Caraibi

L'orefice del Re

L’orefice del Re.
Ascanio da Tagliacozzo e il suo tempo
Autore:
Domenico Colasante
Casa Editrice Tinari, Villamagna (CH)

Il volume è stato presentato nello scorso mese di luglio in occasione della XII edizione di “ASCANIO 2007”, la festa di strada rinascimentale promossa dal Comune di Tagliacozzo. Vi si racconta la storia di Ascanio de Mari, nato a Tagliacozzo intorno al 1520 e affermatosi come valente orafo presso la corte di Francia negli anni fra il 1540 e il 1566 dopo essere stato a lungo allievo di Benvenuto Cellini. Ascanio occupò per questo un posto significativo anche nella mirabile autobiografia del grande artista fiorentino raccontata nella famosa “Vita” e fu co-autore della celebre Saliera, ancora oggi conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna, considerata uno dei capolavori dell’oreficeria manierista del secolo XVI.
 
Il libro vuole essere dunque un pregevole contributo volto a completare e precisare episodi e contorni della vita e dell’opera dell’artista abruzzese, aggiornando il quadro documentativo oggi disponibile e inquadrando la sua vicenda umana nella sequenza degli avvenimenti che hanno segnato il suo tempo, nei luoghi e negli ambienti in cui è vissuto e che ha attraversato, nei personaggi con cui è entrato in contatto. Tutto ciò assume maggior significato per quella parte della sua vita trascorsa in Francia, più ampia di quella precedentemente vissuta in Italia ma anche più oscura e talora misteriosa, in quanto successiva al distacco da Cellini e quindi non più illuminata dal mirabile racconto del suo maestro.
 
La storia di Ascanio è una storia di emigrazione di un piccolo montanaro, in origine povero e ignorante,
segnato da una straordinaria forza d’animo unita alla capacità di saper mettere a frutto ogni aspetto della sua bravura e della sua immagine esteriore cogliendo al volo i segni favorevoli della fortuna. Insomma egli fu portatore di tutte quelle qualità positive e negative, che tradizionalmente sono state attribuite alla rude gente di montagna di un tempo, per quella ostinata voglia di cercare il riscatto da una condizione di partenza oggettivamente ritenuta svantaggiata e di perseguire con forza la conquista del successo. Fatalmente queste prerogative avrebbero procurato ad Ascanio anche delusioni, amarezze e sofferenze.
 
Il racconto
della vita di Ascanio è suddiviso in tre periodi salienti, coincidenti con tre differenti luoghi ma anche con tre diverse fasi: la prima è quella della infanzia vissuta a Tagliacozzo e della elaborazione dei primi orientamenti che, favoriti dal vivace ambiente artigiano locale, lo portarono a compiere una decisiva scelta di vita lasciando per sempre il paese. La seconda fase, vissuta in prevalenza a Roma, è segnata prima dalle esperienze di iniziazione e formazione artistica nella bottega di Cellini, poi dalla sua crescita umana anche grazie all’impatto con situazioni estreme, uomini interessanti e viaggi avventurosi. La terza fase, che ha come teatro Parigi, è quella della messa a frutto degli insegnamenti del maestro e quindi della emancipazione artistica e umana dopo il loro definitivo distacco, per arrivare infine al successo definitivo della maturità ma anche ai dolorosi affanni e al mistero che avrebbe segnato l’ultima stagione della sua vita.
 

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