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Lettera aperta al Sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso dall'Assessore del comune di Sulmona Giuseppe Schiavo

Sulmona. Signor Sottosegretario, con la presente intendo richiamare la Sua attenzione sulla situazione drammatica che stanno vivendo in questo giorni i cittadini di Sulmona e dei comuni della Valle Peligna. Grato per l’impegno e la passione con cui sta affrontando l’emergenza causata dal recente sisma e per la vicinanza e l’assistenza che ha dimostrato a tutte le famiglie colpite, è opportuno però rimarcare come la distruzione della città di L’Aquila, capoluogo di Regione e di Provincia, ha messo in ginocchio in maniera particolare l’economia delle aree interne. A distanza di un mese i segni negativi dell’aspetto socio economico sono sempre più evidenti e devastanti.

I numerosi cittadini dei comuni del Centro Abruzzo, oltre ai danni fisici del terremoto, stanno facendo i conti con il tracollo di numerose attività economiche.
Il terremoto dell’Aquila purtroppo sta mettendo in serio pericolo anche le ultime micro imprese rimaste. Buona parte delle circa 1630 micro imprese che operano nel terziario, nonché tutti i liberi professionisti della zona, avevano rapporti quotidiani con strutture e servizi del capoluogo della Regione Abruzzo. Oltre ai danni riscontrati ed in corso di accertamento sugli immobili, il terremoto ha spezzato una filiera economica virtuosa che, nonostante la crisi, riusciva a mantenere un sufficiente livello di occupazione. Questo in una zona che purtroppo vanta un tasso di disoccupazione superiore al 30%.

A questo si aggiungono i danni socio-economici e di immagine generati al settore turistico dai numerosi allarmismi che, sin da prima del sisma del 6 aprile, si sono riverberati in maniera del tutto devastante sulle attività del settore.
Da un’indagine realizzata dall’Assessorato è emerso che nella Settimana Santa, che è coincisa con quella del sisma, gli incassi delle micro attività commerciali si sono ridotti del 90% rispetto allo stesso periodo del 2008. E’ ragionevole prevedere una flessione di circa il 40% ( - €. 233.600.000,00), su base annua, dei ricavi conseguiti dalle attività di lavoro autonomo sulmonesi nel periodo d’imposta 2009 pari ad €. 350.400.000,00 rispetto ad €. 584.000.000,00 fatturati nel 2007.

Come potrà intuire si stanno già scatenando pesanti ripercussioni inerenti i rapporti e i pagamenti nei confronti di banche e fornitori. Non rientrando nelle sospensioni dei termini previste dal Decreto Bertolaso, è molto probabile che sarà ripresa l’attività relativa agli accertamenti tributari condotta dall’Agenzia delle Entrate locale, fatto che disarmerà totalmente gli operatori. Concentrare gli aiuti socio-economici (quelli previsti dal decreto 39/28 aprile 2009 e quelli annunciati : obiettivo 1 – disposizione dell’Unione Europea; Zona Franca Urbana, Contributi sotto forma di Credito d’Imposta, disapplicazione dagli Studi di settore, agevolazioni finanziarie di vario genere) solo ed esclusivamente sui 49 Comuni del “cratere” avrà un effetto nefasto sul “popolo delle partita IVA” residente in Valle Peligna. Va inoltre considerato che per la Zona Franca Urbana di Pescara sono stati stanziati circa €. 2.146.000,00. Di conseguenza, il settore imprenditoriale Peligno è stretto in una morsa letale.
 
Questo significa che saremo costretti noi stessi ad emigrare di nuovo, a vedere il nostro territorio vittima di un nuovo spopolamento. Noi però non possiamo e non vogliamo rassegnarci a tutto questo.
La vera preoccupazione è che viene messo a repentaglio il capitale sociale del nostro territorio ovvero l’insieme di quelle relazioni fiduciarie personali che legano tra loro i soggetti che operano nell’economia. Questa è oggi una risorsa fondamentale per il funzionamento della nostra misera economia locale. Una crisi particolarmente grave come quella ante e post sisma del 6 aprile, rischia di compromettere questo software socio-culturale, senza il quale la ripresa sarà non solo più difficile, ma anche meno promettente in termini di opportunità di sviluppo.
Per questo è necessario intervenire anche con la sospensione degli studi di settore collegata alle altre misure di carattere fiscale e finanziario (credito d’imposta, contributi e finanziamenti agevolati) già previsti.

Gli errori nella gestione degli aiuti dello Stato accaduti nel terremoto dell’ Irpinia non possono e non debbono essere pagati dai Sulmonesi.
Dal punto di vista dei danni al patrimonio immobiliare proporrò alla prossima Giunta Municipale di far redigere una relazione tecnica da esperti geologi, ingegneri ed architetti e/o dai tecnici dell’I.N.G.V., che constaterà l’effettivo grado delle scosse (Scala Mercalli Modificata) e l’impatto sugli immobili della città di Sulmona (ci sono centinaia di ordinanze di sgombero, oltre 700 sfollati, parte dell’ospedale inagibile, circa 4.000 concittadini hanno abbandonato la città per altre località per non vivere questi disagi attuali; deve ancora completarsi la lunga lista dei sopralluoghi, i dati sono ancora parziali e provvisori).

Per questo, tenendo a mente la bontà che da sempre contraddistingue il Suo impegno istituzionale, chiedo alla SS.VV. di valutare e prendere provvedimenti urgenti, per tutelare l’aspetto socioeconomico che, per i motivi sopra rappresentati, ha lo stesso grado di rilevanza pari a quello delle altre città abruzzesi inserite nel recente decreto legge del 28 aprile.
 

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Per parlare di musica popolare, prenderò l’avvio da una canzone dedicata alla città dell’Aquila, una canzone che mi commuove tanto più oggi, quanto più abbiamo dinanzi ai nostri occhi le tragiche immagini del terremoto del 6 aprile 2009, il terremoto che ha quasi distrutto la mia bella città natale: Aquila bella mé.
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