Alba in excelso locata saxo...Obscura incultis Herdonia ab agris...
Convegno in memoria di Joseph Mertens
A Joseph Mertens, uno dei primi archeologi che iniziò gli scavi nel sito della colonia latina di Alba Fucens e nella vicina Herdonia, è stato dedicato un convegno che si è tenuto il 4 e 5 dicembre all'Accademia Belgica di Roma.
L'iniziativa è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, dall'Ambasciata del Belgio presso il Quirinale e dalla Provincia dell'Aquila. I relatori del convegno saranno per lo più personaggi del mondo archeologico sia belgi, sia italiani.
I lavori si concluderanno proprio in mezzo agli scavi di Alba sabato mattina. Sembrerà strano eppure la prima campagna di scavi nel sito archeologico di Alba Fucens fu condotta da un'equipe di studiosi belgi. Furono proprio i nostri fratelli d'oltralpe a giungere ad Alba Fucens e a iniziare a scavare tra le rovine, certi, visti gli studi condotti precedentemente, di trovare rovine, insediamenti e quant'altro.
Dai primi anni '40 fino all'ottobre scorso gli scavi ad Alba Fucens non si sono mai fermati. Ora però le campagne vengono condotte dalla Soprintendenza Archeologica di Chieti che, grazie ai finanziamenti statali, continua scavo dopo scavo a trovare tesori nascosti. Per l'introduzione dei lavori del convegno, e per il benvenuto a tutti i presenti, la parola è stata data all'ambasciatore del Belgio presso il Quirinale Jan De Bock, al Direttore dell'Accademia Belgica Walter Geerts, al Soprintendente ai Beni Archeologici della Puglia e dell'Abruzzo Giuseppe Andreassi e ad un rappresentante dell'amministrazione provinciale dell'Aquila. Molti i temi trattati: dall'insegnamento e la ricerca in Belgio, all'archeologia nazionale e romana, fino ad Alba Fucens e Ordonia. Il passato e il presente della storia di Alba Fucens sono stati dunque i protagonisti indiscussi dell'incontro.
Ci sono stati infatti moltissimi esperti e archeologi belgi che ricorderanno l'impegno e la determinazione che hanno contraddistinto da sempre l'operato di Joseph Mertens e che presenteranno, tra l'altro, l'intera collezione di documenti e diapositive di Mertens su Alba Fucens. Il presente è stato invece rappresentato in questo convegno dai numerosi studiosi italiani, tra cui ricordiamo la Soprintendente per i Beni Archeologici dell'Abruzzo Adele Campanelli e l'archeologa Emanuela Ceccaroni che hanno parlato delle ultime scoperte nel territorio di Alba Fucens, e da molti archeologi dell'Università di Foggia, che si sono occupati soprattutto di esporre i particolari di questo ricco e variegato sito e di quello vicino di Heronia dove nel 1962 Mertens iniziò a scavare.
Sabato 6 dicembre poi i relatori passeranno dalla teoria alla pratica. È prevista infatti per la mattinata una visita al sito archeologico di Alba Fucens che ogni giorno ospita centinaia e centinaia di visitatori. La cooperativa "Alba Fucens" che gestisce il sito archeologico infatti ha fatto sapere che ogni anno oltre 50.000 persone arrivano ad Alba per poter ammirare con i loro occhi gli scavi.
Negli ultimi anni sono aumentati i visitatori stranieri e si sono intensificate anche le visite nel periodo autunnale e invernale grazie al turisti che si recano a sciare nelle o sciistiche limitrofe. Una visita al sito archeologico dura in media un'ora e viene organizzata dagli esperti della cooperativa in varie lingue.
Ai gruppi che giungono al sito di Alba Fucens viene consegnato anche del materiale informativo sul sito, sulla sua storia e sugli scavi condotti. Ogni anno infatti la Soprintendenza Archeologica di Chieti conduce delle campagne di scavo sul sito. L'ultima, in ordine di tempo, si è conclusa a ottobre scorso e ha riportato alla luce altri reperti d'epoca celati nel sottosuolo. Queste continue scoperte fanno capire che Alba Fucens è un sito ancora molto ricco che sicuramente ha tanti e tanti tesori nascosti. Quindi non resta che sperare in nuovi finanziamenti statali che permettano di continuare a scavare e riportare alla luce altri splendidi capolavori.
Per saperne di più: Alba Fucens è stato il primo grande scavo sistematico di un centro antico dell'Abruzzo. A promuovere gli scavi nel sito archeologico di Alba Fucens fu un equipe di archeologi belgi, capitanati da Fernand De Visscher, professore di Diritto Romano all’Università di Lovanio e direttore dell’Accademia Belgica a Roma. Quest'ultimo alla fine della seconda guerra mondiale cercava un’area in cui promuovere la ricerca archeologica.
Gli venne suggerito dal professor Giuseppe Lugli, dell’Università di Roma, il sito di Alba Fucens e così iniziò la storia degli scavi di Alba. L'entusiasmo delle scoperte archeologiche spinse altri esperti a recarsi dal Belgio nel sito della colonia latina e addirittura portò alla redazione, il 25 aprile 1949, del primo saggio sugli scavi ad opera dell’archeologo Franz De Ruyt, dell’Università di Lovanio. Grazie all'iniziativa di De Visscher ebbe inizio una stagione di collaborazione italo - belga, grazie anche all'impegno del Soprintendente archeologo alle Antichità di Abruzzo e Molise Valerio Cianfarani. Alba Fucens è stato il primo grande scavo sistematico di un centro antico dell'Abruzzo.
A promuovere gli scavi nel sito archeologico di Alba Fucens fu un equipe di archeologi belgi, capitanati da Fernand De Visscher, professore di Diritto Romano all’Università di Lovanio e direttore dell’Accademia Belgica a Roma. Quest'ultimo alla fine della seconda guerra mondiale cercava un’area in cui promuovere la ricerca archeologica. Gli venne suggerito dal professor Giuseppe Lugli, dell’Università di Roma, il sito di Alba Fucens e così iniziò la storia degli scavi di Alba.
L'entusiasmo delle scoperte archeologiche spinse altri esperti a recarsi dal Belgio nel sito della colonia latina e addirittura portò alla redazione, il 25 aprile 1949, del primo saggio sugli scavi ad opera dell’archeologo Franz De Ruyt, dell’Università di Lovanio. Grazie all'iniziativa di De Visscher ebbe inizio una stagione di collaborazione italo - belga, grazie anche all'impegno del Soprintendente archeologo alle Antichità di Abruzzo e Molise Valerio Cianfarani.
















