La consacrazione della chiesa di S. Felicita di Collarmele (10 gennaio 1305) in una inedita copia ottocentesca dell’Archivio storico Diocesano dei Marsi

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Occorre risalire all’Alto Medioevo per rintracciare le prime notizie sulla chiesa dedicata alla martire romana Felicita, quale uno dei primi luoghi di culto di cui si ha certezza nella Marsica cristianizzata: la chiesa di santa Felicita in Cerfennia è menzionata tra i possedimenti dell’abbazia benedettina di S. Maria di Farfa tra il 789 e l’822 (1), conservando nella titolazione la memoria dell’antico vicus situato lungo la via Tiburtina, le cui attestazioni archeologiche sono rintracciabili ancora in epoca imperiale. Tuttavia la consuetudine del ricordo dell’antica Cerfennia persiste negli anni successivi comparendo in diversi istrumenti del Chronicon Casauriense, in particolar modo tra quelli relativi ai beni posseduti nella Marsica dallo sculdahis longobardo Garibaldo, documenti nei quali il toponimo figura corrotto in Cerfenge (2), così come nella concessione di alcuni beni a terza generazione fatta nel 975 da Adamo, abate di S. Clemente a Casauria, in favore di Armanno, si può leggere: «De Cerfenge ubi dicitur Sancta Felicitas in Marsia». Anche nei tempi successivi, fino a giungere addirittura all’XI secolo, il luogo di culto rimane associato all’ormai remota Cerfennia, menzionata nell’elenco delle chiese soggette alla giurisdizione della diocesi dei Marsi, stilato nel privilegio (datato 25 febbraio 1115) che Pasquale II (1099-1118) inviò al vescovo Berardo per determinare e ribadire i confini territoriali e giurisdizionali della propria diocesi (3).

Nel citato documento essa compare con la dicitura «Sanctae Felicitatis in Cerfenio», analogo riferimento cui si ricorre anche in un altro documento, di qualche decennio più tardo rispetto al precedente, ossia nel privilegio che Clemente III (1187-1191) indirizzò il 31 maggio del 1188 al vescovo Eliano, nel quale si indicava il luogo di culto con la formula «Sanctae Felicitatis in Cerfennia» (4). Una prima cesura con il passato sembra riscontrarsi nell’anno 1324 quando compare nell’elenco delle chiese marsicane soggette al versamento della decima, nella nuova dicitura «ecclesia S. Felicitatis de Colle» (5), il che farebbe ipotizzare una riedificazione della chiesa, dal sito dell’antica Cerfennia a quello del Colle, dovuta ad un riassetto urbano oppure a cause diverse che purtroppo si ignorano.

Questa ipotesi potrebbe essere sostenuta dal documento che qui viene presentato, testimonianza inedita che aggiunge oggi un altro tassello alle tracce frammentarie di cui si è data in questa sede una breve ma certamente non esaustiva rassegna. Il manoscritto è stato recentemente rinvenuto durante il lavoro di schedatura condotto dallo scrivente tra il materiale relativo al paese di Collarmele del Fondo D, nell’Archivio storico Diocesano dei Marsi di Avezzano, in particolar modo all’interno del fascicolo recante sulla camicia il titolo «Informo de’ due Beneficj sistenti in Collearmele di S. Comizio, e di S. Felicita» (1809) (6), al cui interno si possono leggere molteplici estratti di antica documentazione esistente sia nell’Archivio vescovile sia presso quello che si custodiva nella chiesa parrocchiale di Collarmele, riprodotti agli atti per la vertenza in corso.

Tra diversi stralci di bollari, di visite pastorali e di altri documenti relativi ai due benefici, si è rinvenuta la copia della bolla di consacrazione della chiesa di S. Felicita ovvero di quella che presumibilmente sostituì una costruzione forse più antica e posta in altro luogo. Il documento è datato 10 gennaio 1305 (7), mentre la copia fu eseguita precisamente l’8 settembre 1809 secondo quanto è possibile ricavare dall’annotazione posta al margine inferiore del foglio, dove si specifica che essa venne redatta in base all’originale custodito nell’archivio della chiesa parrocchiale di Collarmele, purtroppo oggi andato irrimediabilmente perduto.
Il presule che fece redigere l’originale fu Giacomo Busce, domenicano dell’Ordine dei Predicatori, nominato episcopus Marsorum da Bonifacio VIII il 2 ottobre 1295 (8), dopo il riconoscimento dell’illegittima nomina vescovile fatta dal Capitolo della chiesa di S. Sabina, allora sede episcopale, che, riunitosi a seguito della morte del vescovo Giacomo da Venere, aveva fatto ricadere la scelta su Alessandro della famiglia de Pontibus di Corcumello (9).

Con l’emissione della bolla il vescovo dei Marsi, proprio nell’imminente inizio del periodo del papato avignonese, succeduto alla morte di Benedetto XI, concedeva un anno e quaranta giorni di indulgenza a quanti fossero accorsi nel sacro luogo, confessi e penitenti, sia nel giorno indicato che per tutta l’ottava seguente. Nello stesso tempo esso costituiva l’atto formale di consacrazione dell’altare e dell’edificio nel nome della vergine romana Felicita e dei suoi figli martiri, di fronte all’astante clero e agli abitanti del luogo e dei vicini villaggi che ivi erano accorsi per l’avvenimento.
Si riporta qui di seguito la trascrizione del documento:

«Frater Jacobus, misaratione [sic] divina episcopus Marsicanus, | universis presentes litteras inspecturis, salutem et | sinceram in Domino charitatem. Noverit universi-| tas vestra quod nos cooperante divina clementia, | anno Domini millesimo trecentesimo quinto, mensis | ianuarij, die decimo, ejusdem tertia indictionis. Ad | honorem Dei omnipotentis, beatae Mariae semper | virginis et beatae Felicitatis et filiorum ejus | et ad reverentiam ecclesiae Marsicana, cui prae-| sens ecclesia est subjeta [sic] immediate, conse-| cravimus hanc ecclesiam et altare propriis ma-| nibus adstantibus pluribus canonicis marsicanis clero oppi-| di(…) casalium omnium adjacentium concessimus indulgenti-| ias [sic] unius anni et quadraginta dierum annuatim om-| nibus vere penitentibus et confessis qui ad dictam | ecclesiam venerint tali die et per ejus octa-| vas. Unde ad futuram memoriam omnium praedictorum | certitudinem has presentes litteras ex inde fieri | fecimus, sigilli nostri mandavimus. Datum apud | dictam ecclesiam [così nel testo] sanctae Felicitatis, anno, mense et | indictione praetitulatis, Apostolica sede pasto-| re vacante per mortem domini Benedicti papae [XI, depennato] undecimi

Al margine sinistro del foglio la stessa mano che trascrisse il documento compose un summarium di poche righe relativo al contenuto: «1305 [sottolineato nel testo], 10 januar. | Collis Armeli | Instrumentum | consecrationis | Parochialis | Ecclesiae Sanctae | Felicitatis».

         Antonio M. Socciarelli

 

(1)  OTRANTO G., La diffusione del cristianesimo e l’organizzazione ecclesiastica della Marsica fino all’Altomedioevo, in La Terra dei Marsi. Cristianesimo, cultura, istituzioni, Atti del Convegno di Avezzano, 24-26 settembre 1998, a cura di G. Luongo, Viella, Roma, 2002, p. 38.
 

(2)  SENNIS A., Potere centrale e forze locali in un territorio di frontiera: la Marsica tra i secoli VIII e XII, in Bullettino Storico Italiano per il Medio Evo e Archivio Muratoriano, Roma, 1994, pp. 22-25; VARRASSO A. A., I documenti marsicani nel codice di Casauria, in Quaderni del Museo Civico di Cerchio, II/25, Cerchio (Aq) 1999, pp. 16-19.
 

(3)  Il testo del documento originale, ormai andato perduto, è riportato, attingendo da altra fonte, in GROSSI G., La Diocesi dei Marsi da Giovanni XII a Clemente III: confini, chiese, celle e monasteri, in La Terra dei Marsi. …, op. cit., pp. 132-133.

(4) GROSSI G., La Diocesi dei Marsi…, op. cit., p. 154; DI PIETRO A., Agglomerazioni delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, ristampa anastatica dell’edizione del 1869, Studio Bibliografico A. Polla, Avezzano (Aq), s.d., p. 313.

(5) Rationes Decimarum Italiae. Aprutium-Molisium. Le decime dei secoli XIII-XIV, a cura di P. Sella, Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, 1936, p. 46.

(6) Al momento della stesura del presente articolo, non è stata ancora assegnata la nuova segnatura archivistica al materiale descritto e riordinato, pertanto non si può fornire alcun riferimento eccetto l’anno.

(7) Anche se non vi sono elementi per effettuare un riscontro, si può ipotizzare una trascrizione erronea della data di emissione del documento, poiché la festività di S. Felicita cade il 10 luglio.

(9) DI PIETRO A., Catalogo dei Vescovi della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana V. Magagnini, Avezzano, 1872, p. 109; EUBEL K., Hierarchia Catholica…, op. cit., p. 327; MORONI G., Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XLIII, Tipografia Emiliana, Venezia, 1847, p. 138; UGHELLI F., Italia Sacra sive De Episcopis Italiae, Sebastiano Coleti, EUBEL K., Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi sive summorum pontificum, S. R. E. cardinalium ecclesiarum antistitum series ab anno 1198 usque ad annum 1431 perducta e documentis Tabularii praesertim Vaticani collecta, ristampa dell’edizione di Münster del 1913, Messagero di S. Antonio, Padova, 1960, p. 327. Venezia, 1717, p. 911.

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