"Gelate, per il Fucino situazione drammatica"

Ritratto di Marco Ciaffone
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L'allarme lanciato da associazioni di categoria e Comune di Celano: "Partiti i sopralluoghi per valutare lo stato di calamità naturale"

Fucino - “Il recente straordinario abbassamento delle temperature, con brinate che in alcune zone si sono manifestate sottoforma di vere e proprie gelate, ha notevolmente danneggiato le colture nella Conca del Fucino". A rilanciare l'allarme sulla critica situazione della Piana è Cedisio Piperni, assessore alle Politiche agricole del Comune di Celano. "Le repentine ed imprevedibili escursioni termiche dei giorni scorsi - afferma Piperni - hanno penalizzato ulteriormente un settore, quello agricolo, già notevolmente in difficoltà. Mancano ancora i rilievi ufficiali ma secondo le prime stime oggi siamo di fronte ad una situazione veramente drammatica per un comparto che fino a poco tempo fa era tra quelli ritenuti trainanti per l’economia locale”.

“E ben noto, ormai - continua l’assessore Piperni - che le risorse pubbliche sono ridotte al lumicino e, considerando le continue stravaganze delle condizioni climatiche, prende sempre più corpo, come forma alternativa, la possibilità di stipulare polizze assicurative in grado di coprire i danni prodotti dal maltempo, soprattutto per la produzione pataticola e orticola, di pomodori e di mais. Una forma percorribile visto che la Regione interviene per il 70% sull’entità del contratto assicurativo”.

Celano risulta essere tra i territori più colpiti dalla eccezionale ondata di gelo. Piperni ha così partecipato ad un incontro nella sede dell'ufficio territoriale agricoltura di Avezzano dove è stato proposto un primo screening della situazione nel bacino fucense.

Uta - “L’allerta è partito dalle segnalazioni delle associazioni di categoria – spiega Giancarlo Ludovici, direttore dell'Uta – ed ora verranno disposti gli opportuni accertamenti per verificare e delimitare l’area colpita dalla gelata. Secondo una prima ricognizione si tratta in particolare della zona denominata Bacinetto, ma solo nei prossimi giorni saremo in possesso di dati più significativi. Per invocare lo stato di calamità naturale è necessario che sia del 30% la quota del danno alle colture. Gli interventi pubblici sono bloccati e le imprese possono fare affidamento a polizze assicurative. In caso di calamità potrebbero scattare le agevolazioni per quanto concerne gli oneri contributivi previdenziali e assistenziali”.

Associazioni - Sulla quantificazione dei danni e sul nuovo regime di risarcimenti per le aziende agricole in caso di calamità naturali sono intervenuti anche i dirigenti delle organizzazioni di categoria. "Le possibilità di sostegno pubblico economico diretto – dice Stefano Fabrizi di Confagricoltura – sono sempre più scarse. Le condizioni economiche delle imprese agricole sono sempre più disperate e numerose sono quelle costrette a chiudere i battenti. Negli ultimi tre anni abbiamo sviluppato una massiccia campagna di informazione presso le aziende agricole per quanto riguarda l’opportunità di stipulare polizze assicurative”.

Per la Coldiretti, rappresentata dal presidente provinciale Salvatore Di Benedetto e dal responsabile di zona Dino Meschieri, “è molto difficile procedere alla quantificazione dei danni. L’eccezionale gelata ha provocato danni non solo alle coltivazioni di patate, pomodori e mais ma ha modificato anche lo stato di crescita di altri prodotti orticoli. Tra circa due mesi si potrà essere più precisi sull’entità dei danni provocati dallo stress termico. Per quanto riguarda la polizze assicurative si potrebbe creare anche nella Marsica un consorzio sull’esempio di quello già operante nelle province di Pescara e Chieti”.

"La prima fase è stata avviata con le segnalazioni – sottolinea Pietro Spitale della Confederazione italiana agricoltori – per fare in modo che possano partire i sopralluoghi, per verificare l’entità del danno e poter richiedere lo stato di calamità naturale. La percentuale richiesta è del 30%. Nel Fucino la superficie agricola utilizzata è di circa 12 mila ettari, quindi la quota colpita dovrebbe essere di almeno 4 mila ettari”. 

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