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Caraibi

Riserva naturale di Pietrasecca

Coordinate

Italy
42° 8' 8.142" N, 13° 7' 51.528" E

LA RISERVA E LE GROTTE IN BREVE 

La riserva è stata istituita nel 1992 per proteggere adeguatamente il particolare, e per certi versi unico, ambiente carsico che si sviluppa nei pressi dell'antico abitato di Pietrasecca edificato, per chiari intenti difensivi, sulla omonima rupe calcarea tra il X e il XIII secolo.

 
L'area comprende un bacino imbrifero, esteso circa i 3 kmq; costituito essenzialmente da formazioni impermeabili a Marne e Flysch. Le acque che vi scorrono sono totalmente drenate in un inghiottitoio denominato Ovito. Il percorso ipogeo del torrente e stimato in circa 1300 metri, dei quali solo i primi 500 sono conosciuti; le acque tornano alla luce tramite la cosiddetta Risorgenza di Pietrasecca, o Risorgenza di Vena Cionca. Il paesaggio vegetale e strettamente correlato al tipo di roccia e alla morfologia: sui calcari la vegetazione e rappresentata essenzialmente da boschi e boscaglie a roverella, mantelli e cespugli a citiso a foglie sessili e ginestra odorosa; sui substrati argilloso-arenacei predominano i boschi mesofili a cerro con mantelli e cespuglietti a ginestra dei carbonai e rovo comune. In generale è possibile cogliere un'avanzata ricolonizzazione del manto boschivo che tende ad inglobare le vecchie testimonianze di una intensa attività agricola, essenzialmente connotata da cospicui spietramenti ed opere di terrazzamento. Ma certamente l'aspetto più interessante di tutta la riserva è rappresentato dalle sue cavità naturali come la grotta Del cervo e l'Inghiottitoio dell'Ovito. 
 
Grotta del Cervo
 
La grotta è stata scoperta nel i984 e subito ha animato molti entusiasmi e curiosità per la sua straordinaria bellezza. per tutelare adeguatamente il suo patrimonio, anche archeologico, in rapido deterioramento a causa: delle visite clandestine e del vandalismo, l'accesso incontrollato e stato inibito con una doppia porta di sicurezza, ' l'ingresso, piuttosto angusto, immette in una ampia galleria lunga circa 400 metri, caratterizzata dalla presenza dl straordinarie concrezioni candide dl varia forma e struttura; in questo settore, in una sala denominata salone degli antenati, sono state rinvenute le ossa di tre carnivori attribuibili a Orso Bruno, Lince, Panthera Spelaea e quelle di un cervo, e diverse monete, alcune riferibili al iv-v sec. d.c., ed una alla zecca di Chieti (sec. xv). la presenza di molte vaschette; dovute a bianco concrezionamento e che raccolgono le acque di stillicidio, pone termine a quello che certamente e il settore più scenografico. superata una strettoia cl si immette nella parte più difficile, sotto il profilo speleologico, dell'intero complesso . infatti la cavità prosegue per quasi 2 km caratterizzati da percorso meandriforme con presenza dl acqua, fango e concrezioni. e'opportuno ricordare come alcune ricerche abbiano evidenziato in questo settore la presenza: dl vulcaniti leucitiche dl 840.000 anni fa.



Inghiottitoio dell'Ovito
 
Il toponimo, molto antico poiché è citato in due documenti provenienti dal "regesto di Farfa", viene localmente:utilizzato proprio per definire un inghiottitoio, l'ingresso, dal caratteristico ampio e doppio portale, immette in una larga galleria (circa 20 metri) e lunga 270 metri. il tracciato è caratterizzato da una suggestiva serie di stretti piccoli laghi, separati da brevi rapide, e da alcune diramazioni che conducono ad ambienti con stalattiti e stalagmiti. Subito dopo la galleria restringe la propria sezione ed ha inizio l'affascinante canyon caratterizzato da da un ulteriore serie di rapide, profondi laghetti e cascate. Superata l'ultima di queste. Dopo un salto di acqua di 8 metri, si giunge sul vasto lago sottostante che occupa un ampio salone di 70X30 metri caratterizzato da una splendida cascata alimentata dalle acque del torrente sotterraneo.



Oltre questo punto la cavità prosegue ancora per 80 metri con alcuni laghetti terminali che formano un sifone sino ad oggi insuperato, ed una diramazione molto ampia, denominata galleria dei massi, lunga circa 30 metri ed alta in alcuni punti 20 metri. In tutta la cavità sono estremamente ben evidenziate le testimonianze morfologiche di una evoluzione essenzialmente modellata dall'acqua che fluisce vorticosamente all'interno dell'Ovito.



 
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