di Roberto Cipollone e Francesco Vassallo
Avezzano - È raggiante, Giovanni Di Pangrazio. Guarda con orgoglio quel 45,5%, la percentuale di preferenze ottenute in questo primo turno delle amministrative avezzanesi. E in fondo pensa che il ballottaggio in programma il prossimo 20 e 21 maggio rischia di ridursi a una mera formalità: “Si tratta di un successo strepitoso - afferma - sono felicissimo. Gli oltre tremila voti in più rispetto al candidato di centrodestra rappresentano una sonora bocciatura per il Pdl ed allo stesso tempo un importante segnale di fiducia per una candidatura tecnica come la mia”.
Il Popolo della libertà di Avezzano ha seguito il trend nazionale, che vede il “partito del predellino” ampiamente fuori gara in quasi tutte le città: “Di sicuro Cipollone ha pagato lo scotto di questo contesto, in quanto il Pdl si è liquefatto nel momento di maggior bisogno degli italiani. Ma ci tengo a sottolineare la componente locale e specifica di questi risultati: ritengo, infatti, sia stata premiata la mia maggiore competenza tecnica e amministrativa rispetto al candidato di centrodestra”.
La sicurezza di Di Pangrazio non sembra turbata neanche a fronte del valzer delle alleanze al quale si apprestano a prendere parte i candidati: “La questione non mi preoccupa assolutamente. Due liste hanno rifiutato in partenza l’appoggio al Pdl, mentre le altre sono ideologicamente lontane anni luce da loro. Vado avanti con la massima serenità: il ballottaggio non mi fa assolutamente paura”.
Ma Italo Cipollone, da parte sua, non fa drammi analizzando il risultato delle urne: “E’ vero che il Pdl ha ceduto diversi punti in questa tornata elettorale, ma il calo registrato ad Avezzano è più contenuto rispetto al resto d’Italia. Si tratta comunque di un risultato che ci aspettavamo, abbiamo ottenuto quanto atteso”.
Cipollone, a differenza del suo avversario, assegna alla componente personale un peso relativo per quanto riguarda il primo turno: “Dall’analisi del voto non emerge una maggiore o minore preferenza per i due candidati sindaci: la percentuale di consensi è strettamente legata al numero di liste. Sono state queste ad essere premiate, e non i singoli aspiranti a primo cittadino”.
Tuttavia, nel dirsi “tranquillo”, il candidato del centrodesta dipinge un cambio di prospettiva per il ballottaggio: “La differenza di dodici punti non ci preoccupa, perché è qui che conta quel profilo personale appena menzionato. Il ballottaggio non si vince con le liste, ma con la risposta al singolo candidato sindaco. Si ricomincia da zero, e il risultato della prima tornata non influirà, proprio perché il voto è legato alla persona del candidato sindaco. Avezzano è una città di centrodestra - conclude - e siamo tranquilli del nostro recupero”.
Ora tocca ai candidati "minori" alzare la tensione scegliendo quale candidato appoggiare tra due settimane.