Il camoscio "premia" Opi e Civitella

Ritratto di Ferdinando Mercuri
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Il Progetto “Life Coornata” ha l’ambizioso obiettivo di raddoppiare la popolazione del camoscio sull’Appennino a cominciare dal nucleo storico del Parco d’Abruzzo, dove il numero massimo di camosci osservati nel corso del conteggio nel 2011 è di 530 con ben 131 capretti, i piccoli nati nell’anno.

Pescasseroli - “La conservazione della natura si fa con le comunità locali”, per questo sono state premiate da Legambiente le amministrazioni di Opi e Civitella Alfedena, per il loro impegno nella protezione del camoscio. E la notizia di un certo rilievo è che la “rupicapra ornata” è più lontana dal rischio di estinzione. L’ha certificato lo IUCN, l’Unione mondiale per la conservazione della natura che ha cambiato nella sua Red List, lo status dell’animale declassandolo da “in pericolo” con possibilità di estinzione del 20% nelle prossime cinque generazioni, a “vulnerabile” con probabilità di estinzione del 10% nei prossimi 100 anni. Oggi la popolazione di camoscio la possiamo trovare nell’intero massiccio centrale dell’Appennino con circa 1500 esemplari.

 “E questo - ha sottolineato il direttore Febbo - grazie all’impegno e alla generosità del Parco d’Abruzzo che 20 anni fa lanciò l’Operazione Camoscio, un progetto conservazionistico tra i più importanti dell’Italia dei Parchi, regalando alcuni esemplari della Val di Rose ad altri parchi, per ripopolare le montagne del Gran Sasso, della Maiella, dei Sibillini.”. Ma qualcuno dei presenti (e il vostro cronista) ricorda che il primo camoscio nato in cattività fu “Giovannino”, nel lontano 1982, nell’allora area faunistica del Camoscio d’Abruzzo di Bisegna. E proprio da lì parti l’operazione “Camoscio alla Maiella”.

Le buone notizie sul prezioso ungulato arrivano dal “Camoscio Day”: la manifestazione organizzata dal Parco in collaborazione con Legambiente, a Civitella Alfedena. Il tutto nell’ambito del progetto “Life Coornata” della Comunità Europea per valorizzare nei 20 anni del Life, i 20 anni di impegno dei parchi appenninici per la conservazione della specie. Molto importante fra le azioni del Life è quella che vede il censimento del bestiame domestico che frequenta l’areale del camoscio. In collaborazione con gli allevatori, i servizi veterinari della ASL e gli IZS di Abruzzo e Molise, è stata avviata la vaccinazione di mucche, pecore e cavalli, contro il contagio di malattie parassitarie che possono risultare pericolose per la salute del camoscio.

Al "Camoscio Day" erano presenti: il direttore del Parco Dario Febbo, i sindaci di Opi, Berardino Paglia e di Civitella Alfedena, Flora Viola, il responsabile nazionale Aree Protette di Legambiente, Antonio Nicoletti, i biologi e veterinari del Servizio Scientifico del Parco. Oggi la popolazione di camoscio la possiamo trovare nell’intero massiccio centrale dell’Appennino con circa 1500 esemplari.

Prossimamente, i camosci arriveranno anche sulle cime del Parco regionale Sirente-Velino e, questa volta sarà il Parco della Maiella a regalare i suoi camosci. 

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