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I residenti di via Sante Marie protestano: lampioni rotti da tre mesi e strade mai pulite

Avezzano. Degrado in città. Una strada rimane al buio per tre mesi e nessuno interviene. Questo quanto succede a via Sante Marie, parallela di via XX settembre, nonostante le continue lamentele dei cittadini e le segnalazioni alle autorità competenti. La strada, che si estende per due chilometri, oltre a non essere illuminata la notte a causa dell'impianto mal funzionate, non viene neanche mai pulita. Sembrerà strano eppure a due passi dal centro c'è una situazione di degrado e abbandono totale.
Via Sante Marie, piena di abitazioni e attività, è completamente dimenticata dagli amministratori comunali. I lampioni infatti sono spenti ormai da tre mesi e poco prima hanno funzionato per un periodo ad intermittenza.

 Ad illuminare la strada la notte sono solo le luci delle case e quelle delle auto che, passando ad alta velocità, mettono a rischio anche l'incolumità dei pedoni. I residenti sono stufi di questa situazione, più volte segnalata in municipio, e chiedono un immediato intervento ribadendo che pagano le tasse come tutti gli altri. "Non si può andare avanti così", ha spiegato un residente. "Quando cala il sole questa strada diventa totalmente buia. Non si può uscire neanche per andare a buttare la spazzatura perché le macchine che transitano spesso non riescono a vederti. Oltre a questo problema abbiamo anche quello della pulizia. Qui gli spazzini non passano mai e lungo la strada ci sono cumuli di immondizia", ha continuato un cittadino. "Le autorità competenti devono intervenire al più presto perché non si può vivere in così".

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Una qualsiasi persona interessata alla storia locale che vada a consultare i testi dei principali storici marsicani del passato si trova davanti ad un curioso dilemma: a chi era dedicata la chiesa parrocchiale di Capistrello? Il Febonio, il Corsignani e il Di Pietro nelle loro opere danno indicazioni che stupiscono non poco e, comunque, ben diverse da chi parte dal presupposto che la Chiesa Madre del paese sia, e sia sempre stata, dedicata a Sant’Antonio da Padova.


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Sono ormai passati molti anni da quando iniziai la mia ricerca toponomastica e linguistica e, pur avendo per così dire fatto conoscenza di un rilevantissimo numero di oronimi, idronimi e coronimi, non mi sono mai deciso a tentare un’etimologia del nome del mio paese di Aielli-Aq, per un paio di motivi:
1.  Non ho mai creduto alla vulgata di questo toponimo diffuso in tutta Italia (cfr. Aiello del Friuli, Aiello Calabro, Aiello del Sabato, Agello-Pg, Agelli-AP, Gello-Ar, ecc.) e spiegato come derivante dal lat. agellu(m) ‘campicello, poderetto’. E’ il mio metodo di lavoro e la convinzione che i significati profondi di una radice sono ben più numerosi di quelli attestati in qualche lingua a noi nota a impedirmi di sottoscivere quanto gli altri sostengono in merito a questo toponimo.

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