Eugenio Di Loreto

Ricordare Eugenio Di Loreto è come vivere la pacata malinconia di un racconto, i cui particolari ravvivano i contatti con il reale, per chi come me, lo ha conosciuto da vicino, ed il ricordo diventa anche piena letizia. 
Già negli 11 anni (1951-62) vissuti nella generosa terra di Bolivar, che con nostalgico rimpianto e con sincero amore, considero la mia seconda patria, quando alla topografia abbinavo saltuari impegni nella pittura e vendevo qualche mio lavoro o ne donavo altri a scuole e istituti in Lara, Falcon e Zulia, esattamente in alcune occasioni, come ospite in Maracaibo della sua gentilissima famiglia, ebbi modo di apprezzare di quanta poliedricità d’inventiva fosse dotato. 
Il tempo celava per lui l’inevitabile maturità nella pittura, tanto che, pur profondamente impegnato con la sua affermatissima O.M.N.I.A.C.A. riusciva a emergere come pittore: stravolgente, eclettico, di estro pronto, lungi pur tuttavia da pretese di affermazione. 
Negli anni 1978 e 1981, tornato in Venezuela per le sue due personali, nelle capitale zuliana, osservando i suoi lavori più recenti, mi sorprendeva l’ingegnoso fervore in uno stile ormai condensato e raffinato. 
Le sue « vibrazioni spaziali », nate come studi di carattere dichiaratamente sperimentale, erano ormai realizzazioni di alto significato culturale e artistico, che esprimevano una saggezza sentenziosa, piena di imperativi, e se vogliamo di apparente ironia. 
I validissimi riconoscimenti a lui conferiti in Italia e in Venezuela, confermano che siamo di fronte ad un artista di alti livelli. 

  
Certamente sorretto dal suo spirito inappagato e dall’onestà della sua ricerca, avrebbe potuto dare molto all’arte, se la sua vita non fosse stata falciata a giovane età e in un momento magico della sua creatività artistica. 
Il ricordo di lui ci regala momenti di piacevole gaiezza, di orgoglio per chi ne fu amico. 
Ed è doveroso, pur se in una fugace sintesi di note, il nostro pensiero di stima e di apprezzamenti sinceri alla sua straordinaria compagna architetto Blanca Cano Di Loreto, teneramente attorniata dai suoi tre simpaticcismi figli: Eugenio, Esteban, Edoardo. 
Anch’essa artista di eccellenti  doti. Donna di intelligenza vivissima, che pur liberar da schemi di vita o archetipi della memoria o del pensiero, ma suggerita ugualmente dal sentimento, dall’amore per il prossimo e soprattutto dal fascino negativo dei suggestivi e insostenibili ricordi del suo compagno scomparso, riesce a fondere la sua cultura, le sue aspirazioni, le sue emozioni, le sue volontà, dando vita a realizzazioni, di eccezionale interesse e di sorprendente pregio culturale-artistico e umano, come lo dimostra con le sue singolari idee su San Josè de la Matilla.
                                                                                      

                                                                              Luigi Susi 
                                                                                        
     (
pittore-poeta

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