Wikipedia racconta gli omicidi di Paris e Berardicurti

Ritratto di Francesco Vassallo

Da oggi, infatti, e' presente sul web una pagina che racconta l'omicidio di Celano del 30 aprile 1950, in cui morirono i due braccianti innocenti

Celano - Wikipedia, la piu' importante enciclopedia on-line, raccontera' un pezzo importante della storia del nostro territorio. Da oggi, infatti, e' presente sul web una pagina che racconta l'omicidio di Celano del 30 aprile 1950, in cui morirono due braccianti innocenti: Agostino Paris, di anni 45 e Antonio Berardicurti, di anni 35.

"Da tempo, insieme anche alle istituzioni, ci occupiamo di mantenere vivo il ricordo di quel fatto tragico che ha segnato la storia della nostra Citta' - dichiarano Ermanno Natalini, Massimiliano Di Pizio e Francesco Della Costa, che hanno ideato e creato la pagina - quest'anno, per celebrare il 63esimo anniversario dell'eccidio abbiamo deciso di affidare la memoria alla rete e lo abbiamo fatto con l'enciclopedia on-line piu' letta, sicuri di raggiungere al meglio, usando il loro linguaggio ed il loro principale strumento, le giovani generazioni e i tanti utenti che quotidianamente navigano su internet".

Dalla pagina Wikipedia appena creata si legge: "Quella sera del 30 aprile 1950, in piazza IV Novembre qualcuno sparo', per vendetta e rappresaglia contro questa conquista dell'unita' dei lavoratori". Cosi' inizia la ricostruzione a caldo dell'accaduto da parte de' L'Unita', che usci' in edizione straordinaria il 2 maggio per testimoniare l'eccidio.

"Senza che un solo gesto venisse fatto dai contadini, che continuavano a parlare raccolti in gruppi, e senza alcun preavviso, i carabinieri improvvisamente aprivano il fuoco. I contadini si gettavano ventre a terra, cercando di evitare i colpi. Contemporaneamente, dal lato opposto della piazza, altri colpi d'arma da fuoco venivano esplosi dai fascisti, individuati dai contadini. la sparatoria si prolunga per qualche minuto. Questa, ancora, la ricostruzione di Luigi Pintor su l'Unita'. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, invece, la ressa dei braccianti fuori del Palazzo Comunale aveva indotto i militari a sparare in aria, per disperdere la folla. Nella confusione generale, stando alle testimonianze, alcuni esponenti del MSI locale, insieme a delle guardie di Torlonia, fecero fuoco sulla folla e in un attimo la piazza fu sconvolta dagli spari e dalle urla. Agostino Paris, che si trovava in un gruppo distante non meno di settanta metri dai carabinieri, cadeva in una pozza di sangue, cosi' Berardicurti".

Commenti da Terre Marsicane

Ritratto di Utente anonimo
Utente anonimo (non verificato) on 29 Aprile, 2013 - 18:11

La memoria va sempre tenuta viva, sforzandosi affinchè il ricordi di pochi non diventino mai il ricordo "personale" di tutti. La critica storica deve essere innata in noi. Invito però le persone che hanno realizzato questa pagina ad essere protagonisti del loro tempo oltre che a ricordare il passato. Nel Fucino di oggi , e non da oggi, vi è in atto uno sfruttamento massimo di manodopera per la maggior parte di origine nord africana. E' impossibile vedere queste persone girare nelle nostre strade e non adoperarsi per alleviare le difficoltà di almeno uno di loro. E' troppo facile parlare delle cose del passato con mostre, articoli ed altro. Il compito di ognuno, e credetemi non lo dico con polemica verso nessuno, è quello di vivere il proprio tempo cercando di farlo progredire affinchè si lasci agli altri un mondo migliore. Il solo ricordo senza l'azione è nullo.
Secondo Tranquilli

Ritratto di Utente anonimo
Utente anonimo (non verificato) on 30 Aprile, 2013 - 08:41

Lo sfruttamento che l'Utente anonimo denuncia è autentico,ma storicamente inapplicabile alle situazioni di sfruttamento del bracciantato nel Fucino degli anni venti-trenta e che portò alla fine della guerra mussoliniana ai tragici fatti del 1950 ,a Celano. Il bracciantato sfruttato nel Fucino del Torlonia,del duce e del re ,ampiamente documentato e storicamente povato,non è paragonabile a quello odierno dei poveri e miseri extracomunitari : nel Fucino degli anni venti e trenta lo sfruttameno era legalizzato e se non tale era,quantomeno era accettato dal governo centrale fascista che non ha MAI disapprovato i mezzi coarcitivi del Torlonia nei riguardi dei lavoratori delle sue (!) terre.
Lo sfruttamento denunciato e purtroppo troppo spesso accertato di exracomunitari nelle campagne del Fucino,è atto barbaro e incivile di taluni ignobili imprenditori (!) agricoli che lo commettono infrangendo la legge, ma certamente disappovato dallo Stato italiano. e dalla cittadinanza marsicana.

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