Caraibi

Silvestro Rosati

Sicuramente le due grandissime opere che fortemente caratterizzarono la nostra sub regione marsicana nella seconda metà dell'Ottocento: il prosciugamento del lago Fucino, 3° lago d'Italia, definitivamente prosciugato nel 1876, dopo 24 anni di durissimi lavori e l'apertura del tronco ferroviario Roma-Sulmona inaugurato il 28 luglio 1888 contribuirono all'indottrinamento dei nostri antenati circa le opere sia idrauliche che ferroviarie.

Non solamente Silvestro Rosati sciamò per tutta l'Europa, l'Africa arrivando poi nel continenente asiatico dove la morte lo colse, nella città di Koang-Yen"Tse-Yunnan, nel 1904 ma anche, per esempio, la famiglia Cipriani che emigrò, nei primi anni del Novecento, in Ungheria e così pure, nel medesimo periodo, emigrò, in Nord America, in Canada, nella città di Montreal, la famiglia Amiconi, . sempre per costruire le strade ferrate.
Un nostro connazionale Ciminì Gabriele, quarantenile, mori nella città di Hanoi (Tonchino) il 13 Marzo 1905.
Negli anni precedenti, nel 1891, abbiamo un nostro connazionale morto in Grecia così pure nel 1896 un deceduto a Budapest, nel 1898 ne moti uno a Srnirne ed un altro a Tunisi; nel 1.907 uno negli Stati Uniti così,  sempre negli Stati Uniti ne morirono 2 nel 1909; 1 nel 1913, 1 nel 1914, 3 nel 1915, 2 nel 1916 ed un altro nel 1919 per rimanere nel primoventennio del secolo appena passato.
Quindi, come chiaramente si evince i nostri connazionali marsicani sono stati partecipi dei grandi lavori,specialmente nel campo dell'edilizia, che sono stati realizzati in quasi tutte le nazioni del mondo.
Illuminante a questo proposito è l'epigrafe posta nella tomba monumentale di Silvestro Rosati:
" QUI RlPOSA
SILVESTRO ROSATI
LUI CHE ATTRAVERSO' MOLTE ACQUE VIDE MOLTI PAESI
VISSE PER 20 ANNI
TRA GRECIA BULGARIA TURCHlA RUSSIA ASIA AFRICA SIBERIA 
MANCIURIA GIAPPONE TONKINO
E FINALMENTE IN CINA
DA PERTUTTO DIRESSE IMPORTANTISSIMI LAVORI DI COSTRUZIONI
DA PERTUTTO ACQUISTO' MOLT' ONORE NATO IN ITALIA NEL 1864
MORTO A KOANG-YEN-TSE-YUNNAN CINA NEL 1904
IL FR TELLO CARMINE
TROVANDOSI COLA' CHE NUTRIVA PER LUI
UN BENE NSEPARABILE
VOLLE RIPORTARE IN ITALIA LA SALMA
INDESCRlVIBIL.E LAVORO
PERICOLOSO TRASPORTO ATTRAVERSO
NUMEROSE DIFFICOLTA'
NEL VIAGGIO IMPIEGO' 5 MESI­
PERCORSE 30000 KIL
2000  DEI QUALI A PIEDI
A CAVALLO CON BARCHE
POSE QUESTO MONUMENTO lN LUGLIO NEL 1907 ".

Ben 5 mesi ci vollero per porre termine a questa piccola odissea: le sue spoglie mortali, accompagnate da fedelissimi servitori cìnesi, furono collocate in una tomba che successivamente nel 1907, fu, per volontà del fratello Carmine, abbellita con un artistico monumento funebre che ancora oggi possiamo ammirare nella sua austera bellezza.
Sicuramente grandissimo scalpore e curiosità dovette suscitare questa impresa perché veramente si trattò di un'impresa tutt'altro che semplice: riportare a casa la bara con il corpo del Nostro dalla lontanissima Cina: immaginiamo quante traversie dovettero sottostare per portare a termine la delicata missione.
Addirittura 16 furono i cinesi che, dandosi il cambio 8 per volta laddove serviva la loro opera per l'impraticabilità del percorso, trasportarono a spalla, il Nostro alla sua ultima dimora. Quanta curiosità dovette suscitare tale variopinto corteo lungo il suo quasi intenninabile ed estenuante tragitto!
Fu, il Nostro, uno dei tanti pionieri di terra d'Abruzzo che nel fiore della giovinezza è stato costretto, suo malgrado, a partire, ad emigrare verso terre sconosciute e spesse volte ingrate, lontano
dal proprio paese natio, dai propri cari, dai propri amici. 
Struggente fu, per i nostri emigranti la, purtroppo, famosa e celebre canzonetta strappalagrime: "Mamma, mamma dammi centro lire che in America voglio andar".
Chi di noi non non conosce il dramma degli italiani che hanno dovuto lasciare i propri cari per guadambiare onestamente, con il sudore della fronte, di che vivere in modo dignitoso?
Chi di noi non ha avuto all' estero un proprio familiare?
Agli inizi del passato secolo circa 4 milioni e mezzo sono stati gli italiani che sono stati costretti a partire ed essere, loro malgrado, così partecipi di quel grande fenomeno noto come l'Emigrazione.
Dall'Abruzzo nel periodo 1876-1900 partirono circa 109.000 persone, e, nel periodo 1901-1915, ne partirono circa 486.000 .
Anni molto tristi e duri per i nostri antenati, eloquentissima fu la lettera inviata dall'arciprete don Beniamino Pietroiusti al vescovo dei Marsi Monsignor Enrico De Dominicis nel 1888: 
" Cerchio 4 Aprile 1888,
Eccellenza Ill(ustrissi)ma e R( everendissi)ma,
Nella prossima Domenica in Albìs la Famiglia del Cavaliere D(on) Benedetto D'Amore Solennizza una festa ad onore di Maria S(antissi)ma sotto il titolo della Pietà. A detta festa interverrà il P(adre) Domenico da Onna Minore Osservante stato per molti anni Superiore in questo Convento delle Grazie. Prego la Carità di V(ostra) S(ignori)a TIl(ustrissi)ma e R(everendissi)ma Autorizzare il predetto Padre Domenico ad ascoltare le Sacramentali Confessioni. Anche con i Casi riservati, se lo Crederà opportuno, per ajutare i fedeli per l'adempimento del S(anto) Precetto colla Scarsezza de ConfessoRi passati.
Per la questua ordinata dal S(anto) Padre per i bisogni di Terra Santa da farsi nel Venerdì Santo profittando della facoltà data ai Parrochi di farla in altro giorno se lo crederanno ben fatto, in detto giorno fu omessa. Ora prego l 'E( ccellenza) V( ostra) R( everendssi)ma a dirmi come debbo regolarmi. Quì il popolo è afflitto da una fame nera. La raccolta è stata infelice, ed insufficiente a pagare i pesi governativi, e Municipali. La stagione piovosa e nevosa ha privato la popolazione per quattro mesi delle risorse del lavoro, e senza guadagnar nulla. Ho dovuto pensare a tutte l'esigenze della Vita, Specialmente, vitto e fuoco. Se io tentassi far questa Colletta nei tempi che corrono, sarebbe una mormorazione senza ottenere neanche un centesimo. Perciò farla nel prossimo Settembre, qualora V(ostra) S(ignoria) l'approvi, altrimenti mi dica come debbo regolermi, ed io obbedirò all' E(ccellenza) V(ostra) R(everendissi)ma, ed al S(anto) Padre. Baciando con rispetto e venerazione il S(anto) Anello, implorando la S(anta) Pastorale benedizione, riprotesto la mia Sudditanza all'E(ccellenza) V(ostra) Ill(usstrissi)ma e R(everendissi)ma
U(milissi)mo e D(evotissi)mo Serv(itor)e e Suddito
Beniamino Arcip(re)te Pietroiusti."
Nel 1888 emigrarono dall'Italia più di  290.000 nostri connazionali.

Quante scene tristi e strazianti hanno dovuto sopportare i nostri ernigranti!
Furono costretti ad abbandonare il loro paese, le loro costumanze e tradizioni, la loro lingua
insomma tutto ciò che era legato al loro "Mondo" a prezzi di grandissimi sacrifici e privazioni. Sono poi riusciti a raggiungere ciò che cercavano?
Quanti di essi poi si sono sentiti realizzati?
Ne è valuta la pena?
Quante volte, specialmente nei dì festivi del loro calendario paesano, si sono sentiti tristi e si sono riuniti, in  terra straniera, per raccontare episodi eventi e scene legate alla loro tradizione ormai spezzata per sempre!
Quanti pianti e lagrime di commozione!
Quanto assai è costato il loro relativo benessere!
Ancora oggi vi sono all'estero 4 milioni di cittadini italiani e circa 60 milioni di oriundi: un'altra Italia!
Chissà quante volte i nostri emigranti si saranno posti la martellante e straziante domanda: è stato giusto questo mio passo?
Ne valeva proprio la pena a partire verso terre lontane e spesse volte ingrate? Abbandonare i propri genitori, i propri familiari, i propri amici, il proprio paese?
Chissà se avranno trovate risposte esaurienti a tali lancinanti quesiti.
Non vedere i propri genitori, sapere all'improvviso, quasi come fulmine a ciel sereno, della loro dipartita. Non essere presente ai funerali per dare l'estremo saluto. Quanta amarezza e tristezza hanno dovuto sopportare!
Ne valeva proprio la pena?
Quante persone sono state costrette a partire quando il proprio genitore era gravemente malato o, addirittura, è stato costretto a partire nello stesso giorno dei funerali senza essere presente al rito funebre?
E i primi tempi, quando non sapevano esprimersi nella lingua del paese ospitante, come si sono sentiti?
La tenacia di molti però è riuscita a sopportare e a vincere le avversità che spesse volte la quotidianità offriva loro, quella (e questa) quotidianità intrisa troppo volte di ipocrisia e cattiveria pura e gratuita dove, purtroppo, l'uomo era ed è lupo dell'altro!
I nostri connazionali però, avvezzi alle più dure ed immani calamità ( terremoti, cataclismi, guerre, rivoluzioni, ecc. ) ben presto si sono rimboccate le maniche e, con anima e corpo, si sono dati al lavoro: quel lavoro che nobilta l'uomo.
E cosi è stato per il nostro Silvestro partito giovanissimo ad ingrossare le file dei nostri "venditori di braccia" all'estero: lui, è riuscito a raggiungere l'agognata fortuna. 
Il Destino, spesso volte crudele però, lo priva, a quarantanni, del bene più prezioso, lo priva della vita: una forte polmonite contratta dopo un nubifragio durante la costruzione di un diga, lo miete inclementemente! 
Aveva espresso prima di morire di essere sepolto nella sua amata terra marsicana, nel nuovo cimitero di Cerchio posto a fianco dell'antica chiesa di Santa Maria di Piedimonte e da qui aspettare con serenità, il giorno del Giudizio. 
Il fratello Carmine che nutriva per lui un amore sviscerato con caparbietà e tenacia portò a termine, dopo cinque estenuanti mesi, la rocambolesca odissea del ritorno a casa delle spoglie mortali dell'amato Silvestro.
A Cerchio, finalmente il Suo corpo che tanto aveva peregrinato sia da vivo che da morto, aveva trovato defintivamente pace.
Non sono riuscito però a rinvenire il luogo e quindi di conseguenza neanche la data di nascita nonostante le più accurate ricerche.

Presso l'Archivio di Stato dell'Aquila ho consultato i registri degli atti di nascita del comune dì Molina Aterno dall'anno 1854 all'anno 1865. Ho consultato per gli stessi anni i registri degli atti di nascita del comune di Celano, ho consultato anche i registri degli atti di nascita relativi agli anni 1864 e 1865 dei comuni di Aielli, Collarmele e Capistrello; avevo già precedentemente consultato presso il comune di Cerchio tutti gli atti di nascita dal 1854 fino alla fine dell'Ottocento: l'esito di rinvenire la data ed il luogo di nascita di Silvestro Rosati, purtroppo è stato negativo. Cosi come infruttuose sono state, al momento, le ricerche effettuate in Roma presso l'Archivio Centrale dello Stato alI'EUR alle categorie A1 P.S. permanente; Casellario Politico e Calendario Generale del Regno d'Italia.
Esiste nel Comune di Cerchio l'atto di matrimonio del fratello del Nostro Rosati Luigi (nato a Celano il 4 Novembre 1875 e deceduto a Cerchio il 19 Febbraio 1960 figlio dì Giovanni, nato a Molina il 27 dicembre 1834 e morto a Collarmele il 21.6.1912 e di Decati Cesidia, nata a Molina intorno al 1832 e deceduta a Cerchio il 18 luglio 1907) avvenuto a Cerchio il 30 dicembre 1899 con Pasqua Cesidia Sperandio: sia Luigi che il padre Giovanni, come risulta dal citato atto di matrimonio, erano residenti a Cerchio. 
Il menzionato Giovanni era figlio di Silvestro Rosato che alla data di nascita del figlio aveva 42 anni era nato, dunque, intorno al 1789 .
Sicuramente questo era il clan familiare del Nostro.
Ad onor del vero esiste trascritto negli atti di nascita del Comune di Molina Aterno, relativo all'anno 1864, un certo Rosati Venanzio nato da Giovanni e Cesidia di Cato il 14 Febbraio 1864.
Se è esatta la nostra supposizione due sono i casi o Silvestro in realtà, si chiamava Venanzio ciò, però è molto dubbio oppure, il Nostro Silvestro doveva essere il primogenito in quanto così nella maggior parte dei casi si usava, specialmente nel Sud Italia, imporre al primo figlio il nome del proprio genitore e, se cosi fosse il Nostro era nato prima del 1864. Questa ipotesi però cozza violentemente con l'iscrizione posta nel monumento funebre fatto erigere dal fratello Carmine.
Possibile che Carmine Rosati abbia fatto scrivere nell'epigrafe funebre in modo erroneo l'anno di nascita del fratello Silvestro? 
Non può essere perchè per il trasporto funebre questi ha dovuto produrre tutti gli incartamenti utili per il trasporto della salma la quale doveva essere munita di tutti gli atti relativi al decesso ed alla nascita: ben 7 sono state le nazioni che ha dovuto attraversare, secondo il racconto, del nipote Giovanni Rosati ( Giuvann' Mulin ': cioè originano di Molina Aterno, figlio del sopramenzionato Luigi, nato a Cerchio il 15.9.1912, l'anno della morte del nonno Giovanni, e deceduto a Pescina il 27.1.2003 ) che sempre ha suggerito di onorare degnamente la memoria, dello zio Silvestro, per essere tumulata a Cerchio e, ad ogni frontiera, come ci raccontò sempre il citato Giovanni, veniva collocata, alla bara del Nostro, una cassa di zinco quindi ben sette casse di zinco, l'una dentro l'altra, proteggevano il pesantissimo sarcofago con entro la salma del nostro Silvestro.
Dunque è forse giusta la prima ipotesi che noi abbiamo scartato e cioè che Silvestro e Venanzio siano la stessa persona?
Chissà.
E perché Carmine Rosati non fa incidere, nella funebre epigrafe elogiativa in modo esatto il luogo di nascita come invece ha fatto eseguire esattamente per il luogo della morte?
Speriamo che in un prossimo breve futuro si riesca e rinvenir il luogo e la data di nascita del Nostro che senz'altro rappresentò nel panorama non solo locale bensì extraregionale un personaggio indomito, avventuroso e fuori dal comune sicuramente un antesignano ed artefice, grazie alla sua inventiva e sagacìa della propria fortuna: "faber est suae quisque fortunae". E quindi a noi posteri sta l'onore e l'onere di tramandare le sue gesta perchè, ci perdoni il Sommo Vate:
"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza ".

                       Fiorenzo AMICONI
 

Condividi questo articolo

Commenti

Invia nuovo commento

La redazione informa che i commenti devono essere firmati. Ci riserviamo infatti di rimuovere commenti anonimi così come le esternazioni che si pongano come gratuitamente offensive, accusatorie o peggio ancora potenzialmente diffamatorie.
TEST ANTISPAMMING
Questa semplice domanda serve solo per capire che sei una persona e non un "programma"
Image CAPTCHA
Digita i cararatteri che vedi