Emergenza Pronto soccorso ad Avezzano. I lavoratori pronti a sospendere il servizio del 118 per tutelare i pazienti
Avezzano. Gli infermieri del Pronto soccorso di Avezzano incrociano le braccia e minacciano di sospendere il servizio del 118 per tutelare il diritto alla salute dei pazienti. Alla base della protesta c'è la carenza di personale, che li costringe a turni massacranti, la mancanza di posti letto e l'assenza della vigilanza notturna. Nel Pronto soccorso dovrebbero operare 25 unità, in quello di Avezzano attualmente ce ne sono soltanto 14.
I pazienti sono esasperati e come loro anche gli infermieri e i medici del Pronto soccorso. Per loro infatti gestire questa situazione è diventato impossibile. Le poche unità operative a disposizione, alle quali poi vanno aggiunte le infinite richieste che arrivano ogni giorno e la carenza di posti letto, rendono difficile la vita di tutti i giorni. A complicare poi le cose c'è stata anche l'emergenza terremoto. Solo nel Pronto soccorso di Avezzano sono arrivati 2.300 pazienti che gli operatori hanno assistito come meglio potevano. Ora però si è arrivati veramente al collasso. Lo stesso primario, Franco Cardilli, ha spiegato che continua a sollecitare la Asl affichè integri il personale, ma fino ad ora non ha ricevuto nessuna risposta. Al lavoro difficile che gli infermieri e i medici portano avanti in queste situazioni ci si aggiungono le denuncie dei pazienti che arrivano a centinaia. Non avendo infatti la possibilità di prestare a tutti delle cure di qualità, gli addetti del Pronto soccorso ricevono poi delle denuncie da parte dei pazienti che puntano il dito contro di loro perché non sono stati curati adeguatamente. Vista la gravità della situazione e alla luce soprattutto del totale disinteresse della Asl a risolvere questa situazione gli operatori del Pronto soccorso sono pronti a sospendere il servizio infermieristico del 118.








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