infine,oggi, anche degli appartenenti alle culture cosiddette subalterne.

Note
1) D’AMORE Benedetto : “ Raccolta de’ portenti op.cit.

 

  Fiorenzo Amiconi

Condividi questo articolo

Commenti

Invia nuovo commento

La redazione informa che i commenti devono essere firmati. Ci riserviamo infatti di rimuovere commenti anonimi così come le esternazioni che si pongano come gratuitamente offensive, accusatorie o peggio ancora potenzialmente diffamatorie.
TEST ANTISPAMMING
Questa semplice domanda serve solo per capire che sei una persona e non un "programma"
Image CAPTCHA
Digita i cararatteri che vedi

Statistiche

Ora 0 utenti e 126 visitatori collegati.
  • Visualizzazioni dal 1 gennaio 2012
    10,426,008
  • Parziali:
  • Oggi - 2194

ultimi commenti inseriti

Loading

Prossimi eventi

24 Maggio, 2012 (Giorno evento)
25 Maggio, 2012 (Giorno evento)
25 Maggio, 2012 (Giorno evento)
26 Maggio, 2012 (Giorno evento)
26 Maggio, 2012 (Giorno evento)
27 Maggio, 2012 (Giorno evento)
28 Maggio, 2012 (Giorno evento)
28 Maggio, 2012 (Giorno evento)

michelina di cesare guerrigliera per amore fulvio d'amore

di Fulvio d'Amore 

Passato da poco l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia, arriva un lavoro definito "rischioso" dagli studiosi che negli ultii tempi si sono occupati di brigantaggio ed hanno bollato come "reazionari" coloro che hanno riportato alla luce una parte della nostra storia "scomoda" ma raccontata per intero. Ed ecco che da queste premesse prende vita il saggio di Fulvio D'Amore: "Michelina Di Cesare guerrigliera per amore" che analizza la vita e le azioni della brigantessa in chiave controrivoluzionaria. Michelina Di Cesare no come eroina romantica donna "segalina, brutta, tutta nervi e volontà", esattamente come, invece, la descrisse lo scrittore liberale Iacopo Gelli nel 1931.

Prima pagina

di Stefano Meco

Era il 21 maggio del 1962 quando un giovane neo-professionista si affacciava timidamente, ma con le idee chiare, nel fantastico mondo del Giro d...

Contenuti ed elaborazioni a cura di Luigi Salucci, Roberto Cipollone, Gianpaolo Campania e Marco Ciaffone

Avezzano – Giovanni Di Pangrazio è il...

Pescasseroli – Nessun divieto alla coltivazione di carote: al contrario, se qualcuno fosse interessato a coltivarle in aree appropriate, l’Ente Parco...

Pescasseroli - “Una migliore integrazione tra uomo e ambiente naturale, salvaguardando i valori antropologici, storici, archeologici, architettonici e le...

Cenni  sul progetto di “enciclopedia scientifica (cristiana)”

Dante Di Nicola

   Per trattare il tema del matrimonio nella Filosofia di Rosmini non possiamo non ricordare che questo pensatore, fin dagli anni della giovinezza, coltivò l’idea della compilazione di una Enciclopediascientifica da...