Caraibi

Cerchio 1649. La visita pastorale di Monsignor Giovanni Paolo Caccia Vescovo dei Marsi

Nell’Archivio Parrocchiale  di Cerchio ( collocato nel locale Museo Civico ) tra i doviziosissimi documenti in esso contenuti si conserva  il “ Sommario delle visita generale” del Vescovo dei Marsi Mons. Giovanni Paolo Caccia eseguita nel mese di Maggio 1649.
      Questi  fu a capo della diocesi dei Marsi , come riporta lo storico Andrea DI PIETRO nel  “CATALOGO DEI VESCOVI DELLA DIOCESI DEI MARSI ecc.”(1),dal 19 Maggio 1648 fino alla data della sua morte avvenuta in Pescina il 6 Settembre  1649.

    Il DI PIETRO ,storico attento e meticoloso, con rapide pennellate descrive la forte personalità religiosa del Nostro : “(…) Con tutto  lo zelo, e carità di padre amantissimo,ajutato dal suo degno Vicario generale D. Francescantonio de Comitibus,visitò quasi l’intiera Diocesi; corresse gli abusi che si erano in essa introdotti,e specialmente represse la pretenzione dei Canonici di Alba, che voleano avere il primo posto dopo i Canonici della  Cattedrale,animò tutti i suoi figli a seguire le vere tracce del Redentore, e per ottenere questo fine primiero,chiamò in ajuto in Pescina col Reverendo Padre Gio:Battista Magnante della Congregazione dell’Oratorio Aquilano,il Reverendo D. Anibale Rotolo Canonico della Cattedrale di Solmona (…)”.
     Questo stesso spirito noi lo notiamo nel  nostro “Sommario “.
      Nel documento preso in esame scritto in latino  su carta bambagina  ( 4 foglietti in 16 facciate  dalla misura di mm. 265x200 )  infatti, apprendiamo  notizie attraverso le quali  riusciamo a comprendere l’animus del pastore dei Marsi prodigo di consigli verso i propri amministrati e,nel nostro caso, in special modo, verso  la comunità religiosa di Cerchio che in sintesi rappresenta un paese campione nella realtà non solo marsicana bensì dell’intero Abruzzo e dell’intero reame di Napoli.  
    E’ uno spaccato,quindi,della società religiosa marsicana nella prima metà del XVII secolo.
    Nel  citato documento apprendiamo gli “incarichi” rivolti ai procuratori delle confraternite e gli “ordini” inviati all’arciprete Cesare Colantonio.
    Degne di nota sono le notizie  attraverso le quali apprendiamo che “ ogni domenica nel pomeriggio o in  altra ora “ l’arciprete doveva insegnare nella casa parrocchiale  la “ dottrina cristiana” .I catecumeni venivano avvisati  prima dal suono della campana e poi dal suono di un campanello azionato da un chierico al grido : “ Alla dottrina cristiana “. Consuetudine questa ormai desueta.Fino a qualche anno fa i ragazzi della mia generazione ( anni ’50) nel venerdì santo,nel periodo in cui le campane venivano “legate”, praticavano una manifestazione simile,senza però chiamare gente ad alta  voce, con l’ausilio di uno strumento azionato con tutte e due le mani : la “Tric-trac” ( un esemplare è collocato nel Museo Civico di Cerchio ).per avvertire i fedeli dell’imminente funzione religiosa.
    Interessante è anche la notizia dove si apprende che le due chiavi dell’armadio dove erano collocate le “ sacre Reliquie” dovevano essere conservate una dall’arciprete e l’altra dai “ Massari pro tempore “. Quest’ultimi, a spese dell’intera comunità, dovevano acquistare sia le due chiavi sia il relativo chivistello.
    Notizia importante sotto il profilo sociale è l’esortazione da parte del vescovo verso i confratelli della Misericordia ad essere presenti ai cortei funebri ed al seppellimento dei defunti( pratica che andava “ raffredandosi” )ed ad essere pronti ogni qual volta che venissero chiamati al suono della campana pena l’esclusione “ da ogni partecipazione in modo da non poter essere iscritti o accolti,né nella suddetta né in altra associazione “.
     Così come sono  importanti le notizie riguardanti l ‘ospedale: “ Monsignore ha ordinato di apporre chiavistello e chiave alle porte in modo che si possano chiudere impedendo agli animali di entrare; siano in esso ospitati i poveri e i procuratori provvedano a due lec(tini) cioè panche.a tavole per distendersi e a coperte,entro un mese…..Nella facciata,sopra la porta, facciano dipingere l’immagine della S.ma Pietà”.
Chiude,infine, il vescovo, rivolgendosi all’arciprete, con una serie di divieti:
“Non benedicano i matrimoni tra consanguinei e affini al quarto grado di parentela senza il permesso dell’Ill.mo Monsignore”;
L’arciprete deve denunciare al Vescovo coloro che attualmente  o per un certo periodo in passato, hanno coabitato o hanno convissuto prima del matrimonio “ benedetto “;
lo stesso  arciprete“ deve vigilare affinchè non permangano incatatrici,indovine,adulteri,malefiche streghe e simili: se ci sono o-Dio ne scampi- ci saranno, egli è tenuto a denunciarlo all’Ill.mo Monsignore “;
“Ascolti confessioni nella casa di nessuno se non a causa di malattia”;
“ Al sacramento del battesimo non siano ammessi più padrini di quelli prescritti dai sacri canoni :i battezzatori,dopo il battesimo,sollevino con attenzione il neonato “;
“Non venga scavato il pavimento della chiesa per seppellire i cadaveri dei defunti”;
“ Le porte della chiesa non siano aperte prima dell’aurora né di notte “;
“ L’Arciprete ogni anno,prima della festività dell’Ascensione invii all’Illustrissimo lo stato delle Anime”;
“ Nella facciata della chiesa parrocchiale,sopra la porta sia dipinta un’immagine della B.V.Vergine col bambino “;
“ Nessuno eserciti l’officio di procuratore delle Chiese,confraternite,Ospedali,o altri luoghi pii oltre un anno “;
“ Entro due mesi  trasmettano alla Curia Episcopale il catasto, o censuale,calcolando il valore dei beni,indicandone la qualità,le località,i confini e le loro spese "“
    Chiaramente si evince la forte personalità del Vescovo Monsignor Giovanni Paolo Caccia molto attento alle molteplici problematiche legate al mondo  squistamente religioso , sociale,economico,sanitario.
    Il documento preso in esame è ricchissimo di informazioni utili a capire la personalità dei nostri antenati e la preoccupazione del presule marsicano affinchè tutti,nessuno escluso, doveva essere più presente e partecipe alla vita religiosa,che a quei tempi, rappresentava la vita in toto.
    Documento utilissimo per la comprensione del modus vivendi dei nostri antenati e di riflesso,quindi, dell’antico retaggio delle consuetudini di Cerchio.
    Il vescovo Caccia,nella visita pastorale del maggio del 1649 è un attento interlocutore,né poteva essere altrimenti, del modo di vivere dei nostri trapassati e, autorevolmente interviene dove è necessario. Sicuramente il Nostro è anche un amante dell’arte o comunque ha una concezione propagandistica dell’arte esige, infatti, che nella facciata della chiesa parrocchiale sia dipinta un’ immagine della Madonna con il Bambino in braccio così allo stesso modo nella facciata dell’ospedale sia dipinta un’immagine della Pietà. Il 15 Agosto 1649,infatti, al pittore Marcantonio Rosso gli viene pagato  ( in due volte ) la somma di 15 carlini ( in Registro  di Esito ed Introito della Fraterna di Santa Maria della Grazia di Corbarola: 1589-1654 - Ora in Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano.
   Nel documento preso in analisi si notano ancora le consuetudini medievali,paganeggianti e di piaggeria.
    Senz’altro, il più volte menzionato documento, rappresenta per l’umilissima storia di Cerchio, un punto fermo dove,nei dovuti limiti, si riesce a comprendere l’essenza della sua vita sociale: è,senz’altro,  un documento utilissimo per gli studiosi di storia delle religioni e delle tradizioni popolari.
    Per una migliore comprensione  della società  marsicana  e cerchiese  del ‘600  si riportano in appendice tre documenti della prima metà del XVII :  “ La diocesi dei Marsi dopo il Concilio di Trento “ pubblicato da Angelo Melchiorre nel Bullettino della  Deputazione Abruzzese di Storia Patria ( Annata LXXV ( 1985) dove con  gli “ Appunti tratti da una conferenza del prof. Raffaele Colapietra Avezzano,10 ottobre 1985 “ viene portato alla conoscenza degli studiosi il Sinodo diocesano del 1607-1608 indetto dal vescovo dei  Marsi Mons. Bartolomeo PERETTI ( 1596-1628 ) manoscritto che, nella sua  interezza è conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli., “ I capitoli della nuova confraternita del Santissimo Rosario “ del 1624 ,  la relazione inviata nel 1630 al Vescovo dei Marsi dall’Arciprete don Alfonso De Rubeis e un documento della seconda metà del XVII°  le “ Costitutiones Synodales Marsicanae” emanate dal Vescovo dei Marsi Mons. Didaco PETRA( 1664-1680 ) dato alle stampe da Franco CERCONE in Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria-Annata LXV=1975.
    Si coglie, infine, l’occasione di ringraziare pubblicamente il prof. Pietro MACCALLINI che ha tradotto per me il documento oggetto del presente studio e la Deputazione Abruzzese di Storia Patria per il permesso accordatomi per la pubblicazione dei  saggi di Angelo Melchiorre e Franco Cercone.

NOTE
1)  DI PIETRO,Andrea: “  Catalogo dei vescovi della Diocesi dei Marsi scritto da D. Andrea Di Pietro Canonico  teologo della cattedrale di Pescina “Avezzano,Tip. Marsicanaa di V. Magagnini, 1872,pagg. 179-181. Vedi Appendice.

 

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     Sommario della visita generale dell’Ill.mo e Rev.mo Don Giovanni Paolo Caccia(1) vescovo dei Marsi, fatta nella terra di Cerchio nel mese di maggio 1649.
     
     Nel S.mo Sacramento dell’Eucarestia il Monsignor ha dato l’incarico al procuratore dello stesso di far ampliare la porta del Tabernacolo entro un mese sotto pena di un ducato: il procuratore  è Francesco Martellozzo.Ha ordinato all’Arciprete(2) e ai Canonici di rinnovare le ostie in tutti i giorni domenicali sotto pena di un ducato per ciascuno e per ogni singola volta.Ha dato ordine al procuratore Francesco di far indorare entro un mese la coppa della piccola pisside per gli infermi sotto la pena predetta,di togliere ogni eventuale alimento o materiale in esse contenuto, e di farlo bruciare nel Sacrario ad opera dell’Arciprete entro cinque giorni sotto la predetta pena.
Il suddetto procuratore comperi entro un mese un velo di seta oblungo,di colore bianco o rosso, da apporre sulle spalle del Sacerdote che porta il Sacramento sotto pena di trenta carlini.
Ogni tre domeniche ci sia con il sacerdote una processione dopo la messa cantata almeno nella chiesa predetta.
L’arciprete ogni domenica,nel pomeriggio o in altra ora,. insegni la dottrina cristiana nella casa parrocchiale dopo aver dato il segnale con la campana, e mandi un chierico con un campanello per la suddetta terra che spesso ad alta voce dica :” Alla dottrina cristiana “, sotto pena di un ducato per volta se trasgredisce.
Nel Santo Battesimo ha ordinato al procuratore della Chiesa di comperare entro un mese un velo oblungo,e un cordone con fili di colore violaceo per il sacerdote che porta l’olio agli infermi sotto pena di trenta carlini.
Ricoprano e chiudano il Sacrario con chiavistello e con chiave entro un mese sotto la predetta pena.
Per quanto riguarda le sacre Reliquie(3) il Monsignore ha dato l’incarico di chiudere l’armadio con due chiavi diverse di cui una deve essere conservata dall’Arciprete, l’altra dai Massari(4) pro tempore,entro un mese sotto pena di un ducato.I Massari acquistino, a spese della comunità,le chiavi e il chiavistello.
Il procuratore della chiesa Don Fulvio Mutii provveda entro un mese ai Reliquiari lignei indorati con finestre di vetro(5) e in essi siano poste le reliquie che sono nei vasi di vetro,sotto pena di cinque ducati.
All’altare Maggiore: è presente la confraternita del S.mo Sacramento(6) che indossa tonache rosse.E’ stato ordinato al procuratore Francesco Martellozzo e al confratello Marco Pincarelli di far ricoprire la porta sacra con tela cerata entro quindici giorni,sotto pena di un  ducato, di far restaurare le immagini dipinte nella parete e la fessura nel  muro nel giro di un mese sotto la pena di sessanta carlini.
Presso il suddetto Altare informano che esiste l’incombenza di tre messe al mese in virtù del testamento del quondam Jacopo Pollonio(7), di sua moglie Lucrezia, e di Giovanni Pietro Paolino:messe che hanno celebrato gli arcipreti i quali sono autorizzati a continuare allo stesso modo,esibendo il predetto testamento nel corso del presente giorno sotto pena di cinque ducati.
I procuratori della detta confraternita si incarichino di ottenere l’aggregazione di qualche associazione di devoti al più presto e mettano completamente a posto l’Altare entro un mese sotto pena di trenta carlini; sulla pietra scabra sia posta una predella di legno entro sette giorni e sotto la predetta pena.
Nella cappella del S.mo Rosario (8)della Vergine Maria dove informano  che c’è  una Confraternita che indossa tonache bianche e i Procuratori sono Francesco Pane e Casio e Cipriano Varanelli. Il Monsignore ha ingiunto ai procuratori di far coprire la porta sacra con una tela cerata entro dieci giorni sotto pena di un ducato.Il telaio di legno sia rimosso e tutto l’altare sia completato a dovere; si provveda allo sgabello di legno entro un mese soto pena di cinquanta carlini;tre volte la settimana si trattengano a recitare la corona (rosario ) della detta Vergine,ad esortare tutti alla sua devozione.
Nella Cappella del S.mo Nome di Gesù (9) in cui esiste un’associazione che non indossa tonache e c’è l’onere della messa cantata nella seconda domenica di ogni mese.L’ill.mo Monsignore ha dato l’ordine ai procuratori Jacobo Tucceri e Pietro Marchetti di acquistare,entro due mesi, la porta sacra che misuri venti once in lunghezza e sedici in larghezza; la incastrino in un telaio di legno e la coprano con tela cerata sotto pena di venti carlini.L’armatura in legno sia rimossa e l’Altare sia portato alla misura di tre palmi e sia messo a posto e bene aggiustato;provvedano per il Crocifisso con la Croce di stagno entro due mesi sotto pena di cinque ducati.
Nel corso della visita è comparso il chierico Giuseppe Cappello e ha esibito il privilegio ( diploma ) del diritto di patronato della sua casa con la relativa bolla, e ha l’incombenza di due Messe da celebrare in qualsiasi settimana della Vergine Beata, nella feria seconda ( Lunedì ) per i defunti, e il sabato per la Beata Vergine: Don Luca Colantonio ha asserito di averle celebrate e ha promesso di continuare così in sostituzione ( dell’altro ).
Nella Cappella della S.ma Pietà ( gli ) hanno detto che appartiene alla famiglia de Ciofani. Il Monsignore ha avvertito che nel corso dell’intera giornata presente esibiscano,se li posseggono, i documenti attestanti le loro prerogative,facciano riaggiustare il braccio di stagno di Gesù Cristo,provvedano ai candelabri di stagno o di altro simile metallo.Facciano rimettere a posto l’altare e provvedano a tutto il necessario entro sei mesi sotto pena di rimozione dall’incarico con facoltà, da parte di Monsignore, di assegnarlo a chiunque vorrà  e nel frattempo non si celebrino messe in esso; è stato detto che c’è l’incombenza di alcune messe alle quali  è  tenuto D. Giovanni Pietro di Salvatore: siccome costui si trova nella condizione di inquisito e per alcun tempo non ha adempito al suo dovere né si è preoccupato che altri lo facesse,il Monsignore ha ordinato di sequestrare i proventi del beneficio e che le messe siano celebrate nell’Altare Maggiore finchè non sarà permesso nel predetto Altare;per tutto il necessario si provveda come sopra.
Nella Cappella della S.ma Maria Lauretana (10)gli è stato detto che appartiene alla famiglia de Cameritti. Nel corso della visita  è  apparso Giuseppe Cameritto al quale il Monsignor ha ingiunto di esibire, nel corso dell’intera giornata presente, il Privilegio attestante il suo diritto di patronato se ne è in possesso,altrimenti se lo procuri entro due mesi,compri la porta sacra su misura e la incastri in un telaio di legno e lo copra con tela cerata;provveda alla Croce con il Crocifisso e ai candelabri che siano almeno di stagno;faccia aggiustare per bene l’Altare e provveda a tutto il necessario entro sei mesi sotto pena di rimozione;se ci sono delle incombenze relative a Messe da celebrare,siano soddisfatte nell’Altare maggiore per tutto il tempo che…………
Nella Cappella della B.V. Maria del Carmine(11)  nella quale  è  stato detto che Don Francesco Rosa ha lasciato per testamento alcuni beni per provvedere al perfezionamento del diritto di patronato e per istituire un Cappellano con la funzione stabilita nel suddetto testamento.Questo  è  nelle mani,come hanno detto, di D. Cesare Colantonio a cui il Monsignore ha ingiunto di esibirlo nel corso dell’intera giornata presente, sotto pena di cinque ducati;entro un mese dovrà procurarsi il privilegio del suddetto diritto di patronato sotto pena di rimozione.Provveda all’altra porta sacra su  misura e la faccia incassare in un telaio di legno e coprire con tela cerata.L’Altare sia allargato almeno di mezzo palmo entro due mesi sotto pena di dieci ducati, provveda anche a tutto il necessario per l’Altare e al Cappellano,entro sei mesi sotto pena di rimozione dall’incarico.
Nella Cappella della Natività di Nostro Signor Gesù Cristo(12) gli hanno riferito che per disposizione testamentaria del quondam Jacobo Pollonio tre canonici hanno l’incarico di celebrare tre messe durante una settimana qualsiasi. Le suddette messe le hanno celebrate  e le celebrano D. Fabrizio Mutii ,D. Jacobo Pollonio e D. Jacobo Pietro di Salvatore, al posto del quale,data la sua assenza,servirono l’arciprete e D. Jacobo Jacobacci.Il Monsignore ingiunse di esibire il detto testamento durante l’intera giornata,sotto pena da fissare ad arbitrio.Si provveda ad una porta sacra su misura e si incastri in un telaio di legno, si copra con tela cerata entro un mese sotto pena di due ducati; l’Altare sia allargato almeno di un altro mezzo palmo,si provveda ai candelabri di stagno entro due mesi sotto pena di tredici ducati e entro sei mesi  a tutto il necessario per l’Altare e al Cappellano,sotto pena di rimozione.
Il Monsignore ha dato disposizioni che ciascuno deve rinnovare il coperchio fradicio delle sepolture sotto pena di venti carlini per ciascun contravventore.
Nei  Confessionali sia apposta una lamina o una finestrella perforata di buchi,le bolle ed altre lettere del Monsignore riservate alla forma dei buchi, e qualche immagine del Crocifisso o delle  Vergine o di qualche santo,entro un mese sotto pena di trenta carlini.
La pila dell’acqua benedetta e la cappella predetta siano pulite dal sagrestano almeno una volta la settimana sotto pena di cinque carlini per qualsiasi volta.
Si faccia l’inventario di tutti i beni della Chiesa e si appenda una tabella in sagrestia in cui si descrivano i lasciti e gli oneri delle messe  da celebrare, e gli anniversari entro quindici giorni sotto pena di tre ducati.
L’arciprete esibisca durante l’intero presente giorno i libri dei battezzati,cresimati,dei matrimoni,dei Morti, e lo stato delle anime (13), sotto pena di due ducati.
Si provveda ad appendere un campanello presso la porta della sagrestia col quale si dia il segnale dell’uscita del sacerdote per la celebrazione delle messe,entro un mese, sotto pena di trenta carlini.
Nella Chiesa di S. Bartolomeo nella quale  è  stato detto che c’è  la confraternita della S.ma Misericordia(14) che indossa tonache bianche ed esercitava delle opere pie,soprattutto accompagnando e seppellendo i defunti.
Ora la predetta carità si è raffreddata.Il Monsignore ha esortato i confratelli ad esercitare,con tutta sollecitudine  e spirito di carità, la suddetta attività così gradita a Dio; ad essere pronti a vestirsi quando viene dato il segnale con la campana:gli altri confratelli che, a quel  suono,nella predetta terra di Cerchio,resteranno inerti,non parteciperanno e, chiamati dai procuratori pro tempore,non obbediranno, per la prima volta saranno multati di due carlini,come pure per la seconda volta,la terza volta saranno estromessi ed allontanati dalla  confraternita.Il Monsignore ha dato l’ordine fin da ora che siano esclusi da ogni partecipazione in modo da non poter essere iscritti o accolti,né nella suddetta né in altra associazione,sotto pena riservata all’eminente Ill.mo Monsignore.
Ha ingiunto ai procuratori della predetta associazione Flamminio Cappelli e Pietro Petricicchi,di esibire all’Illustrissimo, durante l’intera giornata presente, i libri e le altre scritture dell’amministrazione per la resa dei conti, sotto pena di cinque ducati.I predetti procuratori insieme con gli altri confratelli eleggano,entro cinque giorni,nuovi procuratori e si attengano all’editto a questo scopo promulgato,sotto la pena in esso descritta.
I procuratori acquistino la porta sacra per l’Altare della misura  di venti once di lunghezza e sedici di larghezza,la facciano incastrare in un telaio di legno e coprire con tela cerata entro un mese,sotto pena di tre ducati.
Provvedano a tutto il necessario entro quattro mesi e compilino l’inventario di tutti i beni,mobili e immobili, e si attengano all’ordinanza al riguardo pubblicata sotto le pene in essa riportate.
Hanno riferito che nella suddetta Chiesa esiste un canonicato che  è  unico e annesso alla Chiesa parrocchiale ed è mantenuto da D. Cesare Colantonio  Arciprete della Parrochiale predetta. Il Monsignore ha richiesto al medesimo Arciprete di mostrare la bolla del predetto canonicato,durante l’intera giornata presente,sotto pena da fissare ad arbitrio.Hanno riferito che esiste un lascito di una casa e beni immobili di cui si cura il detto Don Cesare anche se essi spettano alla chiesa predetta.Il Monsignore ha ingiunto al suddetto Don Cesare che deve, nel corso della presente giornata,esibire i documenti a suo favore,se li ha,altrimenti deve lasciare i beni predetti a beneficio della Chiesa predetta,sotto pena da fissare ad arbitrio.Entro sei mesi si provveda l’altro altare di tutto il necessario e,nel frattempo, in esso non si celebri messa.
Ospedale.
Monsignore ha ordinato di apporre chiavistello e chiave alle porte in modo che si possano chiudere impedendo agli animali di entrare; siano in esso ospitati i poveri e i procuratori provvedano a due lec(…) cioè panche, a tavole per distendersi e a coperte,entro un mese, sotto pena di dieci ducati.
Nella facciata,sopra la porta,facciano dipingere l’immagine della S.ma Pietà, entro due mesi, sotto pena di tre ducati.
E siccome tra i benefici rurali della predetta terra si trovano i benefici dei Santi Vito e Silvestro e  le loro chiese che si trovavano in campagna nel territorio della detta terra,per l’incuria dei sacerdoti,sono diroccate al punto che restano solo le loro vestigia (15), il Monsignore perciò, in onore e venerazione dei suddetti Santi, ha dato l’ordine di apporre,in due cappelle esistenti nella chiesa parrocchiale da cui debbono essere tolti gli ornamenti e paramenti, in una l’icona di S. Vito e nell’altra quella di S. Silvestro: a questo scopo si spendano i frutti dei suddetti benefici. I Reverendi DD: Cesare Colantonio Arciprete, e Giovanni Andrea sacerdote della detta terra di Cerchio si provvedano di amministratori che spendano i proventi per le icone dei Santi Vito e Silvestro,che assegnino coloni e affittuari dei suddetti benefici,che consegnino i proventi spettanti ai Reverendi sotto pena di venticinque ducati.Chiunque trasgredirà tutte le precedenti disposizioni sarà considerato tra gli uomini maledetti da Dio.
L’Arciprete D. Cesare Colantonio, anche a seconda delle circostanze, e i Canonici della Chiesa Madre, insegnino la domenica a ragazzi e ragazze la dottrina cristiana,sotto le pene indicate nell’Editto generale.Non benedicano i matrimoni tra consanguinei o affini sino al quinto grado di parentela  (16) senza il permesso dell’Ill.mo Monsignore,sotto pena di sospensione da assegnare ad arbitrio.
L’Arciprete  è  tenuto a denunciare all’Ill.mo Monsignore coloro i quali attualmente o, per un certo periodo in passato,coabitano e convivono prima del matrimonio benedetto(17).Questo è  suo  preciso dovere, sotto pena di tre ducati per tutte le volte che mancherà.
L’Arciprete la domenica durante il rito solenne della Messa,secondo il precetto festivo annunci al popolo le Vigilie e le quattro tempora cadenti nella settimana seguente, sotto pena di cinque ducati.
Il predetto Arciprete deve vigilare affinchè nella detta terra non permangano incantatrici,indovine,adulteri,( aborti ),malefiche streghe e simili (18) : se ci sono o -Dio ne scampi- ci saranno,egli è tenuto a denunciarlo all’Ill.mo Monsignore, sotto pena della scomunica.
Ascolti confessioni nella casa di nessuno se non a causa di malattia (19), sotto pena di due ducati per qualunque volta.I Confessori indossino una sopravveste e la stola, e ascoltino i penitenti nei confessionali e non fuori,sotto pena da stabilire ad arbitrio.
Il decano ( dei canonici ),sacerdote Cengi celebri l’ufficio annuale della dedica della nostra Cattedrale che cade la prima (……) col rito di prima classe.
Al sacramento del battesimo non siano ammessi più padrini di quelli prescritti dai sacri canoni(20): i battezzatori,dopo il battesimo, sollevino con attenzione il neonato ( 21); le nutrici ed ostetriche non trattengano con sé gli infanti ancora lattanti,prima che compiano un anno di età(22) , sotto pena di scomunica.
Nella comunione non sia data ai laici l’ostia purificatrice in un calice o ciato di scarso valore(23),che va comunque conservato in un luogo decente,sotto pena di sospensione “ a divinis” per un mese, per qualunque volta. I matrimoni siano benedetti non nello stesso giorno in cui è stata fatta l’ultima pubblicazione,né in luogo diverso da quello della Chiesa Madre,né  prima dell’alba né  dopo  il tramonto del sole,sotto la pena di cinque ducati per qualsiasi volta( 24).
Non venga scavato il pavimento della Chiesa per seppellire i cadaveri dei defunti,sotto pena di dieci ducati.
Le porte della Chiesa non siano aperte prima dell’aurora né di notte( 25) , a meno che non si verifichi qualche necessità di somministrare urgentemente i sacramenti,sotto pena da fissare ad arbitrio.
L’Arciprete ogni anno,prima della festività dell’Ascensione del Signore,invii all’Illustrissimo lo stato delle anime( 26),con la dichiarazione di quelli che si sono comunicati in   Paol(…),sotto pena di sei ducati.
Nella celebrazione della Messa non escano tutti inseme ma a scaglioni successivi completata la recitazione del Vangelo, sotto pena di due ducati per qualsiasi volta e per qualsiasi contravventore.La chiesa Parrocchiale e le altre chiese dove si celebra vengano pulite dal sagrestano o da altri a cui spetta almeno due volte  la settimana,sotto pena di un ducato per qualsiasi volta.
Il sagrestano deve pulire gli altari la mattina, e soprattutto quelli in cui in un dato giorno si celebrerà,sotto la pena predetta.
Nella facciata della chiesa Parrocchiale,sopra la porta, sia dipinta un’immagine della B.M.Vergine col bambino entro due mesi, sotto pena di cinque ducati.
Nessuno eserciti l’ufficio di procuratore delle Chiese,Confraternite,Ospedali, o altri luoghi pii per oltre un anno (27) ma, finito l’anno,subito siano eletti nuovi procuratori dai  confratelli,se sono presenti, o , altrimenti, dall’Arciprete e dai Canonici. I vecchi procuratori consegnino subito i libri (….) contabile da noi designati o da designare; i nuovi eletti provvedano all’esazione,altrimenti risponderanno del proprio  per la loro inadempienza,sotto pena della scomunica.
L’Arciprete,i Canonici,i Cappellani, i Rettori e tutti gli altri (………..) e i Coloni e anche tutti i Priori e procuratori delle Confraternite,Chiese,Ospedali,e qualsiasi altro luogo pio,siano tenuti a rinnovare.
Entro due mesi trasmettano alla Curia Episcopale il catasto, o censuale,calcolando il valore dei beni,indicandone la qualità,le località,i confini e le loro spese,sotto le pene stabilite in altri Editti.

 

NOTE
1) Monsignor Giovan Paolo Caccia di Montefano fu vescovo dei Marsi dal 1648 al 1649 ( vedi appendice ).
2)  E’ il reverendo Cesare Colantonio arciprete di Cerchio nella prima metà del ‘600.
3) Le antiche reliquie purtroppo sono andate perdute sia a causa di furti  sia sicuramente per i numerosi terremoti accaduti :ben 5 ( dal 1633 al 1915 ).Nel Museo Civico di Cerchio sono conservati reliquiari in argento sbalzato del secolo XVIII,due reliquiari lignei dorati  del XVII secolo ( citati in questo documento preso in esame - vedi la nota n. 5) e l’Elenco,sicuramente settecentesco, dove sono annotate tutte le reliquie della chiesa matrice sotto il titolo di Santa Maria dell’Annunziata volgarmente detta dentro le mura.
4) Sindaci. Ne venivano eletti,nel mese di Agosto, due  per la durata di un anno. Vedi F.Amiconi:”
“ Storia di Cerchio nella relazione settecentesca del  regio Tavolario Donato Gallarano “-Museo Civico di Cerchio,Quaderno n. 10,Anno I,1998
5) Si conservano attualmente nel Museo Civico di Cerchio misurano cm. 73x32
    I citati reliquiari ,di forma rettangolare, sono speculari . Ad ogni lato sono presenti una testa di putti alati di varia grandezza e sorretti da un piedistallo ligneo. Il rettangolo, dove sono collocate le reliquie, è formato da 12 piccoli quadratini dove in ognuno di esso è collocata una reliquia.,
6) Nel Museo Civico di Cerchio è esposta la bolla di erezione della citata confraternita datata 1542.Il citato documento misura mm. 720 x 640 e vi sono dipinte 5 miniature raffiguranti S. Bartolomeo,S. Sebastiano,il calice con l’ostia consacrata( SS.mo Sacramento ),San Rocco e,infine i Santi Giovanni e Paolo Martiri.
7) Il testamento di Jacomo (o Jacobo ) Polonio fu stilato nel 1578 dal Notaio di Cerchio Jovanni Cappelli ed è conservato nel Museo Civico di Cerchio.
8) Nel Museo Civico di Cerchio si conserva  una statua  lignea plicroma dalla misura cm. 150 (sec. XVIII ) ed anche lo statuto di tale confraternita: “ Capitoli della Nuova Confraternita del SS.mo Rosario “ stilati il 25 Marzo 1624 ( vedi F. AMICONI : “ Gli statuti delle Confraternite di Cerchio ( sec.XVII-XIX ) “-Museo Civico di Cerchio,Quaderno n. 38,Anno II,1999 ). Vedi appendice.
9) Si conserva nel Museo Civico di Cerchio la bolla di erezione della citata Cappella avvenuta nel 1610.Misura mm. 735 x 565.
10) Nel Museo Civico di Cerchio, purtroppo, non si conserva alcuna immagine relativa  a tale culto.
11) Nel Museo Civico di Cerchio si conservano due  dipinti di cui uno ovale (misurano cm 184 x114 e   cm 64 x 48 entrambi acrivibili al XVIII sec.) e una statua lignea policroma ( sec. XVIII ) dalla misura,in altezza, di cm. 132 .
12) Nel Museo Civico di Cerchio si conserva il dipinto. Misura cm.182x156.
13) Fino al 1997 i citati documenti insieme ad altri dell’Archivio Parrocchiale si conservavano presso il Museo Civico di Cerchio. (Vedi F. Amiconi : “ L’archivio Parrocchiale ed il Museo Civico di Cerchio “-Quaderno n. 7,Anno I,1998-Museo Civico di Cerchio) ora vengono conservati in Avezzano presso l'Archivio della Diocesi dei Marsi.
14) Nel Museo Civico di Cerchio si conservano ancora gli statuti,stampati nel 1930 in Aielli dalla tipografia Polla,della Nuova confraternita istituita nel 1784 ( Vedi F. Amiconi: “ Gli statuti delle confraternite di Cerchio “Quaderno n. 38, Anno II,1999-Museo Civico di Cerchio ).Notizia dunque importantissima attraverso la quale sappiamo che nel 1649 era in auge la citata confraternita.Nel Museo Civico di Cerchio si conservano anche 4 bastoni del comando recanti,sopra la punta, una  emme ( M).
15) Notizie interessanti le quali ci fanno conoscere che nell’anno della visita pastorale ( 1649) esistevano ancora i ruderi delle chiese di San Silvestro e di San Vito.
16) Notizia importante dove si evince che, sicuramente,molti matrimoni fra cugini, non erano corroborati dall’assenso del Vescovo diocesano cui tutti i sacerdoti dovevano sottostare.
17)Notizia attraverso la quale ci si rende edotti circa l’uso di convivenza fra coppie prima del matrimonio.
18) Notizia importantissima attraverso la quale notiamo la preoccupazione di Monsignor Caccia dove esorta l’arciprete ad intervenire immediatamente,pena la scomunica, a denunciare se a Cerchio  “ permangano incantatrici,indovine,adulteri,(aborti ),malefiche streghe e simili “.Quindi,sicuramente nella Marsica vi dovevano essere persone simili o comunque persone che girovagavano nella nostra contrada marsicana.
Per quanto riguarda Cerchio non abbiamo,fino ad ora, documenti attraverso i quali capire se mai vi furono  individui dediti alle sopra menzionate attività.
19) Il vescovo ribadisce che nessuno doveva essere confessato in casa a meno che non fosse malato.Sicuramente,quindi,vi dovevano essere persone,forse i maggiorenti del luogo,che dovevano abusare di tali servizi ecclesiastici.
20) Notizia interessante dove chiaramente si evince l’uso sicuramente sproporzionato del numero dei padrini ( forse,però, non per tutti ).
21) Importante notizia dove apprendiano l’uso di sollevare , da parte del parroco battezzante, dopo il rito del battesimo, il neonato sicuramente come simbolo di ostentamento verso la comunità ecclesiastica  che partecipava con molta attenzione alla citata cerimonia. Sicuramente  forse l’uso era solamente per le classi agiate.
22) Interessante notizia dove si apprende che le nutrici ed ostetriche non potevano trattenere presso di loro “ gli infanti lattanti prima che compiano un anno di vita”.
23) Il vescovo dei Marsi ammonisce i parroci celebranti la messa affinchè l’ostia da dare ai comunicanti sia conservata in un “ calice o ciato “ consono e dignitoso e non  “ di scarso valore “.
24) Monsignor Caccia ammonisce il parroco a non celebrare il matrimonio nello stesso giorno in cui è stata eseguita l’ultima pubblicazione “ né in luogo diverso da quella della Chiesa Madre,né prima dell’alba né dopo il tramonto del sole “.Queste importantissime notizie sono degne di nota in quanto ci fanno conoscere la volontà del Pastore dei Marsi il quale esigeva che l’importante rito del matrimonio doveva essere celebrato in modo dignitoso e solenne e quindi  né prima del far giorno né dopo la calata del sole : il rito doveva svolgersi quando tutti potevano vedere con i propri occhi l’importante atto né voleva il vescovo che il matrimonio venisse celebrato nell’ultimo giorno della scadenza delle pubblicazioni bensì dopo un certo lasso di tempo.Chiaramente,quindi, si evince che i parroci non erano molto ligi a ciò se il vescovo è costretto a comunicarlo per iscritto in una visita pastorale dove tutti i parrocchiani potevano assistere.
25) Il vescovo ammonisce tutti circa l’apertura delle chiese esistenti:queste non debbono “ essere aperte prima dell’aurora né di notte, a meno che non si verifichi qualche necessità di somministrare urgentemente i sacramenti (…)”
26) Mons. Caccia esige che la compilazione annuale dello “stato delle anime “ sia inviata nella festa dell’Ascensione. Nel 1630 l’ arciprete D. Alfonso De Rubeis inviò all’allora vescovo dei Marsi Mons. Muzio Colonna ( 1630-1632 ) lo stato delle anime compilato nel giorno di Pasqua dell’anno 1629 ( il citato documento è collocato presso l’Archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano -vedi appendice). A distanza, quindi, di 20 anni viene cambiato il giorno della festività dove si esigeva la compilazione dello stato delle anime. Vedi  anche F.M. Amiconi : “Storia della Madonna delle Grazie in Cerchio (AQ)-Documenti  “ senza c.e. ( ma De Cristofaro Roma )-1995 ( ma 1996 ), e F. Amiconi: “Gli  statuti delle confraternite di Cerchio ( sec. XVII-XIX )”-Museo Civico di Cerchio,Quaderno n. 38,Anno II,1999.
27) Notizia interessante attraverso la quale si impone a tutti l’uso,molto democratico, attraverso il quale nessuno poteva esercitare per più di un anno la procura delle chiese,confraternite,ospedali o altri luoghi pii.

         Fiorenzo Amiconi

 

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