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Un perito per l'elettrodotto di Scalzagallo. Nominato dal tribunale di Avezzano dovrà accertare eventuali violazioni nella realizzazione della linea

Avezzano. E' stato nominato  un perito dal Tribunale di Avezzano per accertare irregolarità nella realizzazione dell'elettrodotto di Scalzagallo. La decisione del giudice è arrivata dopo il ricorso contro la realizzazione del mega impianto da 66mila volts presentato dai residenti della zona di via Bachelet. I cittadini sono preoccupati per l'elettrosmog causato dalla linea elettrica e per gli effetti sulla salute. Si tratta del secondo ricorso presentato dai residenti contro i lavori. Un altro era stato rigettato a novembre. Secondo il giudice del tribunale di Avezzano, Paolo Spaziani, la richiesta di interruzione dei lavori per la realizzazione della linea elettrica era inammissibile. A eccepire la richiesta del comitato c'erano le Ferrovie dello Stato e i 153 cittadini della zona alta, dove attualmente si trova la vecchia linea da trasferire.

Nel ricorso veniva chiesta l'adozione di «provvedimenti opportuni» affinché venisse accertato da consulenti esperti nel settore se ci sono o meno pericoli per la salute dei residenti. Il comitato della zona bassa del quartiere, difeso dal legale Renato Simone, ci ha riprovato e stavolta ha ottenuto l'espletamento di una consulenza tecnica d'ufficio. Il giudice Giuseppe Giordano ha nominato il perito Donato Di Biase e ha disposto un esperimento probatorio per accertare lo stato dei luoghi, la struttura degli impianti e l'eventuale pericolosità delle onde elettromagnetiche nei confronti degli abitanti. L'analisi tecnica servirà anche a controllare il rispetto delle distanze dei cavi dalle abitazioni calcolando i livelli di immissione delle radiazioni a bassa frequenza. Oltre a questi dati sarà analizzato anche l'eventuale mancato rispetto della normativa urbanistica. Nei prossimi giorni inizieranno le operazioni di controllo e gli studi che dureranno presumibilmente diverse settimane. I cittadini, che con il sostegno di altri quattro comitati di quartieri avezzanesi hanno presentato anche un esposto in Procura, sostengono inoltre che l'impianto da 66.000 volts, appaltato da Rfi (Rete ferroviaria italiana) e finanziato dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche, non sarebbe in possesso del nullaosta della Provincia.

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