|
Per quanto riguarda i paesi non direttamente aderenti alla conca fucense e assumendo come punto di riferimento il Fucino, lungo la direttrice Est-Ovest il terremoto distruggerà completamente Magliano dei Marsi, Cappelle e Scurcola. Oltre Scurcola, in direzione Nord-Ovest le onde sismiche non troveranno difficolta a propagarsi, attraverso i Piani Palentini, per la valle del Salto facendo danni in particolare a Borgocollefegato, Fiamignano e Petrella Salto. Da Scurcola verso Ovest le onde invece lasceranno contenute tracce del loro passaggio nella contigua Tagliacozzo arroccata com’e questa sulla montagna. Tagliacozzo rimarrà cosi poco disastrata che il capotreno del convoglio che stava lasciando Avezzano quando il sisma si è scatenato, e potè osservare inorridito la distruzione della città, accelererà la marcia per poter dare tempestivo allarme, che partirà proprio dalla stazione ferroviaria di Tagliacozzo, trovata praticamente indenne. Oltre Tagliacozzo rimarranno pochissimo danneggiati i successivi distretti di Carsoli ed Arsoli. Gli effetti del sisma si rifaranno invece sentire lungo la valle dell’Aniene; risalendo la valle si registreranno rovine ad Agosta e Subiaco e quindi ancora a Janne, Trevi nel Lazio e Filettino. Discendendo invece verso la media valle dell’Aniene risulteranno danneggiati Roviano e Cineto Romano sulla destra del fiume, Anticoli Corrado sulla sinistra e via via altri centri fino a Tivoli il sisma passerà oltre Tivoli. Saltando il ciglio montagnoso il terremoto si farà sentire a Roma; volgendo invece a Nord Ovest oltrepasserà i monti Corniculani per riapparire ancora e far tremare Monterotondo, interessando quindi la valle del Tevere e, attraverso di questa, le varie località di cui abbiamo già fatto cenno. Dal nodo di Tivoli le onde sismiche si spingeranno anche al di la dei monti Prenestini per far sentire ancora sommotimenti nel distretto di Palestrina. Al meridione del Fucino il sisma si diffonderà preferenzialmente per la valle del Liri, danneggerà fortemente ed apporterà lutti a Balsorano ed agli altri centri della valle, imperversando duramente fino alla conca di Sora. Nella direzione Sud Est il terremoto raggiungerà Sulmona e la sua conca, vi seminera dappertutto distruzioni e morti, fino all’estremo centro della gola, Popoli, donde passera verso la bassa valle della Pescara. Proseguendo la corsa a Sud Est il sisma risalirà per l’antico percorso Numicio ed arrechera lutti e distruzioni a Rocca Cinquemiglia, Roccaraso, Castel di Sangro. Ma saranno malridotte anche le zone dell’attuale Parco Nazionale d’Abruzzo, in particolare Pescasseroli e Villetta Barrea; oltre il monte Argatone altri centri, Scanno, Villalago e Frattura, riceveranno danni. In direzione Est il terremoto raggiungerà i centri lungo la Pescara infliggendo danni in particolare a San Valentino in Abruzzo Citeriore, Caramanico, Manoppello e, in misura inferiore, Chieti. A settentrione del Fucino le onde sismiche perverranno, al di la della montagna di Ocre, nella conca Aquilana, terra che ha già dimostrato abbondantemente un’accentuata risonanza sismica con il bacino Fucense. L’Aquila riceverà non pochi danni e con essa numerosi centri della conca e soprattutto Barisciano, Paganica, Poggio Picenze, Sassa e Tornimparte. In sintesi il grande sisma della Marsica avra toccato e danneggiato, fra grandi e piccoli, oltre centocinquanta centri abitati.
|