Caraibi

Lo zafferano nelle Terre della Marsica

Il termine zafferano deriva dall’arabo “za’faran” che significa giallo. Era molto amato dagli antichi egizi che lo usavano per tingere i tessuti, per produrre unguenti e profumi e come aromatizzante dei cibi. Popolare sia tra i greci, sia tra i romani. In Europa fu introdotto dagli Arabi nel decimo secolo, anche se alcuni ritengono che siano stati i Fenici.

In epoca medioevale il suo commercio era molto importante, tanto che nella repubblica veneziana fu aperto un ufficio addetto esclusivamente all’acquisto della spezia. Alla  fine del Trecento cominciò ad essere coltivata in tutta Europa. La coltivazione dello zafferano ha bisogno di molto lavoro manuale, dedizione e passione. Non teme il freddo, ne il gelo, ma ha bisogno di sole, perciò non cresce nelle zone umide e nebbiose. Il terreno ideale per la coltivazione è di tipo calcareo - argilloso -  siliceo. Il bulbo dello zafferano deve essere piantato tra luglio e agosto. Il lavoro deve essere fatto esclusivamente a mano, per evitare che il bulbo si spezzi.

Nel periodo della crescita non va annaffiato, ne vanno aggiunti alle piante prodotti chimici. Cresce naturalmente. Tra la seconda metà d'ottobre e la fine di novembre avviene la raccolta che deve essere fatta al sorgere del sole, per evitare che il calice si apra e gli stimmi si possano rovinare, e sempre a mano. Dopo la raccolta si passa alla sfioritura. I fiori devono essere separati dagli stimmi, che a loro volta devono essere essiccati e riposti in contenitori chiusi. Con poca esperienza, ma molta voglia di fare, un gruppo di amici marsicani hanno messo su una coltivazione di zafferano riportando in vita una tradizione ormai scomparsa nella nostra zona. Così è nata la cooperativa "Terre Alte" che, nella passata stagione, è riuscita a produrre un chilo di zafferano. Ora i neo produttori, dall'alto della loro esperienza, vogliono lanciare un appello a tutti i marsicani:" Tornate a coltivare lo zafferano". Parlando di zafferano in Abruzzo a tutti vengono in mente le splendide distese di fiori violacei a ridosso di Navelli, la patria per antonomasia di questa spezia.

Eppure anche se giriamo per le terre marsicane potremmo sicuramente imbatterci in delle piccole e medie coltivazioni. Sta infatti pian piano tornando in vita la tradizione di coltivare il fiore di "Crocus sativus" da cui viene estratto lo zafferano. Un tempo infatti nella Marsica esistevano intere coltivazioni di zafferano. A darci testimonianza di ciò è Muzio Febonio nella sua Historia Marsorum del 1678, affermando che "Nella pianura di Trasacco vi si produce dell'ottimo zafferano".  Per coltivare questo fiore infatti occorre un'altitudine compresa tra i seicento e i mille metri, aria non molto calda, ne molto fredda, e terreno argilloso, tutti elementi che non mancano nella nostra terra. Proprio per questo i componenti della cooperativa "Terre Alte" vogliono incoraggiare tutti a tornare a coltivare lo zafferano, per riportare così in vita una tradizione millenaria. "Attualmente i più grandi produttori di zafferano al mondo sono gli Iraniani, ma è una qualità diversa dalla nostra, meno pregiata" ha spiegato Marcello Capriotti, presidente della cooperativa "In Italia l'Abruzzo è secondo solo alla Sardegna, ma sono sicuro che la nostra produzione potrebbe crescere. La coltivazione dello zafferano richiede molto lavoro umano, ma non ha bisogno di acqua ne di prodotti chimici. Tutti potrebbero coltivarlo e recuperare così un prodotto della Marsica ormai scomparso".

La cooperativa Terre Alte si è costituita nel 2008, anche se i cinque amici coltivavano zafferano già da diversi anni tra Luco dei Marsi, Trasacco, Collelongo e Villavallelonga. Nella passata stagione hanno raddoppiato la produzione e ora pensano a come utilizzare la parte del fiore che rimane dopo l'eliminazione dei pistilli. "Nella lavorazione dello zafferano viene utilizzata solo la parte terminale dei pistilli, gli stimmi, tutto il resto viene buttato via" ha continuato Capriotti "Il nostro obiettivo ora è quello di sfruttare il fiore per la realizzazione di profumi, saponi e creme".  Oltre queste nuove frontiere del biologico, quello che sta più a cuore agli amici della cooperativa è l'incremento delle coltivazioni nella nostra zona. Dalle coltivazioni degli ultimi anni infatti, hanno riscontrato che la Marsica risponde bene alla prova. Escludendo l'ultimo anno, in cui a causa della siccità estiva il terreno era troppo secco e ha impedito al fiore da cui viene estratto lo zafferano di crescere bene, la produzione ha sempre dato ottimi frutti, che hanno poi portato i cinque amici della cooperativa Terre Alte a reinvestire ancora in questa sfida. "Già in altre terre delle Marsica stanno provando a coltivare lo zafferano" ha concluso il presidente "Il nostro obiettivo è quello di incoraggiare più coltivatori possibili per far tornare di nuovo lo zafferano di casa nella Marsica".  

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